Anjana: la strega del folklore ispanico

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Anjana

Anjana è una strega del folklore ispanico: vive in prossimità dell’acqua ed è uno degli spiriti protettori della foresta. Il nome probabilmente deriva da Diana (dea romana della caccia) o Jana, altro spirito della foresta tipico della zona di Léon.

Simile ad Anjana sono Mora e Xana, altri spiriti della foresta che vivono nei pressi dell’acqua. Solo che Mora fa parte del folklore aragonese mentre Xana di quello asturiano.

Sono delle fate, a volte delle streghe, famose per la loro bellezza e ammantate di benevolenza. Si prendono cura della foresta e, a differenza degli gnomi, aiutano le persone che si sono perdute per ritrovare il sentiero.

 

folklore spagnolo

Come riconoscerle

 

Le Anjanas sono bionde con occhi azzurri, a volte hanno lunghi e folti capelli neri con occhi neri. i capelli sono intrecciati con nastri e ghirlande. Il taglio degli occhi è obliquo e sono alte al massimo un piede e mezzo.

Hanno una corporatura esile e slanciata, emanano calma e serenità. Indossano tuniche a fiori con stelle d’argento. Ma possono anche cambiare il colore del vestito ogni giorno, e pure indossare abiti bianchi abbinati a mantelle blu e calze verdi. Le calze indicano le forze primordiali: i poteri spirituali che giacciono nell’inconscio.

Si accompagnano a un bastone ricurvo il cui semplice tocco può tramutare un oggetto in oro. La curvatura del bastone simboleggia il vincolo con la foresta e la comunicazione con ciò che è sparso nel mondo.

Sono anche delle mutaforma: possono trasformarsi in alberi, animali e altri elementi naturali fino a diventare invisibili. Vengono anche paragonate alle druidesse per la loro capacità di connessione con la Natura.

L’Anjana ama parlare con l’acqua, passeggiare per la foresta e mangiare frutta e miele sedendo in contemplazione.  Durante l’equinozio di primavera, poi, si possono vedere ballare fino all’alba intorno ai fuochi fatui mentre spargono petali di rosa.

 

spirito della foresta

Cosa fanno le Anjana

 

Un’Anjana protegge il bestiame dai malanni. Ma si prende cura anche degli umani buoni, portando loro doni e vestiti ai poveri. Questo avviene una volta ogni 4 anni nella sera di Natale.

Possono ostacolare devastazioni, disastri naturali o catastrofi di altro genere. E sono delle accumulatrici di tesori che tengono ben nascosti all’interno delle grotte.

L’oro serve da trappola per stanare gli avidi e gli approfittatori mentre diventa un premio a chi è solito comportarsi bene con loro e con la comunità. In questo caso assumono un aspetto da vecchia e mettono alla prova la carità delle persone.

Alcune Anjanas diventano cattive se vengono disturbate, maltrattate o soggiogate. Chi viene esposto alla loro furia di solito ne esce piuttosto malconcio.

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