Oltremondo e Altromondo: due dimensioni da non confondere

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Oltremondo e Altromondo: le differenze

Oltremondo e Altromondo sono due parole simili, nonostante si riferiscano a due ambienti distinti e differenti. Difatti, l’Oltremondo si riferisce al passaggio dimensionale che avviene a seguito della morte, mentre l’Altromondo è il regno degli spiriti elementali o degli esseri magici e fatati.

Si può ben capire quanto sia consistente la differenza, sebbene spesso i due vocaboli vengano confusi e utilizzati in maniera scorretta. Per questo motivo, è tempo di illuminare la nostra conoscenza e distinguere i due regni.

Oltremondo e Altromondo: come si accede?

 

Ognuno di noi spera di accedere all’Oltremondo il più tardi possibile, perché arrivarci significa aver lasciato il nostro corpo alla terra. Pertanto, per accedere all’Oltremondo è sufficiente morire!

Detta così, appare tranchant, eppure non c’è altra soluzione. Dal quel mondo si passa attraverso un ambiente indefinito, raccontato dalle varie mitologie in modo talvolta opposto.

Per esempio, nella religione cristiana chi muore può accedere al Paradiso o all’Inferno, secondo come si è comportato in vita. Invece, per i Celti l’Oltremondo era solo un posto di passaggio, da cui l’anima si sarebbe presto reincarnata in un altro individuo.

Invece, l’Altromondo si può raffigurare come i Sidhe, i villaggi in cui vive il Piccolo Popolo. Accedere non è semplice e spesso sconveniente, perché gli esseri fatati così come gli spiriti elementali non sempre ci sono amici.

Non a caso, l’uomo si è macchiato di superiorità e questo tipo di atteggiamento agli abitanti delle altre dimensioni non è mai piaciuto, tanto da tenderci spesso dei tranelli o delle trappole.

 

Spiriti dell'Oltremondo e dell'Altromondo

 

Come si manifesta l’Altromondo?

I Celti sono stati il popolo che ha avuto maggior contatto con i regni dimensionali. Sono loro le fonti da cui attingiamo per ottenere un minimo di conoscenza su questi esseri incantati. Nondimeno, abbiamo informazioni dai Norreni.

Secondo la tradizione, quando ci si avvicina a una fonte dimensionale magica l’atmosfera cambia, benché lo faccia con cautela senza quasi che ce ne rendiamo conto.

L’aria si fa più rarefatta, i colori diventano vibranti, i suoni della natura si acquietano e il nostro animo è pervaso dalla calma, tanto da indurci a proseguire seguendo il varco del mondo magico.

Oppure, l’aria può diventare fredda, la vista affaticarsi e il bosco inondarsi di nebbia fitta. Anche in questo caso siamo vicini a un passaggio dimensionale e dobbiamo fare attenzione a non essere catturati.

Difatti, chi entra lo fa a suo rischio e pericolo, conscio del fatto che potrebbe non tornare mai più indietro.

I racconti si perdono in storie di sprovveduti che da migliaia di anni continuano a ballare in compagnia di fate, o di persone entrate per sbaglio in casa di gnomi e costretti a lavorare per l’eternità.

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