Storia della magia: l’origine nella preistoria

la storia della magia dalla preistoria

La storia della magia è un viaggio che risale alle nostre origini culturali e attraversa le varie fasi della conoscenza umana. Nonostante l’intercedere del tempo, però, la sua forza non si è esaurita, bensì ha cambiato forma.

Il rituale magico affonda le sue radici nella preistoria: nel periodo in cui l’uomo non era ancora dotato di una coscienza critica e le conoscenze scientifiche erano pari a zero.

Per questo motivo le domande surclassavano le risposte. Ciononostante, una figura si fece largo: quella del santone o dello stregone, il quale si assunse l’autorità di intercedere con il divino.

Storia della magia

 

Le questioni di ordine pratico incombevano con insistenza, senza ipotesi di soluzioni. I primitivi si stavano unendo in piccoli villaggi e tribù per ripararsi dai pericoli.

A capo del gruppo doveva presenziare una figura, in grado di fornire delle soluzioni soddisfacenti ai problemi di gestione, nonché capace di intercedere con le forze energetiche sovrumane.

Ed è in questo contesto che si sviluppò la figura dello stregone: l’unico a conoscere i segreti della magia e di comunicare con gli spiriti della natura a favore degli uomini.

 

“La magia è più arte che scienza”

 

Non a caso, l’uomo primitivo credeva che il mondo fosse regolato da uno spirito superiore, capace di decidere le sorti dell’umanità. Il raccolto, la caccia, la sicurezza dipendevano da lui, e dall’affetto che nutriva nei confronti degli esseri umani.

Una relazione complicata con il divino significava dover combattere di continuo contro le avversità. Ecco perché la definizione speculare dello stregone eguaglia quella del mago.

A ben pensarci, solo un cuore ardito poteva confrontarsi con le divinità e ottenere da loro dei favori.

Questo è ciò che contemplava il pensiero arcaico, invece nel corso dei secoli la magia divenne una prerogativa personale, esercitabile anche da persone comuni e suddivisa in categorie specifiche.

Storia della magia: fascino e occulto

Le mansioni dello stregone

Il santone ideava dei metodi ingegnosi che parevano efficaci. Ma soprattutto applicava la magia di contatto creando delle pozioni magiche e degli intrugli impensabili, oppure prendeva degli elementi quali capelli o unghie della persona per compiere dei riti magici.

Poteva anche fare delle incisioni o dei disegni per idealizzare l’esito che voleva ottenere, per esempio durante la caccia, utilizzando la magia di similarità.

Tuttavia, le mansioni dello stregone erano essenzialmente tre:

  • proteggere la tribù;
  • favorire la caccia;
  • guarire dai malanni.

Per fortuna, sono rimaste alcune testimonianze ritrovate in caverne sparse per il mondo, come la famosa Grotta di Lascaux a sud-ovest della Francia, definita la ‘Cappella Sistina del Paleolitico’.

In questo spazio, venne ritrovata l’immagine di animali selvatici e si presuppone possano essere stati dipinti per invocare gli spiriti della natura e favorire la caccia alla tribù.

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