Superstizione e senso di colpa: una connessione arcaica

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Superstizione e senso di colpa

Superstizione e senso di colpa viaggiano a braccetto, secondo le ipotesi formulate dallo psicologo Lucio Della Seta. Per capire questa connessione dobbiamo entrare nel contesto in cui questa affermazione è stata fatta.

Per questo motivo, prendiamo spunto l’opera editoriale intitolata ‘Il senso di colpa‘ in cui spiega nel dettaglio l’origine psicologica del malessere sociale e personale.

La psicologia arcaica

 

Per un essere primitivo, venire escluso dal gruppo e dalla comunità era un’ipotesi di paura insormontabile, in quanto significava morte certa. Non a caso, i pericoli erano troppi per essere affrontati da un solo uomo.

Quindi nella nostra mente ci portiamo dentro questa paura arcaica, manifestandola sotto forma di inferiorità o di scarso riconoscimento sociale. Secondo Lucio Della Seta valere poco agli occhi degli altri e la morte sono le paure più grandi per l’essere umano.

Tale paura si scatena come senso di colpa, in quanto la nostra psiche non concepisce la mancanza di controllo sulla nostra percezione sociale, perché siamo convinti dell’esistenza del libero arbitrio.

Tuttavia, come sostenevano anche gli Stoici, sono poche le possibilità di controllo, poiché la maggior parte di esse fuggono dalla nostra autorità.

Andando più in profondità, i Cinici avevano riconosciuto la paura sociale come un grosso ostacolo alla crescita personale e alla realizzazione del proprio sé.

Difatti, la ritrosia verso il nostro sé autentico impedisce il dialogo spirituale interno e, di conseguenza, la corretta interazione con gli altri.

Gesti scaramantici, superstizione e senso di colpa

La visione mitologica del senso di colpa

 

Theodor Reik ha scritto il libro ‘Mito e Colpa’, in cui ha indagato sul mito del peccato originale ritrovato nella maggior parte delle popolazioni del mondo, rilevando sempre lo stesso schema.

Si inizia con un rapporto benevolo dell’essere umano nei confronti delle divinità o con un Dio, grazie al quale gli individui vivono in prosperità, in salute e in felicità.

Tuttavia, una colpa causata da una trasgressione o da un errore commesso da qualche umano ne consegue l’allontanamento dello stesso e la gogna popolare.

A quel punto, il Dio infuriato e offeso se la prende con gli esseri umani, in quanto copia del peccatore, e li scaccia via, dando origine al senso di colpa o al peccato originale.

Prendendo spunto dalle trame mitologiche e posizionando al posto delle divinità i nostri genitori, vediamo illustrate le dinamiche tipiche della nostra infanzia.

Difatti, ogni bambino e bambina vivono loro malgrado il senso di colpa, inconsapevoli vittime del sistema sociale a loro ancora incomprensibile.

 

Il peccato originale

 

Superstizione e senso di colpa

 

La connessione tra superstizione e il senso di colpa vive attraverso il pensiero magico residuo. Si tratta di una sensazione che introduce una catastrofe, inevitabile e al di là delle nostre capacità di risoluzione, sotto forma di peccato originale.

In particolare vive nel pensiero infantile, laddove i bambini vengono puniti senza comprendere a fondo i motivi scatenanti. Pertanto, si associano delle forze misteriose che agiscono per nostro conto – e contro noi – volte a causare il misfatto.

Quando diventiamo adulti non sempre cancelliamo questa soluzione arcaica, bensì la manteniamo sotto forma di scaramanzie, gesti apotropaici o scongiuri.

E aggiungiamo altri elementi magici, come la previsione del futuro attraverso degli strumenti di accompagnamento, per esempio le rune, gli ogam, i tarocchi, eccetera.

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