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L’aritmomanzia, come si può facilmente estrapolare dal nome, è la facoltà di leggere il futuro riflesso sui numeri. Questa pratica era molto usata in Cina, sebbene abbia sortito effetto anche in Occidente, e più precisamente tra gli Ebrei e i Caldei.

Tuttavia, anche l’Antica Grecia e la Civiltà Romana ponevano attenzione alla numerologia. I maggiori esponenti della pratica furono i Pitagorici e i Platonici, i quali sostennero che alcune sequenze numeriche portavano a delle congiunzioni virtuose pressoché straordinarie.

Avendo sempre affascinato i popoli per la loro essenza misteriosa, i numeri non potevano che diventare degli strumenti di mantica e diffondersi come elemento divinatorio.

Divinare con l'aritmomanzia

 

Aritmomanzia: al di là della lettura dei numeri

 

Nonostante i vari influssi esercitati dai popoli antichi nella pratica della divinazione, la maggior resa nella lettura dei numeri venne data dal popolo ebraico, per mezzo della Cabala.

Ma che cos’è di preciso la Cabala? Si tratta della conoscenza spirituale che Mosè ricevette in dono da Dio. Tale spiritualità venne suggerita per via orale, ma non venne mai messa a disposizione del volgo.

Pertanto, l’interpretazione venne svelata solo tramite messaggi criptici ed ermetici, riservati agli studiosi della materia, ovvero i Cabalisti. Il loro studio affascina tutt’ora e ancora oggi la conoscenza è riservata in via esclusiva a pochi eletti.

Fra gli altri popoli confinanti, e in contatto con la conoscenza della Cabala, si diffuse la stessa come mantica pagana e spirituale, fino a sfociare nella più prosaica numerologia.

La disciplina trae nutrimento dall’antichità, sebbene i numeri abbiano preso consistenza dalle trame della cultura. Per esempio, il numero tre rappresenta la triade in ciascuna religione.

Invece, il numero cinque è diventato l’emblema della libertà, dell’intraprendenza e dell’audacia. Non a caso, secondo il folklore britannico abitare in una casa dal numero civico 5, rappresenta un buon auspicio.

L’aritmomanzia si sottoponeva alle diverse formulazioni matematiche per mezzo della somma, della sottrazione, della moltiplicazione e della divisione.

Non a caso, si tratta di metodi differenti volti a ottenere delle informazioni dal futuro. Così come i riferimenti personali, una volta trasformati in numeri, svelano dei segreti reconditi sulla nostra identità e sulla nostra vocazione.

Per esempio, sommando la nostra data di nascita si può risalire a ciò che il cielo ha previsto per noi nei mesi a venire.

 

Cabala e numerologia

Conosci i Caldei?

Sono un popolo affascinante che ci ha lasciato delle testimonianze di magia alquanto interessanti.

Per approfondire leggi l’articolo degli Oracoli Caldaici.

La zoomanzia è una pratica divinatoria ampia, in quanto prende a esempio il comportamento degli animali come strumento di preveggenza. Gli animali a svolgere questo compito sono diversi e variano in base alla cultura di appartenenza.

Nonostante l’enorme varietà, a rimanere pressoché identico è il metodo di formulazione: si prendono a riferimento i comportamenti in rappresentanza a una cosa più specifica.

Mantica zoomanzia

Zoomanzia: la preveggenza insita negli animali

 

Esistono diverse forme di zoomanzia, suddivise in base alla categoria di appartenenza di ciascun animale. Allo stregone, o a chi compiva la pratica divinatoria, non rimaneva che leggere fra le righe gli atteggiamenti degli animali.

Per esempio, era consuetudine studiare i chicchi di mais scelti e ingeriti dal gallo. In base alla selezione, la quale variava per forma e tipo, il veggente formulava la sua ipotesi sul futuro o su qualsiasi altro accadimento richiesto.

Anche la creazione di una ragnatela da parte di un ragno era motivo di studio. La formazione di questa trama sottile richiedeva un certo impegno da parte dell’insetto, e lo studio della sua progettazione riluceva di barbagli predittivi sulla sorte delle persone che abitavano in quella casa.

A ciascun animale si titolava una pratica: per i ragni si parlava di aracnomanzia, per i cavalli si usava il termine di ippomanzia. Ancora, il tripudium era la selezione dei chicchi di mais per i galli e l’ornitomanzia si specializzava nell’attenta analisi del volo degli uccelli.

 

aracnomanzia

Aracnomanzia: i ragni come elemento malefico

 

I ragni sono sempre stati visti come qualcosa di oscuro e insondabile. Nei loro confronti il folklore ha sempre avuto un atteggiamento ostile, difatti è uno degli animali associato alle streghe.

Tuttavia, nel suo essere perturbante, il ragno ha destato un estremo interesse per la sua capacità di realizzazione delle ragnatele. Si tratta di opere di alta ingegneria, sfruttate anche dagli architetti per la costruzione di edifici.

Invece nel mondo magico, i ragni sono considerati dei messaggeri dell’l’aldilà. Pertanto il loro comportamento, in quanto veicolo fra i due mondi, non poteva che sortire dei responsi futuri e ipotizzabili.

La Tiromanzia è la mantica che permette di leggere il futuro attraverso un cibo piuttosto comune: il formaggio. La divinazione deve avvenire prima che il formaggio venga mangiato.

Tuttavia, al termine della lettura divinatoria non è necessario rinunciare al cibo, bensì può essere degustato oppure offerto ai commensali. Si tratta comunque di un procedimento interessante, la cui lettura può diventare piuttosto personale.

Difatti, il sistema richiede la fusione del formaggio, la sua stesa su un pezzo di pane e l’interpretazione va fatta alla luce di una candela, attraverso il riflesso della forma del pane e del formaggio sul muro.

Però, può anche essere scelto un pezzo di formaggio stagionato, tagliato a occhi chiusi per poi studiarne le fattezze e vedere se può assomigliare alla risposta sul futuro che abbiamo in mente.

tiromanzia, la divinazione col formaggio

Tiromanzia: una mantica particolare

 

La divinazione è una pratica difficile, soprattutto perché non sono pervenute le formule esatte riguardo l’esecuzione. Pertanto, la formulazione di lettura può essere solo ipotizzata.

Per quanto riguarda la Tiromanzia, si conosce l’essenziale. Difatti, come anticipato, necessita della forma del formaggio fuso o tagliato. E come si leggono le forme?

In pratica, si dovrebbero intuire delle immagini commisurate alla domanda del richiedente. Facciamo un esempio per chiarificare: se una persona vuole conoscere il suo futuro lavorativo e chiede informazioni per una possibile mansione, il formaggio dovrebbe palesare la risposta.

In quale modo? La forma del formaggio fuso o intero dovrebbe richiamare uno strumento, simbolo di quel lavoro. L’interpretazione dipende dalla bravura del divino o dalla divina, ovvero le persone che si apprestano alla mantica, affinché presentino un risultato visibile e comprensibile.

Un’impresa ardua, soprattutto per i profani. Eppure, quando erano ben pochi gli elementi divinatori a disposizione, le interpretazioni avvenivano a cascata e spontaneamente.

Forse oggi è preferibile mangiare il formaggio e applicarsi a un’altra pratica che presenta degli sfilacci interpretativi maggiormente comprensibili, soprattutto di primo acchito, come per esempio le rune.

L’achilleomanzia è la mantica dedicata alla lettura degli steli di achillea, una pratica consolidata soprattutto in Cina. L’utilizzo più diffuso degli steli di achillea nella pratica divinatoria prevede la lettura del famoso I Ching.

La variante di fiore in questione è l’Achillea Ptarmica. Il genere appartenente alla pianta comprende all’incirca un centinaio di specie diverse al suo interno.

Se nel passato cinese la lettura dei steli di Achillea erano a uso esclusivo delle previsioni di ordine pubblico, più tardi il suo utilizzo si specializzò nella lettura dell’I Ching, ampliando di fatto anche a una platea più popolare.

Achilleomanzia in pillole

 

Come abbiamo anticipato con l’I Ching, l’achilleomanzia si predispone alla lettura degli steli della pianta. Le altre parti come i fiori, le foglie o le radici non vengono considerate.

Gli steli vengono prima essiccati e resi solidi, quasi come se fossero delle bacchette. In questo modo, non si piegheranno in fase di lettura e non si spezzeranno causando la rottura della divinazione.

Si tratta di una pratica divinatoria piuttosto interessante poiché permette di porre delle domande intime in grado di scavare all’interno del proprio inconscio.

Non a caso, lo stesso C. G. Jung rimase affascinato dalla tecnica dell’I Ching tanto da citarla nei suoi studi. La pratica non è semplice da imparare e soprattutto da adattare alle proprie esigenze, ma una volta padroneggiata risulterà alquanto illuminante.

Invece, è piuttosto complesso praticare l’I Ching per qualcun altro, a meno che tra le due persone non intercorra un rapporto confidenziale. Dato che le risposte dell’achilleomanzia arrivano direttamente dall’inconscio non sempre si riesce a far rispondere onestamente il divinato.

Perciò, se si desidera approfondire la mantica prima di eseguire una lettura a un’altra persona, bisogna essere consapevoli del processo e comprendere a fondo i messaggi inviati.

achilleomanzia: la pianta di achillea

L’I Ching e il Libro dei mutamenti

 

Per comprendere la pratica dell’I Ching bisogna procedere alla lettura del Libro dei mutamenti, grazie al quale è possibile conoscere la filosofia correlata.

In pratica, si divide una mazzetta di cinquanta steli di achillea e con sei di questi si ottiene un esagramma. Ciò è sufficiente per interpretare i segni divinatori in base alle regole stabilite dall’I Ching.

Alla fine si possono ottenere un totale di sessantaquattro esagrammi che il divinatore dovrà riconoscere, per poi sillabare i risultati ottenuti sotto forma di profezia.

Il procedimento di lettura dell’I Ching è lungo e piuttosto complicato, perciò non verrà trattato in questo articolo. Ma se ti vorrai cimentare nella lettura sappi che dovrai ritagliarti un ampio spazio di tempo per approfondire.

 

Letture divinatorie di approfondimento:

Tarocchi Sibille e Oracoli sono delle mantiche che prevedono la lettura di carte, nondimeno il loro responso assume diverso significato. Il nome delle carte genera spesso confusione che desidero confutare, così da selezionare la giusta forma di divinazione.

Quando si parla di Tarocchi Sibille e Oracoli si entra nel territorio misterioso e occulto della cartomanzia. In questo contesto, il divinatore deve leggere il simbolismo collegato al richiedente.

Non è di facile interpretazione, soprattutto se non si conosce il passato, il presente e le ispirazioni future del richiedente. Difatti, ognuno di noi dovrebbe imparare a maneggiare le proprie carte così da fare un auto-consulto.

In tale ottica, l’auto-consulto riprende quasi una forma di autoanalisi, la quale facilita il districarsi dei dubbi e delle incertezze pronte ad assalirci in qualsiasi ambito della nostra vita.

divinazione con Tarocchi Sibille e Oracoli

Tarocchi Sibille e Oracoli: quali scegliere?

 

Tarocchi

I Tarocchi sono delle carte dall’origine antica e fumosa. Si pensa addirittura possano risalire dalla Civiltà Egizia, sebbene non ci siano notizie certe in merito.

Quello che si sa, è che i Tarocchi hanno avuto una diffusione soprattutto in Italia, in Francia e in Inghilterra nel Quattrocento. Sono diversi gli approfondimenti esoterici contenuti nei Tarocchi.

I riferimenti certi sono legati all’astrologia, alla numerologia e anche alla Cabala ebraica (dalla quale si pensa possano discendere). La loro componente emblematica permette di entrare in connessione con il nostro inconscio.

Si tratta di un tramite tra noi e l’inconscio, grazie al quale possiamo risalire alle risposte che desideriamo ottenere. Per fare ciò, però, dobbiamo entrare prima in confidenza con le carte ed esercitarsi con una certa frequenza nella pratica della divinazione.

carta da divinazione

Sibille

Le carte delle Sibille rappresentano le sapienti dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, le quali rivestivano i panni di sacerdotesse grazie alle loro stupefacenti qualità divinatorie.

Ma le richieste che vengono fatte alle Sibille differiscono per gravità rispetto a quelle dei Tarocchi. Difatti, sono comunemente riconosciute come carte confidenziali, le quali risolvono dubbi di bassa entità e spessore.

Si può chiedere alle Sibille un consulto di tipo confidenziale, riguardo le relazioni o per ottenere delle informazioni riservate legate ai problemi della quotidianità.

Essendo una forma di divinazione antica, sebbene non sia conosciuto il momento in cui le Sibille vennero rappresentate dalle carte, vanno consultate solo per risolvere problemi di relazione e di rapporti umani.

cartomanzia

 

Oracoli

Gli oracoli sono i corrispettivi maschili delle Sibille, i quali captavano i messaggi mandati dalle divinità per rispondere alle domande posti dagli esseri umani.

Per questo motivo gli Oracoli si rivolgono a un pubblico specifico: non solo divinità dunque ma anche personaggi legati alla Natura, agli angeli, al mondo del Sidhe o ad altre figure elementali.

Ciò significa che non esiste un solo mazzo di carte relativo agli Oracoli, bensì un’infinità di varianti diverse utili per comunicare con le figure a noi più vicine.

Insieme alla carte differiscono anche le regole di lettura, perciò non si possono riassumere in un unico compendio. Possiamo considerare gli Oracoli come una rappresentazione della nostra intima spiritualità e appoggiarci a loro per risolvere i dubbi di origine personale.

Gli Oracoli Caldaici sono un’opera perduta composta in esametri da Giuliano ‘Filosofo e Caldeo’ e dal figlio Giovanni il Teurgo. L’opera risale al 150 d.C. ed è strettamente connessa alla pratica teurgica.

Tali versi frammentari contengono delle rivelazioni divine e si avvicinano alle filosofie neoplatoniche, condite da aspetti esoterici, magici e, in grande parte, ermetici.

Focus sulla filosofia caldea

 

Secondo i Caldei, il mondo a livello spirituale è diviso in piani, e trascende dalla dimensione materiale. In sostanza, la dimensione materiale è quella che appartiene agli uomini, la dimensione spirituale è quella che appartiene alle divinità.

Al vertice del piano superiore risiede l’Uno, l’ineffabile. Sotto di lui esistono tre piani concatenanti sorretti dal Padre intellegibile, la Potenza e il Pensiero.

A seguire, un mondo intellegibile e uno intellettuale. Il primo presenta la triade: iyunge (potenza intuitiva e conoscitiva) formata dalla messaggera del Padre, i vincoli radunatori e gli dei che presiedono le iniziazioni empiriche, eteree e materiali.

Il piano intellettuale, invece, si articola nella triade detta dei ‘Padri governatori del Cosmo’, di Ekate o Anima Mundi (dea dei passaggi), e un Intelletto demiurgico, il quale coglie gli intellegibili tramite l’intelletto.

Sotto altri piani si dipanano in forme sempre più complesse e articolate. Ma per riassumere possiamo dire che i Caldei venerano una triade composta da fede, verità e amore.

Filosofia caldea

 

Gli Oracoli Caldaici

 

Gli Oracoli Caldaici creano un ponte tra il mondo materiale e quello divino, pur sempre con la finalità di purificare l’anima e farla fondere con l’Uno.

In totale sono quarantadue oracoli e devono essere seguiti pedissequamente. Per completare il percorso bisognerà essere seguiti da un teurgo, l’unico in grado di connettersi con le divinità e allontanare i demoni.

Ricordiamo che la differenza fra magia, filosofia e religione in quel periodo storico non era così netta come oggi. Ecco perché negli oracoli compenetrano diverse figure come le divinità, i demoni, il simbolismo e i principi filosofici.

 

I primi dieci Oracoli Caldaici

Il primo oracolo afferma che l’anima irrazionale è l’immagine di quella irrazionale, pertanto una volta purificata ascende a un luogo visibile e compenetrato dalla luce.

Nel secondo oracolo si fa riferimento al corpo, anch’esso componente dell’anima e quindi parte da purificare.

L’anima come parte da trattenere e non lasciare andare è il tema del terzo oracolo. Bisogna fare attenzione a non lasciare andare lo spirito nel mondo invisibile fintantoché non è stato completamente purificato.

La particolarità del quarto oracolo è connessa al richiamo di abbandonare la conoscenza terrena che pesa come una zavorra nell’anima. Mentre il quinto oracolo esorta a ricercare quella parte dell’anima che per prima si è macchiata di non spiritualità.

Con il sesto oracolo si torna a contemplare l’intelletto, il quale va rivolto verso la conoscenza divina e non quella terrena. Il settimo oracolo pone l’attenzione all’uso dei nomi, i quali non devono essere travisati poiché all’interno contengono una grande potenza.

L’ottavo oracolo invita gli uomini a non farsi piegare dalle passioni mentre il nono oracolo parla della trottola di Ekate. Il suo rotolare è un’invocazione alle divinità.

Il decimo oracolo richiama il simbolo astrologico del leone e di conseguenza il pianeta a lui collegato: il sole.

Oracoli caldaici e piani dimensionali

Dall’undicesimo al ventesimo 

Gli Oracoli Caldaici continuano con l’undicesimo oracolo che sottolinea l’importanza teurgica per avere un’anima pura e libera. Con il dodicesimo oracolo si prende in considerazione la natura audace dell’uomo specie nel pensiero.

Ekate svolge un ruolo centrale di comunicazione con le divinità secondo il tredicesimo oracolo mentre il quattordicesimo oracolo invita ad ascoltare la vibrante voce del fuoco e della luce divina.

Dopo aver contemplato la luce divina arriva l’immagine o il simbolo, perciò secondo il quindicesimo oracolo non va evocata prima di questo passaggio.

Nel sedicesimo oracolo si avverte la presenza demoniaca che può manifestarsi come benevola. Cambio di registro per il diciassettesimo oracolo che torna a parlare della scintilla divina dell’anima umana, la quale deve tornare a fondersi con l’Uno.

Per esplicare il diciottesimo oracolo segui queste indicazioni: “Si rinserri l’abisso immortale dell’anima: tutti gli occhi completamente leva verso l’alto“. In sostanza, volgiamo lo sguardo verso la dimensione spirituale e non verso quella materiale.

Secondo i Caldei, l’anima ha una veste pneumatica (spirituale) e una superficiale, per questo il diciannovesimo oracolo precisa di non insozzare la parte spirituale con passioni o pensieri materiali.

Infine, il ventesimo oracolo suggerisce di trovare il Paradiso in cui vertono tutte le attività teurgiche.

invocazioni divinità

La penultima serie di Oracoli Caldaici

Il ventunesimo oracolo consiglia di fare attenzione ai demoni che abitano la Terra e che possono circuire gli umani. Si ripete, invece, il ventiduesimo oracolo sottolineando l’importanza di volgere lo sguardo verso il fuoco per salvare l’anima.

Mentre nel ventitreesimo oracolo c’è un ritorno di interesse nei confronti dei demoni, ma questa volta di quelli materiali. Nel ventiquattresimo oracolo viene riconosciuta l’importanza del Padre, il quale affidò agli uomini l’intelletto.

Pertanto, l’unico modo per entrare in connessione con il Padre è tramite l’intelletto. I dolori, secondo il venticinquesimo oracolo, sono distribuiti dai demoni.

Nel ventiseiesimo oracolo si ritorna al Padre, indicando il suo ruolo nel distribuire i vari simboli nelle anime degli esseri umani. Controverso il ventisettesimo oracolo, poiché afferma che chi si suicida compie una purificazione dell’animo.

Il ventottesimo oracolo definisce l’anima come immortale a differenza del corpo che ha un termine. L’affermazione del ventinovesimo oracolo è la seguente: “Il Padre non incute paura ma infonde persuasione”.

Cosa significa? Vuol dire che è una luce nel nostro cammino spirituale sempre pronto ad aiutarci a perseguire l’obiettivo. Il senso del trentesimo oracolo è che il Padre è l’essenza del tutto.

angeli e demoni

Le ultime indicazioni lasciateci dai Caldei

Il trentunesimo oracolo sostiene che l’intellegibile deve essere recepito con il fiore dell’intelletto e tramite la sensibilità. Nel trentaduesimo oracolo si invitano i fedeli a spingere l’anima al di fuori dal corpo così da essere finalmente liberi.

Il trentatreesimo oracolo suggerisce di velocizzare il processo di fusione con l’Uno, invece, il trentaquattresimo oracolo ritorna sull’importanza che riveste il fuoco sacro in ambito di comprensione.

L’uomo accoglie i pensieri divini con la voce sebbene siano solo pensieri e non parole pronunciate, questo sostiene il trentacinquesimo oracolo. A differenza, il trentaseiesimo oracolo punisce gli atei in oltranza ai loro discendenti.

La parola del trentasettesimo oracolo afferma: “Non contribuire ad accrescere il destino tuo bensì dominalo e lasciati governare solo da Dio”. Infatti, il trentottesimo oracolo sottolinea proprio come nulla d’imperfetto venga partito dal principio paterno.

Però, non dobbiamo accogliere l’Intelletto paterno prima di essere usciti dall’oblio e non aver ricevuto alcun simbolo, consiglia il trentanovesimo oracolo.

Nel quarantesimo oracolo si presenta la pietra mnizouris, di cui non si conosce la forma o il materiale, evidenziando il suo potere di offerta sacrificale ai demoni terrestri.

Gli ultimi due Oracoli Caldaici: il quarantunesimo oracolo suggerisce di imparare a riconoscere l’Intellegibile dato che sussiste fuori dall’intelletto.

Il quarantaduesimo oracolo è alquanto criptico. In sostanza, dice che le iynges sono indicibili così come i pensieri del Padre, i quali possono essere compresi solo attraverso i simboli.

 

Per approfondire l’argomento, scegli queste letture:

Il significato delle rune ci è pervenuto solo grazie al sacrificio del Dio Odino, simbolo della mitologia norrena. La radice run in norreno indica un elemento misterioso, di complessa interpretazione.

Infatti, le rune hanno un debutto da un punto di vista storico piuttosto nebuloso, in quanto vengono riprese solo nel tessuto mitologico in riferimento al dio Odino.

Fu il protagonista degli Aesir a carpire il significato delle rune a seguito del sacrificio di impiccagione lungo nove giorni sull’albero Yggdrasil. Invece, nella realtà, sappiamo che le rune sono comparse nelle regioni alpine, fra l’Italia, l’Austria e la Germania.

L’occasione fu l’incontro fra le popolazioni germaniche e quelle romane avvenuto all’incirca tra il 50 a.C. e il 200 d.C. Furono Tacito e Giulio Cesare a elargire le prime informazioni riguardo gli usi e i costumi germanici.

Nonostante ciò, si pensa che le rune risalgano al periodo preistorico sotto forma di pittogrammi antecedenti la scrittura.

Il Retico e il Venetico presentano delle similitudini con l’Elder Futhark, ovvero l’alfabeto runico arcaico, perciò si pensa fosse esistita in precedenza una radice comune.

Tra l’altro il fatto di poter scrivere i simboli in entrambi i versi collima con la caratteristica dell’alfabeto greco e dell’etrusco antico. L’alfabeto completo fu rinvenuto nella roccia chiamata Kylver Stone, in Svezia.Significato delle rune per Odino

Il significato delle rune

 

Come si leggevano le rune?

Il popolo norreno si affidava al caso per cui le coincidenze e le circostanze fortuite avevano un forte impatto. Questo è ciò che viene ribadito da Tacito nella sua opera DE origine et situ Germanorum.

Perciò la lettura dei simboli runici veniva fatta in maniera piuttosto semplice. Venivano tagliati dei rametti di un albero da frutto. In ogni rametto veniva incisa una runa – veniva colorata con il sangue o l’ocra – e poi si gettavano su un panno bianco tutti i simboli.

Lo stregone o lo sciamano leggeva i risultati per la comunità o per il privato ma prima di fare ciò invocava gli dei affinché sortissero la risposta. Prendeva tre rametti alla volta interpretando a ogni passaggio il significato delle rune.

In base alla posizione di caduta si legge il significato delle rune. Qualora fossero rivolte verso il basso vengono tradotte al contrario. Nove rune , non possono essere al contrario e indicano sempre un messaggio positivo o un monito.

La runa vuota è il simbolo di Odino. Evoca l’inizio e l’abbandono alla vita, senza combattere e ostacolare gli eventi che dovremo affrontare. Il messaggio della divinità e di vestirsi da guerrieri poiché sarà al nostro fianco nella battaglia.

Simboleggia l’occhio di Odino gettato nel pozzo di Mimir per ottenere la conoscenza superiore. Nell’alfabeto antico però questo simbolo non esisteva poiché è stato aggiunto successivamente.

Fu Ralph Blum quando commercializzò un set di lettura delle rune nel 1982 il primo a proporre la runa vuota. Nella versione anglosassone Futhorc le rue sono 33 al posto di 24.

Si leggono quindi quattro aettir e la runa in avanzo simboleggia Gar la lancia di Odino, la quale corrisponde alla runa vuota, sebbene il suo significato sia di impossibile lettura poiché riservata solo agli dei.

Elder Futhark

L’alfabeto runico arcaico prende il nome dalle prime sei rune, le quali corrispondono alle sillabe F, U, TH, A, R e K. Ogni carattere dell’alfabeto è associato a un suono: in totale sono 24 rune suddivise tra 18 consonanti e 6 vocali.

Si distinguono tre sottoinsiemi associati ognuno a una divinità, definiti aettir (singolare aett), i quali contengono ciascuno 8 rune. Il primo insieme è abbinato a Freya, il secondo a Freyr e il terzo a Tyr.

Durante l’età vichinga, l’alfabeto venne semplificato fino a 16 rune e venne chiamato Younger Futhark. Quando approdò in terra anglosassone subì nuove modifiche per far aderire il significato delle rune al tessuto sociale.

Non dobbiamo dimenticare che le rune nascono come alfabeto perciò oltre alla lettura nell’ottica di divinazione, le rune nascondono dei messaggi di lettura criptici e misteriosi.

Gruppo rune Freya

Significato delle rune di Freya

Fehu è la runa che simboleggia la fertilità e l’abbondanza, nonché il benessere. Letta diritta indica un guadagno o un successo, capovolta indica l’opposto, ovvero perdita, lite o rottura di un rapporto o di qualcosa.

Uruz rivela una buona fonte energetica, una forza primordiale e grande capacità battagliera, la quale va dosata. Mentre capovolta indica una stanchezza fisica o mentale, nonché la presenza di un ostacolo per il momento difficile da affrontare e superare.

Thurisaz rappresenta il martello di Thor e simboleggia una forza atavica caotica e non ancora incanalata. Il simbolo indica entusiasmo, vivacità e dinamismo. Capovolta al contrario rivela cautela nel prendere decisioni o nel fare delle scelte le quali potrebbero rivelarsi avverse.

Ansuz è collegata a Odino e indica saggezza, conoscenza e diplomazia collegate alla parola. Il suo contrario assume il significato di inganno o fraintendimento.

Raido è il viaggio: via libera alla sperimentazione e all’avventura come cammino interiore o semplice allontanamento dalla quotidianità. Il rovescio simboleggia il blocco, la staticità o la dispersività.

Kenaz è la luce nel buio perciò rivela chiarezza e introspezione, ispirazione o creatività mentre il rovescio sottintende confusione, apatia o mancanza di fantasia.

Gebo è il dono ed è una runa positiva poiché non appare mai al contrario. Simbolo dello scambio, del senso di comunità e dell’equilibrio.

Wunjo è la felicità nell’ottenere qualcosa di importante, perciò significa che abbiamo ottenuto un risultato insperato e cercato a lungo. Riporta quindi grandi soddisfazioni se dritta ma al contrario indica una possibile delusione. Ma può anche voler sottintendere di aspettare tempi migliori, senza rinunciare ai propri progetti.

Gruppo rune di Freyr

Gruppo rune di Freyr

Hagalaz indica tempesta e poi una meritata quiete. Rimane sempre diritta perciò si legge sempre allo stesso modo con un intoppo e la sua soluzione finale positiva. È un indicatore di tenersi pronti e non lasciarsi andare allo sconforto.

Nauthiz indica il bisogno di qualche cosa per stare meglio e come la precedente può rivalersi in un esito positivo. Infatti, si tratta di un’altra runa monito: un pericolo incombe e dobbiamo essere pronti a sconfiggerlo.

Isa rappresenta il ghiaccio, non è reversibile e invita a prendersi del tempo per scongiurare una situazione ostacolante e stantia.

Jera rivela un premio guadagnato dalla fatica non per puro caso. Perciò il suo significato intrinseco è quello di raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato con tanta fatica nel corso dell’anno. Appare sempre allo stesso modo per cui non è reversibile.

Eihwaz è la rappresentazione di Yggdrasil ed è irreversibile. Richiama la dimensione spirituale e l’introspezione. La divinazione della runa può essere compresa solo da chi sta chiedendo delle risposte divine.

Pertho è la runa del gioco e del divertimento: dritta indica spensieratezza, fortuna e avvisa di un lieto evento. L’opposto indica chiusura, rigidità e frustrazione.

Algiz è un buon auspicio e rivela guarigione, difesa e resistenza ma capovolta invita a proteggersi e a rinsaldare la propria debolezza mentale e fisica.

Sowelu è l’energia inesauribile del sole che a tratti potrebbe bruciare, perciò è bene imparare a dominarla poiché sarà dirompente. Non si forma al contrario.

Ultimo gruppo della divinità Tyr

Il significato delle rune di Tyr

Tiwaz ha un buon presagio dato che ci sta confermando le scelte fatte. Vuol dire che stiamo seguendo la giusta direzione e potenzia di conseguenza la nostra determinazione. Al contrario capovolta, lancia il messaggio di fare attenzione alle decisioni prese: sono giuste e conformi al nostro essere? Senza una ferma convinzione sarà difficile che i nostri obiettivi vadano a compimento.

Berkana è la betulla bianca e indicano ispirazione, ardore e creatività ma anche rinnovamento e crescita. La runa capovolta non può che indicare quindi blocco, resistenza o involuzione.

Ehwaz è il cavallo: il mezzo che favorisce l’ottenimento del nostro obiettivo. Simboleggia l’intenzione, perciò se è diritta è corretta se è storta servono ripensamenti o potremmo incontrare degli ostacoli.

Mannaz rivela amicizia e solidarietà con le persone più vicine a noi però il contrario indica che i rapporti sono da rivedere poiché potrebbero risultare tossici.

Laguz viene associata all’acqua o al mare, indirettamente all’inconscio. Indica le emozioni e l’introspezione che forse richiedono attenzione. Messa al contrario può significare apatia o indolenza sebbene possa anche indicare una richiesta soverchiante di attenzione da parte del nostro inconscio. Facciamo attenzione a non lasciarci travolgere.

Ingwaz rappresenta gli antenati e il compimento di un dovere nei confronti della nostra famiglia o, in prospettiva, il lascito per i nostri figli. In qualsiasi posizione si trovi il significato della runa non cambia.

Dagaz è una runa speculare per cui il significato è uno. Qual è? Indica la medaglia e il suo rovescio perciò funge da monito nelle scelte o l’accettazione di un equilibrio precario fra due forze dirompenti.

Othala è il lascito della nostra anima al mondo, richiama l’attenzione alla spiritualità e alla testimonianza che vogliamo lasciare. Ci invita a vivere nella rettitudine dei nostri valori così da rappresentare il nostro spirito autentico. Il rovescio indica che non stiamo seguendo il nostro destino, che ci siamo persi o che non stiamo accettando il cammino a noi assegnato.

 

Approfondisci l’argomento nei seguenti articoli:

La alomanzia è la lettura divinatoria per mezzo del sale come strumento di interpretazione dei fenomeni passati, presenti e futuri. Il nome deriva dalla parola greca che combinata assieme forma il significato di sale-divinazione e dalla parola latina halomatia che ripropone lo stesso significato.

La sua diffusione è piuttosto antica e se vogliamo anche naturale, poiché il sale era un elemento piuttosto importante sia per il cibo sia per la cura del corpo.

Il primo a citare questa pratica fu Omero, definendo non solo il potere divinatorio della pratica, ma anche sottolineando il fattore divino del materiale impiegato.

Come si praticava l’alomanzia

 

L’alomanzia in realtà non era una pratica difficile da fare poiché richiedeva un elemento abbastanza usato e una lettura piuttosto semplice. Però, bisognava essere in grado di leggere i risultati ottenuti. Senza questa conoscenza la formula di divinazione non funzionava.

Il metodo più utilizzato e quello pervenuto fino a noi è quello in cui si buttava un certo quantitativo di sale sopra una superficie piana, per esempio un tavolo, e si studiavano le forme assunte dal caso.

Alomanzia, divinazione del sale

Non è stata tramandata la chiave di lettura ma sicuramente le forme che richiamavano simboli esoterici non erano di buon auspicio. Quelli invece che sembravano rappresentare eventi lieti come il viso di un bambino o forme di grano, mandavano degli eloquenti messaggi di buona sorte.

Un altro metodo era quello di gettare il sale nel fuoco: in base al modo in cui questo sale scoppiettava si potevano comprendere e interpretare i risultati della divinazione.

Ma era anche la relazione nei confronti del materiale a rimandare ai segni di lettura divinatoria. Rovesciare del sale, oppure addormentarsi prima che la saliera fosse stata tolta dal tavolo erano tutti presagi maligni.

Lo stesso succedeva nel caso in cui veniva presa per sbaglio in mano la saliera senza che ve ne fosse alcun desiderio o necessità. Il messaggio era palese: ben presto la situazione del malcapitato sarebbe stata interrotta da un evento sfortunato.

In questo contesto è ben identificabile la superstizione che vive ancora oggi: rovesciare il sale porta sfortuna e per rimediare è utile gettare alle spalle una manciata di sale.

Funziona? E da cosa deriva questa consuetudine? Forse è nata per bloccare il maleficio e da allora pare continui a funzionare in questo strano modo.

La seconda triade della filosofia druidica contempla in maniera specifica il simbolismo legato alla pratica pagana. In particolare, si sviluppano i temi legati alle energie primarie, alle stazioni dell’anno e all’alfabeto oghamico.

Dalla fusione di questi elementi deriva la creazione del cosmo secondo il modello druidico.

Seconda triade della filosofia druidica

 

Le energie primordiali

L’elemento di base, in comune, che interagisce con le energie primarie è nwyfre, ovvero la forza e il potere stesso della vita.

Nelle altre tradizioni nwyfre è riconosciuta come prana, qi, eccetera. Sebbene sia una forza che pervade l’intero cosmo è presente in misura maggiore in alcune forme rispetto ad altre.

La nwyfre del sole parte dall’alto per dirigersi verso il basso e si percepisce in maniera più potente nelle cime delle montagne rispetto alle valli. I suoi emblemi animali sono rappresentati dalle aquile, dai falchi e dagli aironi. La dicitura che identifica questa forza e sottoscritta nella parola aud oppure od.

Dalla Terra verso l’alto passando per le pietre si muove la nwyfre della terra. Si manifesta con una grande potenza in prossimità di piante e vegetazione, sorgenti, cascate e fonti di acqua risorgiva.

I suoi simboli animali corrispondenti sono il serpente e il drago. Ed è riconosciuta con la sillaba aub oppure ob.

 

“Queste due correnti di energia sono l’ordito e la trama da cui i Druidi ricavano la loro magia”.

 

L’energia solare stimola petto, gola e mani rinforzando le qualità intellettive ed emozionali. È definita corrente della saggezza e ha una forza maschile.

La corrente tellurica stimola pancia, bacino e piedi generando passione, vita ed energia. Rappresenta il femminile ed è chiamata anche corrente del potere.

Le due correnti devono scorrere assieme per generare forza e scaturire un processo di creazione. Esistono in tutti gli esseri umani sotto forma distinta di energia.

In tal senso, possiamo dire che l’essere umano è il terzo elemento che equilibra le due correnti, andandone a formare una terza chiamata aur oppure or che racchiude il segreto della magia druidica.

I nomi più comuni di questo tipo di magia sono: Raggio Verde o corrente lunare, data la sua capacità intermediatrice proprio come fa la luna con la Terra e il Sole. I suoi simboli sono l’uovo, il gioiello e il bambino.

La corrente tellurica e quella lunare esistono da sempre mentre quella lunare è nata dalla relazione dell’essere umano con gli elementi naturali. Quando si manifesta in una persona genera una forte consapevolezza ed energia intellettuale e creativa.

Come generare questa spinta creativa è il segreto racchiuso dagli insegnamenti druidici. Non a caso, il simbolismo di questi tre elementi rientra in uno più noto e famoso. Sto parlando della leggenda del Santo Graal.

La corrente tellurica è rappresentata da un triangolo di fuoco, la corrente solare da un cerchio di luce e la corrente lunare da una mezza luna rivolta verso l’alto. I tre simboli collocati assieme suggeriscono questa figura, che forse farà risuonare il campanello di allarme a più di qualcuno.

Secondo la seconda triade della filosofia druidica il Santo Graal è l’emblema dell’essere umano, in scala maggiore è la rappresentazione della Terra.

 

correnti primordiali e Santo Graal

 

Le stazioni dell’anno nella seconda triade della filosofia druidica

La ripartizione dell’anno ha preso forma solo in epoca moderna. Lo scorrere del tempo era regolamentato dagli equinozi e dai solstizi. In pratica, ogni sei settimane e mezzo c’è una festività.

Le festività che vengono ancora oggi festeggiate dagli iniziati druidi sono:

  • Samhuinn, 1° novembre;
  • Alban Arthuan, 21 dicembre;
  • Imbolc, 2 febbraio;
  • Alban Eiler, 21 marzo;
  • Belteinne, 1° maggio;
  • Alban Heruin, 21 giugno;
  • Lughnasadh, 1° agosto;
  • Alban Elued, 22 settembre.

È interessante notare come le stesse festività pagane siano oggi state tramutate in festività cristiane, sebbene sotto altre spoglie.

La ruota dell’anno rappresenta una sorta di cosmogramma tracciato nel tempo anziché nello spazio. Il festeggiamento dei rituali sono un passaggio attraverso il quale l’individuo ritrova il suo centro e la sua piena consapevolezza spirituale.

calendario pagano e la seconda triade della filosofia druidica

Ogham, l’alfabeto degli alberi

In questa sezione parleremo in maniera superficiale dell’Ogam perché sarà approfondito nel corso di altri articoli più specifici.

Lo studio dell’alfabeto è importante per gli aspiranti druidi, in quanto agisce in sintonia e armonia con la ruota dell’anno e le correnti energetiche.

Le più antiche iscrizioni dell’alfabeto ogamico risalgono a una pietra eretta nel III secolo d.C. ma secondo gli studiosi i riferimenti sono antecedenti.

È composto da venti lettere di base, chiamate Feda e da cinque lettere aggiuntive chiamate forfeda. Le lettere sono racchiuse in gruppi da cinque chiamati aicme.

Ogni feda è collegato a un albero, un uccello, un attrezzo agricolo, un colore e un’arte. L’alfabeto funge da veicolo di comunicazione, nonché pratica divinatoria, conosciuta solo dai praticanti e dagli studiosi della seconda triade della filosofia druidica.

Lo studioso britannico Robert Graves ci ha aggiunto un calendario e altri addirittura uno zodiaco celtico di 13 segni.

 

Approfondisci la filosofia druidica:

La divinazione con oggetti raccoglie una serie numerosa di mantiche in cui gli oggetti supportano il mago nella conoscenza del futuro. È una categoria di arti divinatorie conosciuta in tutto il mondo che affonda le sue radici in un passato indefinito.

Raccoglie al suo interno diversi oggetti e spesso sono proprio gli strumenti più usati a caratterizzare le diverse epoche storiche. Oppure, più semplicemente, sono degli orpelli casalinghi con i quali si condivide la quotidianità.

Divinazione con oggetti casalinghi

 

La ceromanzia o ceroscopia era una pratica casalinga piuttosto usata: il suo funzionamento consisteva nel versare la cera in un bacile di acqua fredda. Attraverso la forma che assumeva la persona poteva rispondere a una domanda specifica.

La cleidomanzia, la divinazione delle chiavi, si occupava di tradurre il futuro attraverso la lettura di chiavi che venivano poste su una superficie piana e studiate attraverso le malformazioni del tempo.

La libanomanzia o la lebanomanzia, invece, era la divinazione dell’incenso. Un’arte usata più in regioni nord africane e asiatiche come suggerisce il nome di origine (Libano, appunto). Successivamente l’incenso è diventato una componente fondamentale per le pratiche magiche e la lettura divinatoria.

La ciclomanzia è la divinazione delle ruote ma si hanno poche notizie in merito al suo funzionamento. Forse le persone che si dedicavano alla pratica leggevano le storture sulle ruote causate dall’uso e gli eventuali segni identificavano dei responsi chiari.

Tra questi possiamo enunciare la sfera degli oggetti personali, in cui rientrano le pratiche della:

  • resmanzia: arte divinatoria degli oggetti appartenuti a una persona;
  • stolisomanzia: divinazione degli abiti personali.

Infine, c’erano le manifestazioni evanescenti che rispondevano attraverso la sciomanzia, la lettura degli spiriti, la sideromanzia, i responsi della paglia bruciata, la capnomanzia, divinazione del fumo e la spodomanzia o tefromanzia per mezzo della lettura delle ceneri.

 

ciclomanzia

L’arte divinatoria delle armi

 

L’assinomanzia è un particolare tipo di arte divinatoria eseguita con l’uso delle asce mentre la belomanzia si contraddistingue per lo studio divinatorio delle frecce.

Come possiamo vedere entrambi erano strumenti di guerra piuttosto diffusi e utilizzati in diversi periodi storici quando ancora la polvere da sparo non era ancora comparsa.

Nella categoria rientra anche l’empiromanzia, ovvero la divinazione della fiamma sacrificale. L’indovino si posizionava nel luogo di morte per controllare la successione di gesti e comportamenti sia del morente che della fiamma.

 

cartomanzia: divinazione con oggetti

Mantiche con oggetti vari

 

Il tipo di mantiche con oggetti più vasta è quella per mezzo di oggetti vari che non sono riconducibili alle categorie precedentemente illustrate.

Tra queste figurano l’astragalomanzia, più conosciuta come la divinazione dei dadi che si usa ancora oggi: la possiamo vedere nelle fermate della metropolitana o negli angoli seminascosti delle vie cittadine.

La domino è la divinazione delle tessere del domino, il Mahjong sono delle particolari tessere di origine cinese dalla lettura univoca e originale.

Entrambi sono anche dei giochi da tavolo ma le loro tessere dai simboli così caratteristici gli hanno fatti diventare degli strumenti di lettura del futuro. Le tavole di Ouija fungevano da piano di divinazione mentre l’I Ching è la divinazione per mezzo di tessere del famoso libro taoista.

Senza considerare i tarocchi che rientrano nella sfera della taromanzia o della cartomanzia. Fra tutti forse i più famosi e comunemente usati ancora oggi. Come la radioestesia o radiomanzia, la divinazione col pendolino o strumenti simili.

L’avvento della tecnologia ha poi mutuato la cartomanzia con la cybermanzia: che permette la lettura degli oracoli elettronici per mezzo di prodotti tecnologici come lo smartphone o il computer.

La bibliomanzia o la sticomanzia sono un tipo di divinazione che richiama la lettura dei libri o della Bibbia. Il funzionamento è piuttosto semplice e lo possiamo provare subito.

Basta prendere un libro e aprirlo su una pagina a caso: ciò che leggeremo e salterà subito agli occhi sarà una predizione del nostro prossimo futuro. Prima di fare ciò, però, dobbiamo porci una domanda ben specifica. Uno spettro più specifico della sticomanzia è la divinazione della poesia.

La catottromanzia o catoptromanzia concerneva la divinazione degli specchi o di altri orpelli riflettenti.

Fra i tipi di lettura divinatoria con preziosi troviamo la:

  • coscinomanzia: divinazione dei setacci pendenti;
  • cristallomanzia: divinazione dei cristalli;
  • litomanzia: divinazione delle pietre preziose;
  • margaritomanzia divinazione dei rimbalzi delle perle.

La scaramanzia è la divinazione degli oggetti e dei gesti scaramantici: una pratica ben radicata nel tessuto culturale che si presenta ancora oggi in una pletora pressoché infinita di manifestazioni.