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. SLa psicagogia oggi è una disciplina che si occupa dello studio dei processi cognitivi e delle dinamiche comportamentali. Agisce in relazione all’educazione e all’apprendimento.

Attraverso l’analisi delle funzioni cognitive, come la memoria, l’attenzione e il pensiero, la psicagogia mira a individuare strategie efficaci per favorire lo sviluppo intellettuale degli individui.

Questa branca della psicologia si concentra anche sull’analisi dei fattori motivazionali che influenzano il successo accademico e sulle modalità di insegnamento più adatte alle diverse tipologie di apprendenti.

Gli psicagogisti lavorano spesso in ambito educativo, collaborando con insegnanti e istituzioni scolastiche per migliorare i processi di insegnamento-apprendimento.

In sintesi, la psicagogia si pone come ponte tra la teoria pedagogica e le conoscenze della psicologia cognitiva al fine di promuovere un apprendimento efficace e significativo.

Psicagogia come arte divinatoria: la sua evoluzione

 

La psicagogia, intesa come arte divinatoria, ha radici antiche che risalgono addirittura agli arbori dell’antichità classica. Venne sponsorizzata in origine dai Greci e poi la conobbero anche tra i Romani.

Tuttavia, è nel corso dell’Ottocento che questa pratica ritorna in auge. Si diffonde a macchia d’olio in tutto il territorio europeo come forma di mantica dai risultati sorprendenti.

Questa pratica prevedeva l’utilizzo di metodi particolari per entrare in contatto con entità spirituali al fine di ottenere informazioni sul futuro o risposte a domande specifiche.

Per entità spirituali si intendono i defunti, i quali hanno mantenuto vivo un legame con il mondo degli umani, probabilmente per colpa di situazioni in sospeso.

È facile intuire come questa divinazione corra in parallelo con lo spiritismo e intervenga dunque nelle sedute che richiamano le persone passate nel regno dell’aldilà.

 

Divinazione psicagogia

 

I divinatori o i psicagogici

I praticanti della psicagogia agivano come tramiti tra il mondo materiale e quello spirituale, interpretando segni e simboli. Nondimeno, offrivano consulenza per il cammino dei defunti e il compimento delle attività in sospeso.

Le tecniche utilizzate includevano la lettura dei tarocchi, la consultazione degli astrologi e l’interpretazione dei sogni. Ma soprattutto era sfruttata per la comunicazione la tavoletta Ouija.

La psicagogia era considerata un’arte sacra che richiedeva competenza, sensibilità e capacità intuitive.

Gli oracoli erano spesso coinvolti nella pratica della psicagogia, poiché si credeva che fossero in grado di trasmettere dei messaggi divini. Per la maggior parte comprendevano il destino dell’individuo o dell’intera comunità.

L’arte divinatoria della psicagogia continuò ad evolversi nel corso dei secoli, influenzando varie tradizioni spirituali e culturali.

Questa pratica mantiene la sua rilevanza e fascino anche nell’era moderna, dov’è ancora apprezzata da coloro che cercano risposte ai misteri della vita attraverso viaggi nel regno dell’inconscio.

Tuttavia oggi, come abbiamo visto in apertura di articolo, è inglobata come pratica della psicologia e ha perso la sua valenza magica.

La nevologia è quella mantica che studia la distribuzione dei nei sul viso e sul corpo per studiarne le influenze del destino. In base alla posizione del neo si possono prevedere gli sviluppi futuri.

La divinazione nasce a seguito del culto del neo in quanto simbolo divino. La sua accezione venne formulata dagli alchimisti e dai cabalisti medievali.

Benché divenne fenomeno di moda a partire dal 1700, laddove trovò nuovo modo di esprimersi in qualità di elemento divinatorio e rappresentativo della persona.

Ottimo segno di salute e denaro se il neo è posizionato sulla mano; male, invece, sulla spalla perché indica un carattere inquieto e poco arrendevole.

Nevologia: dove si trovano i tuoi nei?

 

La forma e la consistenza dei nei danno informazioni inerenti al futuro. Per esempio, la posizione in cui sono collocati ma anche la forma e il colore ne rivelano le previsioni.

I nei scuri sono l’emblema della difficoltà, mentre quelli più chiari vantano degli influssi positivi e quindi una conseguente fortuna. La forma tonda indica sensibilità, quella allungata sottintende dei successi monetari piuttosto importanti, anche se non eccessivi.

Ciononostante è la posizione in cui si manifestano a dettare legge nella mantica. Vediamo le varie posizioni e i suoi corrispettivi divinatori:

  • guancia sinistra è di una persona affidabile, guancia destra di una persona ansiosa e fobica;
  • sulle labbra, testimonia una vita carica di impedimenti e difficoltà;
  • sul naso possiede un neo chi è ingenuo e rischia di cadere in trappole, rischiando gravi danni personali ed economici;
  • il carattere volubile si identifica in chi possiede un neo sul mento;
  • nella fronte posto in altezza del naso ha una valenza fortunata, con buoni influssi di positività, mentre posizionato al centro ma più in alto indica un carattere focoso e passionale.

Nevologia e i nei

Nevologia del corpo

Ci sono poi i nei che fanno riferimento al corpo e si possono trovare sulle braccia destro e sinistro. Il primo indica benessere e sicurezza in bilico, sul sinistro successo benché in età avanzata.

Benché più in generale un neo sul braccio indichi un matrimonio, ma se posizionato vicino al gomito significa anche vedovanza in giovane età. nel polso è positivo per una donna perché prevede un matrimonio felice, ma per l’uomo due matrimoni.

Inoltre, se il neo è sulla spalla destra si prevede un buon lavoro, al pari della sinistra dove indica soddisfazioni e riconoscimenti importanti.

Sul collo si divide in tre avvisi:

  • davanti alla gola è un porta fortuna;
  • dietro la nuca sottolinea un temperamento pratico;
  • di fianco a destra o a sinistra accentua una certa impulsività naturale.

Per le donne, il neo sul seno destro indica pigrizia e viziosità, al contrario sul sinistro indica affidabilità e concretezza. Tuttavia, sia per le donne che per gli uomini se è presente un neo sull’addome significa che sono voraci e amano mangiare.

Nel fianco sottintende serenità ed emotività, mentre nel petto dell’uomo sta a indicare un carattere fumantino, da cui è meglio stare distante. Più in basso nell’ombelico, è un porta fortuna per un uomo ma per una donna invece è presagio di prole in arrivo.

Inguine e natiche rappresentano poca ambizione per le natiche, mentre ha due valenze in base alla posizione per l’inguine. A destra ricchezza ma salute incerta, a sinistra poca morale.

 

neo sul piede

 

Gli arti inferiori

Se il neo presente nelle gambe, significa che l’individuo deve affrontare delle difficoltà durante la fase della giovinezza, nonostante dimostri una volontà di ferro.

Le ginocchia offrono un neo a chi è tranquillo nella parte destra, e un altro a chi è imprevedibile ma carico di fortuna per chi lo possiede nella parte sinistra.

Nel piede indica semplicemente malinconia, ma nel collo del piede sottintende un tipo scontroso e ruffiano. A chi presenzia in un dito va incontro a dei compromessi che possono disonorarlo.

Infine, uno o più nei nel calcagno rappresentano per la nevologia successi economici ma anche tanta invidia, mentre chi ce l’ha nella caviglia è destinato a essere amato se è un uomo, o progredire a livello sociale se è una donna.

 

Tuttavia, con la conoscenza odierna sappiamo che i nei possono nascondere dei pericoli ed è bene tenerli controllati a cadenza regolare.

Acutomanzia è il nome di una mantica antica e particolare, fatta risalire agli arbori del Settecento in Europa. Si tratta di una pratica la cui divinazione avviene attraverso lo studio e l’uso di spilli.

In alternativa, vengono utilizzati gli aghi con la medesima finalità. Esistono diverse soluzioni di lettura, ciascuna richiamante un ambito specifico e con una tecnica mirata nel rispondere a una domanda.

La simbologia dell’ago

 

Fin dall’antichità, l’ago è reputato uno strumento magico ma dall’aurea malefica. Non a caso, se si pensa anche alle favole, scopriamo che generalmente l’ago è usato dalle matrigne o dalle streghe per far cadere in sonno la malcapitata rivale.

La colpa è da imputarsi all’oggetto in sè, in quanto si identifica con il genere femminile (forse a causa della sua conformazione longilinea) e i fori da cui passa il filo viene visto come qualcosa di anormale e quindi facente parte dell’oltretomba.

Secondo la tradizione folcloristica, e in particolare nella sua interpretazione medievale e rinascimentale, l’ago è strettamente collegato alle streghe, le quali a detta dell’Inquisizione pungevano sotto le unghie dei bimbi per succhiar loro via il sangue.

Ma lo stesso strumento veniva utilizzato a ritorsione delle streghe, poiché venivano punte con insistenza dagli inquisitori per localizzare il “Marchio del diavolo” laddove primeggiava un’inconsueta insensibilità alla puntura.

Tuttavia, se cambiamo continente e ci spostiamo in Oriente, scopriamo che gli aghi assumono un importante valenza terapeutica, come per l’agopuntura.

Questa tecnica di medicina alternativa è stata qualificata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) solo nel 1977 e oggi è praticata dai medici certificati in tutto il mondo.

acutomanzia: divinare con gli spilli o con gli aghi

Acutomanzia: spilli e aghi per fare una divinazione

 

Tra le tecniche pervenute risultano alcune piuttosto particolari. Per esempio, la più semplice è quella di gettare tredici aghi o spilli all’interno di una bacinella riempita di acqua.

Se gli aghi o gli spilli galleggiano, significa che il futuro del richiedente sarà roseo e felice. Invece, se gli aghi o gli spilli si intrecciano, in base al groviglio si distingue il grado di complessità del periodo futuro.

Un’altra tecnica usata è quella nella quale la persona che legge il futuro è tenuta a gettare sul tavolo sette spilli di colore chiaro assieme a un altro spillo spezzato a metà di colore scuro.

Secondo la figura che si viene a creare, in seguito al lancio, il divinatore fornisce il responso. Il praticante tiene conto di alcuni aspetti determinanti, ossia interpreta la linea:

  • verticale, indica la provvidenza;
  • orizzontale, indica il destino;
  • spezzata, è sinonimo di viaggio;
  • obliqua, sottintende un ritorno;
  • parallela, indica il denaro.

Un’altra divinazione tramite acutomanzia richiede un insieme di ventiquattro aghi per realizzare un cerchio appoggiato a una superficie dove far scorrere una pallina.

Gli aghi che escono dal cerchio sono gli unici a dover essere interpretati e quelli responsabili di un responso positivo o negativo a seconda della nuova posizione assunta.

L’aritmomanzia, come si può facilmente estrapolare dal nome, è la facoltà di leggere il futuro riflesso sui numeri. Questa pratica era molto usata in Cina, sebbene abbia sortito effetto anche in Occidente, e più precisamente tra gli Ebrei e i Caldei.

Tuttavia, anche l’Antica Grecia e la Civiltà Romana ponevano attenzione alla numerologia. I maggiori esponenti della pratica furono i Pitagorici e i Platonici, i quali sostennero che alcune sequenze numeriche portavano a delle congiunzioni virtuose pressoché straordinarie.

Avendo sempre affascinato i popoli per la loro essenza misteriosa, i numeri non potevano che diventare degli strumenti di mantica e diffondersi come elemento divinatorio.

Divinare con l'aritmomanzia

 

Aritmomanzia: al di là della lettura dei numeri

 

Nonostante i vari influssi esercitati dai popoli antichi nella pratica della divinazione, la maggior resa nella lettura dei numeri venne data dal popolo ebraico, per mezzo della Cabala.

Ma che cos’è di preciso la Cabala? Si tratta della conoscenza spirituale che Mosè ricevette in dono da Dio. Tale spiritualità venne suggerita per via orale, ma non venne mai messa a disposizione del volgo.

Pertanto, l’interpretazione venne svelata solo tramite messaggi criptici ed ermetici, riservati agli studiosi della materia, ovvero i Cabalisti. Il loro studio affascina tutt’ora e ancora oggi la conoscenza è riservata in via esclusiva a pochi eletti.

Fra gli altri popoli confinanti, e in contatto con la conoscenza della Cabala, si diffuse la stessa come mantica pagana e spirituale, fino a sfociare nella più prosaica numerologia.

La disciplina trae nutrimento dall’antichità, sebbene i numeri abbiano preso consistenza dalle trame della cultura. Per esempio, il numero tre rappresenta la triade in ciascuna religione.

Invece, il numero cinque è diventato l’emblema della libertà, dell’intraprendenza e dell’audacia. Non a caso, secondo il folklore britannico abitare in una casa dal numero civico 5, rappresenta un buon auspicio.

L’aritmomanzia si sottoponeva alle diverse formulazioni matematiche per mezzo della somma, della sottrazione, della moltiplicazione e della divisione.

Non a caso, si tratta di metodi differenti volti a ottenere delle informazioni dal futuro. Così come i riferimenti personali, una volta trasformati in numeri, svelano dei segreti reconditi sulla nostra identità e sulla nostra vocazione.

Per esempio, sommando la nostra data di nascita si può risalire a ciò che il cielo ha previsto per noi nei mesi a venire.

 

Cabala e numerologia

Conosci i Caldei?

Sono un popolo affascinante che ci ha lasciato delle testimonianze di magia alquanto interessanti.

Per approfondire leggi l’articolo degli Oracoli Caldaici.

La zoomanzia è una pratica divinatoria ampia, in quanto prende a esempio il comportamento degli animali come strumento di preveggenza. Gli animali a svolgere questo compito sono diversi e variano in base alla cultura di appartenenza.

Nonostante l’enorme varietà, a rimanere pressoché identico è il metodo di formulazione: si prendono a riferimento i comportamenti in rappresentanza a una cosa più specifica.

Mantica zoomanzia

Zoomanzia: la preveggenza insita negli animali

 

Esistono diverse forme di zoomanzia, suddivise in base alla categoria di appartenenza di ciascun animale. Allo stregone, o a chi compiva la pratica divinatoria, non rimaneva che leggere fra le righe gli atteggiamenti degli animali.

Per esempio, era consuetudine studiare i chicchi di mais scelti e ingeriti dal gallo. In base alla selezione, la quale variava per forma e tipo, il veggente formulava la sua ipotesi sul futuro o su qualsiasi altro accadimento richiesto.

Anche la creazione di una ragnatela da parte di un ragno era motivo di studio. La formazione di questa trama sottile richiedeva un certo impegno da parte dell’insetto, e lo studio della sua progettazione riluceva di barbagli predittivi sulla sorte delle persone che abitavano in quella casa.

A ciascun animale si titolava una pratica: per i ragni si parlava di aracnomanzia, per i cavalli si usava il termine di ippomanzia. Ancora, il tripudium era la selezione dei chicchi di mais per i galli e l’ornitomanzia si specializzava nell’attenta analisi del volo degli uccelli.

 

aracnomanzia

Aracnomanzia: i ragni come elemento malefico

 

I ragni sono sempre stati visti come qualcosa di oscuro e insondabile. Nei loro confronti il folklore ha sempre avuto un atteggiamento ostile, difatti è uno degli animali associato alle streghe.

Tuttavia, nel suo essere perturbante, il ragno ha destato un estremo interesse per la sua capacità di realizzazione delle ragnatele. Si tratta di opere di alta ingegneria, sfruttate anche dagli architetti per la costruzione di edifici.

Invece nel mondo magico, i ragni sono considerati dei messaggeri dell’l’aldilà. Pertanto il loro comportamento, in quanto veicolo fra i due mondi, non poteva che sortire dei responsi futuri e ipotizzabili.

La Tiromanzia è la mantica che permette di leggere il futuro attraverso un cibo piuttosto comune: il formaggio. La divinazione deve avvenire prima che il formaggio venga mangiato.

Tuttavia, al termine della lettura divinatoria non è necessario rinunciare al cibo, bensì può essere degustato oppure offerto ai commensali. Si tratta comunque di un procedimento interessante, la cui lettura può diventare piuttosto personale.

Difatti, il sistema richiede la fusione del formaggio, la sua stesa su un pezzo di pane e l’interpretazione va fatta alla luce di una candela, attraverso il riflesso della forma del pane e del formaggio sul muro.

Però, può anche essere scelto un pezzo di formaggio stagionato, tagliato a occhi chiusi per poi studiarne le fattezze e vedere se può assomigliare alla risposta sul futuro che abbiamo in mente.

tiromanzia, la divinazione col formaggio

Tiromanzia: una mantica particolare

 

La divinazione è una pratica difficile, soprattutto perché non sono pervenute le formule esatte riguardo l’esecuzione. Pertanto, la formulazione di lettura può essere solo ipotizzata.

Per quanto riguarda la Tiromanzia, si conosce l’essenziale. Difatti, come anticipato, necessita della forma del formaggio fuso o tagliato. E come si leggono le forme?

In pratica, si dovrebbero intuire delle immagini commisurate alla domanda del richiedente. Facciamo un esempio per chiarificare: se una persona vuole conoscere il suo futuro lavorativo e chiede informazioni per una possibile mansione, il formaggio dovrebbe palesare la risposta.

In quale modo? La forma del formaggio fuso o intero dovrebbe richiamare uno strumento, simbolo di quel lavoro. L’interpretazione dipende dalla bravura del divino o dalla divina, ovvero le persone che si apprestano alla mantica, affinché presentino un risultato visibile e comprensibile.

Un’impresa ardua, soprattutto per i profani. Eppure, quando erano ben pochi gli elementi divinatori a disposizione, le interpretazioni avvenivano a cascata e spontaneamente.

Forse oggi è preferibile mangiare il formaggio e applicarsi a un’altra pratica che presenta degli sfilacci interpretativi maggiormente comprensibili, soprattutto di primo acchito, come per esempio le rune.

L’achilleomanzia è la mantica dedicata alla lettura degli steli di achillea, una pratica consolidata soprattutto in Cina. L’utilizzo più diffuso degli steli di achillea nella pratica divinatoria prevede la lettura del famoso I Ching.

La variante di fiore in questione è l’Achillea Ptarmica. Il genere appartenente alla pianta comprende all’incirca un centinaio di specie diverse al suo interno.

Se nel passato cinese la lettura dei steli di Achillea erano a uso esclusivo delle previsioni di ordine pubblico, più tardi il suo utilizzo si specializzò nella lettura dell’I Ching, ampliando di fatto anche a una platea più popolare.

Achilleomanzia in pillole

 

Come abbiamo anticipato con l’I Ching, l’achilleomanzia si predispone alla lettura degli steli della pianta. Le altre parti come i fiori, le foglie o le radici non vengono considerate.

Gli steli vengono prima essiccati e resi solidi, quasi come se fossero delle bacchette. In questo modo, non si piegheranno in fase di lettura e non si spezzeranno causando la rottura della divinazione.

Si tratta di una pratica divinatoria piuttosto interessante poiché permette di porre delle domande intime in grado di scavare all’interno del proprio inconscio.

Non a caso, lo stesso C. G. Jung rimase affascinato dalla tecnica dell’I Ching tanto da citarla nei suoi studi. La pratica non è semplice da imparare e soprattutto da adattare alle proprie esigenze, ma una volta padroneggiata risulterà alquanto illuminante.

Invece, è piuttosto complesso praticare l’I Ching per qualcun altro, a meno che tra le due persone non intercorra un rapporto confidenziale. Dato che le risposte dell’achilleomanzia arrivano direttamente dall’inconscio non sempre si riesce a far rispondere onestamente il divinato.

Perciò, se si desidera approfondire la mantica prima di eseguire una lettura a un’altra persona, bisogna essere consapevoli del processo e comprendere a fondo i messaggi inviati.

achilleomanzia: la pianta di achillea

L’I Ching e il Libro dei mutamenti

 

Per comprendere la pratica dell’I Ching bisogna procedere alla lettura del Libro dei mutamenti, grazie al quale è possibile conoscere la filosofia correlata.

In pratica, si divide una mazzetta di cinquanta steli di achillea e con sei di questi si ottiene un esagramma. Ciò è sufficiente per interpretare i segni divinatori in base alle regole stabilite dall’I Ching.

Alla fine si possono ottenere un totale di sessantaquattro esagrammi che il divinatore dovrà riconoscere, per poi sillabare i risultati ottenuti sotto forma di profezia.

Il procedimento di lettura dell’I Ching è lungo e piuttosto complicato, perciò non verrà trattato in questo articolo. Ma se ti vorrai cimentare nella lettura sappi che dovrai ritagliarti un ampio spazio di tempo per approfondire.

 

Letture divinatorie di approfondimento:

Tarocchi Sibille e Oracoli sono delle mantiche che prevedono la lettura di carte, nondimeno il loro responso assume diverso significato. Il nome delle carte genera spesso confusione che desidero confutare, così da selezionare la giusta forma di divinazione.

Quando si parla di Tarocchi Sibille e Oracoli si entra nel territorio misterioso e occulto della cartomanzia. In questo contesto, il divinatore deve leggere il simbolismo collegato al richiedente.

Non è di facile interpretazione, soprattutto se non si conosce il passato, il presente e le ispirazioni future del richiedente. Difatti, ognuno di noi dovrebbe imparare a maneggiare le proprie carte così da fare un auto-consulto.

In tale ottica, l’auto-consulto riprende quasi una forma di autoanalisi, la quale facilita il districarsi dei dubbi e delle incertezze pronte ad assalirci in qualsiasi ambito della nostra vita.

divinazione con Tarocchi Sibille e Oracoli

Tarocchi Sibille e Oracoli: quali scegliere?

 

Tarocchi

I Tarocchi sono delle carte dall’origine antica e fumosa. Si pensa addirittura possano risalire dalla Civiltà Egizia, sebbene non ci siano notizie certe in merito.

Quello che si sa, è che i Tarocchi hanno avuto una diffusione soprattutto in Italia, in Francia e in Inghilterra nel Quattrocento. Sono diversi gli approfondimenti esoterici contenuti nei Tarocchi.

I riferimenti certi sono legati all’astrologia, alla numerologia e anche alla Cabala ebraica (dalla quale si pensa possano discendere). La loro componente emblematica permette di entrare in connessione con il nostro inconscio.

Si tratta di un tramite tra noi e l’inconscio, grazie al quale possiamo risalire alle risposte che desideriamo ottenere. Per fare ciò, però, dobbiamo entrare prima in confidenza con le carte ed esercitarsi con una certa frequenza nella pratica della divinazione.

carta da divinazione

Sibille

Le carte delle Sibille rappresentano le sapienti dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, le quali rivestivano i panni di sacerdotesse grazie alle loro stupefacenti qualità divinatorie.

Ma le richieste che vengono fatte alle Sibille differiscono per gravità rispetto a quelle dei Tarocchi. Difatti, sono comunemente riconosciute come carte confidenziali, le quali risolvono dubbi di bassa entità e spessore.

Si può chiedere alle Sibille un consulto di tipo confidenziale, riguardo le relazioni o per ottenere delle informazioni riservate legate ai problemi della quotidianità.

Essendo una forma di divinazione antica, sebbene non sia conosciuto il momento in cui le Sibille vennero rappresentate dalle carte, vanno consultate solo per risolvere problemi di relazione e di rapporti umani.

cartomanzia

 

Oracoli

Gli oracoli sono i corrispettivi maschili delle Sibille, i quali captavano i messaggi mandati dalle divinità per rispondere alle domande posti dagli esseri umani.

Per questo motivo gli Oracoli si rivolgono a un pubblico specifico: non solo divinità dunque ma anche personaggi legati alla Natura, agli angeli, al mondo del Sidhe o ad altre figure elementali.

Ciò significa che non esiste un solo mazzo di carte relativo agli Oracoli, bensì un’infinità di varianti diverse utili per comunicare con le figure a noi più vicine.

Insieme alla carte differiscono anche le regole di lettura, perciò non si possono riassumere in un unico compendio. Possiamo considerare gli Oracoli come una rappresentazione della nostra intima spiritualità e appoggiarci a loro per risolvere i dubbi di origine personale.

Gli Oracoli Caldaici sono un’opera perduta composta in esametri da Giuliano ‘Filosofo e Caldeo’ e dal figlio Giovanni il Teurgo. L’opera risale al 150 d.C. ed è strettamente connessa alla pratica teurgica.

Tali versi frammentari contengono delle rivelazioni divine e si avvicinano alle filosofie neoplatoniche, condite da aspetti esoterici, magici e, in grande parte, ermetici.

Focus sulla filosofia caldea

 

Secondo i Caldei, il mondo a livello spirituale è diviso in piani, e trascende dalla dimensione materiale. In sostanza, la dimensione materiale è quella che appartiene agli uomini, la dimensione spirituale è quella che appartiene alle divinità.

Al vertice del piano superiore risiede l’Uno, l’ineffabile. Sotto di lui esistono tre piani concatenanti sorretti dal Padre intellegibile, la Potenza e il Pensiero.

A seguire, un mondo intellegibile e uno intellettuale. Il primo presenta la triade: iyunge (potenza intuitiva e conoscitiva) formata dalla messaggera del Padre, i vincoli radunatori e gli dei che presiedono le iniziazioni empiriche, eteree e materiali.

Il piano intellettuale, invece, si articola nella triade detta dei ‘Padri governatori del Cosmo’, di Ekate o Anima Mundi (dea dei passaggi), e un Intelletto demiurgico, il quale coglie gli intellegibili tramite l’intelletto.

Sotto altri piani si dipanano in forme sempre più complesse e articolate. Ma per riassumere possiamo dire che i Caldei venerano una triade composta da fede, verità e amore.

Filosofia caldea

 

Gli Oracoli Caldaici

 

Gli Oracoli Caldaici creano un ponte tra il mondo materiale e quello divino, pur sempre con la finalità di purificare l’anima e farla fondere con l’Uno.

In totale sono quarantadue oracoli e devono essere seguiti pedissequamente. Per completare il percorso bisognerà essere seguiti da un teurgo, l’unico in grado di connettersi con le divinità e allontanare i demoni.

Ricordiamo che la differenza fra magia, filosofia e religione in quel periodo storico non era così netta come oggi. Ecco perché negli oracoli compenetrano diverse figure come le divinità, i demoni, il simbolismo e i principi filosofici.

 

I primi dieci Oracoli Caldaici

Il primo oracolo afferma che l’anima irrazionale è l’immagine di quella irrazionale, pertanto una volta purificata ascende a un luogo visibile e compenetrato dalla luce.

Nel secondo oracolo si fa riferimento al corpo, anch’esso componente dell’anima e quindi parte da purificare.

L’anima come parte da trattenere e non lasciare andare è il tema del terzo oracolo. Bisogna fare attenzione a non lasciare andare lo spirito nel mondo invisibile fintantoché non è stato completamente purificato.

La particolarità del quarto oracolo è connessa al richiamo di abbandonare la conoscenza terrena che pesa come una zavorra nell’anima. Mentre il quinto oracolo esorta a ricercare quella parte dell’anima che per prima si è macchiata di non spiritualità.

Con il sesto oracolo si torna a contemplare l’intelletto, il quale va rivolto verso la conoscenza divina e non quella terrena. Il settimo oracolo pone l’attenzione all’uso dei nomi, i quali non devono essere travisati poiché all’interno contengono una grande potenza.

L’ottavo oracolo invita gli uomini a non farsi piegare dalle passioni mentre il nono oracolo parla della trottola di Ekate. Il suo rotolare è un’invocazione alle divinità.

Il decimo oracolo richiama il simbolo astrologico del leone e di conseguenza il pianeta a lui collegato: il sole.

Oracoli caldaici e piani dimensionali

Dall’undicesimo al ventesimo 

Gli Oracoli Caldaici continuano con l’undicesimo oracolo che sottolinea l’importanza teurgica per avere un’anima pura e libera. Con il dodicesimo oracolo si prende in considerazione la natura audace dell’uomo specie nel pensiero.

Ekate svolge un ruolo centrale di comunicazione con le divinità secondo il tredicesimo oracolo mentre il quattordicesimo oracolo invita ad ascoltare la vibrante voce del fuoco e della luce divina.

Dopo aver contemplato la luce divina arriva l’immagine o il simbolo, perciò secondo il quindicesimo oracolo non va evocata prima di questo passaggio.

Nel sedicesimo oracolo si avverte la presenza demoniaca che può manifestarsi come benevola. Cambio di registro per il diciassettesimo oracolo che torna a parlare della scintilla divina dell’anima umana, la quale deve tornare a fondersi con l’Uno.

Per esplicare il diciottesimo oracolo segui queste indicazioni: “Si rinserri l’abisso immortale dell’anima: tutti gli occhi completamente leva verso l’alto“. In sostanza, volgiamo lo sguardo verso la dimensione spirituale e non verso quella materiale.

Secondo i Caldei, l’anima ha una veste pneumatica (spirituale) e una superficiale, per questo il diciannovesimo oracolo precisa di non insozzare la parte spirituale con passioni o pensieri materiali.

Infine, il ventesimo oracolo suggerisce di trovare il Paradiso in cui vertono tutte le attività teurgiche.

invocazioni divinità

La penultima serie di Oracoli Caldaici

Il ventunesimo oracolo consiglia di fare attenzione ai demoni che abitano la Terra e che possono circuire gli umani. Si ripete, invece, il ventiduesimo oracolo sottolineando l’importanza di volgere lo sguardo verso il fuoco per salvare l’anima.

Mentre nel ventitreesimo oracolo c’è un ritorno di interesse nei confronti dei demoni, ma questa volta di quelli materiali. Nel ventiquattresimo oracolo viene riconosciuta l’importanza del Padre, il quale affidò agli uomini l’intelletto.

Pertanto, l’unico modo per entrare in connessione con il Padre è tramite l’intelletto. I dolori, secondo il venticinquesimo oracolo, sono distribuiti dai demoni.

Nel ventiseiesimo oracolo si ritorna al Padre, indicando il suo ruolo nel distribuire i vari simboli nelle anime degli esseri umani. Controverso il ventisettesimo oracolo, poiché afferma che chi si suicida compie una purificazione dell’animo.

Il ventottesimo oracolo definisce l’anima come immortale a differenza del corpo che ha un termine. L’affermazione del ventinovesimo oracolo è la seguente: “Il Padre non incute paura ma infonde persuasione”.

Cosa significa? Vuol dire che è una luce nel nostro cammino spirituale sempre pronto ad aiutarci a perseguire l’obiettivo. Il senso del trentesimo oracolo è che il Padre è l’essenza del tutto.

angeli e demoni

Le ultime indicazioni lasciateci dai Caldei

Il trentunesimo oracolo sostiene che l’intellegibile deve essere recepito con il fiore dell’intelletto e tramite la sensibilità. Nel trentaduesimo oracolo si invitano i fedeli a spingere l’anima al di fuori dal corpo così da essere finalmente liberi.

Il trentatreesimo oracolo suggerisce di velocizzare il processo di fusione con l’Uno, invece, il trentaquattresimo oracolo ritorna sull’importanza che riveste il fuoco sacro in ambito di comprensione.

L’uomo accoglie i pensieri divini con la voce sebbene siano solo pensieri e non parole pronunciate, questo sostiene il trentacinquesimo oracolo. A differenza, il trentaseiesimo oracolo punisce gli atei in oltranza ai loro discendenti.

La parola del trentasettesimo oracolo afferma: “Non contribuire ad accrescere il destino tuo bensì dominalo e lasciati governare solo da Dio”. Infatti, il trentottesimo oracolo sottolinea proprio come nulla d’imperfetto venga partito dal principio paterno.

Però, non dobbiamo accogliere l’Intelletto paterno prima di essere usciti dall’oblio e non aver ricevuto alcun simbolo, consiglia il trentanovesimo oracolo.

Nel quarantesimo oracolo si presenta la pietra mnizouris, di cui non si conosce la forma o il materiale, evidenziando il suo potere di offerta sacrificale ai demoni terrestri.

Gli ultimi due Oracoli Caldaici: il quarantunesimo oracolo suggerisce di imparare a riconoscere l’Intellegibile dato che sussiste fuori dall’intelletto.

Il quarantaduesimo oracolo è alquanto criptico. In sostanza, dice che le iynges sono indicibili così come i pensieri del Padre, i quali possono essere compresi solo attraverso i simboli.

 

Per approfondire l’argomento, scegli queste letture:

Il significato delle rune ci è pervenuto solo grazie al sacrificio del Dio Odino, simbolo della mitologia norrena. La radice run in norreno indica un elemento misterioso, di complessa interpretazione.

Infatti, le rune hanno un debutto da un punto di vista storico piuttosto nebuloso, in quanto vengono riprese solo nel tessuto mitologico in riferimento al dio Odino.

Fu il protagonista degli Aesir a carpire il significato delle rune a seguito del sacrificio di impiccagione lungo nove giorni sull’albero Yggdrasil. Invece, nella realtà, sappiamo che le rune sono comparse nelle regioni alpine, fra l’Italia, l’Austria e la Germania.

L’occasione fu l’incontro fra le popolazioni germaniche e quelle romane avvenuto all’incirca tra il 50 a.C. e il 200 d.C. Furono Tacito e Giulio Cesare a elargire le prime informazioni riguardo gli usi e i costumi germanici.

Nonostante ciò, si pensa che le rune risalgano al periodo preistorico sotto forma di pittogrammi antecedenti la scrittura.

Il Retico e il Venetico presentano delle similitudini con l’Elder Futhark, ovvero l’alfabeto runico arcaico, perciò si pensa fosse esistita in precedenza una radice comune.

Tra l’altro il fatto di poter scrivere i simboli in entrambi i versi collima con la caratteristica dell’alfabeto greco e dell’etrusco antico. L’alfabeto completo fu rinvenuto nella roccia chiamata Kylver Stone, in Svezia.Significato delle rune per Odino

Il significato delle rune

 

Come si leggevano le rune?

Il popolo norreno si affidava al caso per cui le coincidenze e le circostanze fortuite avevano un forte impatto. Questo è ciò che viene ribadito da Tacito nella sua opera DE origine et situ Germanorum.

Perciò la lettura dei simboli runici veniva fatta in maniera piuttosto semplice. Venivano tagliati dei rametti di un albero da frutto. In ogni rametto veniva incisa una runa – veniva colorata con il sangue o l’ocra – e poi si gettavano su un panno bianco tutti i simboli.

Lo stregone o lo sciamano leggeva i risultati per la comunità o per il privato ma prima di fare ciò invocava gli dei affinché sortissero la risposta. Prendeva tre rametti alla volta interpretando a ogni passaggio il significato delle rune.

In base alla posizione di caduta si legge il significato delle rune. Qualora fossero rivolte verso il basso vengono tradotte al contrario. Nove rune , non possono essere al contrario e indicano sempre un messaggio positivo o un monito.

La runa vuota è il simbolo di Odino. Evoca l’inizio e l’abbandono alla vita, senza combattere e ostacolare gli eventi che dovremo affrontare. Il messaggio della divinità e di vestirsi da guerrieri poiché sarà al nostro fianco nella battaglia.

Simboleggia l’occhio di Odino gettato nel pozzo di Mimir per ottenere la conoscenza superiore. Nell’alfabeto antico però questo simbolo non esisteva poiché è stato aggiunto successivamente.

Fu Ralph Blum quando commercializzò un set di lettura delle rune nel 1982 il primo a proporre la runa vuota. Nella versione anglosassone Futhorc le rue sono 33 al posto di 24.

Si leggono quindi quattro aettir e la runa in avanzo simboleggia Gar la lancia di Odino, la quale corrisponde alla runa vuota, sebbene il suo significato sia di impossibile lettura poiché riservata solo agli dei.

Elder Futhark

L’alfabeto runico arcaico prende il nome dalle prime sei rune, le quali corrispondono alle sillabe F, U, TH, A, R e K. Ogni carattere dell’alfabeto è associato a un suono: in totale sono 24 rune suddivise tra 18 consonanti e 6 vocali.

Si distinguono tre sottoinsiemi associati ognuno a una divinità, definiti aettir (singolare aett), i quali contengono ciascuno 8 rune. Il primo insieme è abbinato a Freya, il secondo a Freyr e il terzo a Tyr.

Durante l’età vichinga, l’alfabeto venne semplificato fino a 16 rune e venne chiamato Younger Futhark. Quando approdò in terra anglosassone subì nuove modifiche per far aderire il significato delle rune al tessuto sociale.

Non dobbiamo dimenticare che le rune nascono come alfabeto perciò oltre alla lettura nell’ottica di divinazione, le rune nascondono dei messaggi di lettura criptici e misteriosi.

Gruppo rune Freya

Significato delle rune di Freya

Fehu è la runa che simboleggia la fertilità e l’abbondanza, nonché il benessere. Letta diritta indica un guadagno o un successo, capovolta indica l’opposto, ovvero perdita, lite o rottura di un rapporto o di qualcosa.

Uruz rivela una buona fonte energetica, una forza primordiale e grande capacità battagliera, la quale va dosata. Mentre capovolta indica una stanchezza fisica o mentale, nonché la presenza di un ostacolo per il momento difficile da affrontare e superare.

Thurisaz rappresenta il martello di Thor e simboleggia una forza atavica caotica e non ancora incanalata. Il simbolo indica entusiasmo, vivacità e dinamismo. Capovolta al contrario rivela cautela nel prendere decisioni o nel fare delle scelte le quali potrebbero rivelarsi avverse.

Ansuz è collegata a Odino e indica saggezza, conoscenza e diplomazia collegate alla parola. Il suo contrario assume il significato di inganno o fraintendimento.

Raido è il viaggio: via libera alla sperimentazione e all’avventura come cammino interiore o semplice allontanamento dalla quotidianità. Il rovescio simboleggia il blocco, la staticità o la dispersività.

Kenaz è la luce nel buio perciò rivela chiarezza e introspezione, ispirazione o creatività mentre il rovescio sottintende confusione, apatia o mancanza di fantasia.

Gebo è il dono ed è una runa positiva poiché non appare mai al contrario. Simbolo dello scambio, del senso di comunità e dell’equilibrio.

Wunjo è la felicità nell’ottenere qualcosa di importante, perciò significa che abbiamo ottenuto un risultato insperato e cercato a lungo. Riporta quindi grandi soddisfazioni se dritta ma al contrario indica una possibile delusione. Ma può anche voler sottintendere di aspettare tempi migliori, senza rinunciare ai propri progetti.

Gruppo rune di Freyr

Gruppo rune di Freyr

Hagalaz indica tempesta e poi una meritata quiete. Rimane sempre diritta perciò si legge sempre allo stesso modo con un intoppo e la sua soluzione finale positiva. È un indicatore di tenersi pronti e non lasciarsi andare allo sconforto.

Nauthiz indica il bisogno di qualche cosa per stare meglio e come la precedente può rivalersi in un esito positivo. Infatti, si tratta di un’altra runa monito: un pericolo incombe e dobbiamo essere pronti a sconfiggerlo.

Isa rappresenta il ghiaccio, non è reversibile e invita a prendersi del tempo per scongiurare una situazione ostacolante e stantia.

Jera rivela un premio guadagnato dalla fatica non per puro caso. Perciò il suo significato intrinseco è quello di raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato con tanta fatica nel corso dell’anno. Appare sempre allo stesso modo per cui non è reversibile.

Eihwaz è la rappresentazione di Yggdrasil ed è irreversibile. Richiama la dimensione spirituale e l’introspezione. La divinazione della runa può essere compresa solo da chi sta chiedendo delle risposte divine.

Pertho è la runa del gioco e del divertimento: dritta indica spensieratezza, fortuna e avvisa di un lieto evento. L’opposto indica chiusura, rigidità e frustrazione.

Algiz è un buon auspicio e rivela guarigione, difesa e resistenza ma capovolta invita a proteggersi e a rinsaldare la propria debolezza mentale e fisica.

Sowelu è l’energia inesauribile del sole che a tratti potrebbe bruciare, perciò è bene imparare a dominarla poiché sarà dirompente. Non si forma al contrario.

Ultimo gruppo della divinità Tyr

Il significato delle rune di Tyr

Tiwaz ha un buon presagio dato che ci sta confermando le scelte fatte. Vuol dire che stiamo seguendo la giusta direzione e potenzia di conseguenza la nostra determinazione. Al contrario capovolta, lancia il messaggio di fare attenzione alle decisioni prese: sono giuste e conformi al nostro essere? Senza una ferma convinzione sarà difficile che i nostri obiettivi vadano a compimento.

Berkana è la betulla bianca e indicano ispirazione, ardore e creatività ma anche rinnovamento e crescita. La runa capovolta non può che indicare quindi blocco, resistenza o involuzione.

Ehwaz è il cavallo: il mezzo che favorisce l’ottenimento del nostro obiettivo. Simboleggia l’intenzione, perciò se è diritta è corretta se è storta servono ripensamenti o potremmo incontrare degli ostacoli.

Mannaz rivela amicizia e solidarietà con le persone più vicine a noi però il contrario indica che i rapporti sono da rivedere poiché potrebbero risultare tossici.

Laguz viene associata all’acqua o al mare, indirettamente all’inconscio. Indica le emozioni e l’introspezione che forse richiedono attenzione. Messa al contrario può significare apatia o indolenza sebbene possa anche indicare una richiesta soverchiante di attenzione da parte del nostro inconscio. Facciamo attenzione a non lasciarci travolgere.

Ingwaz rappresenta gli antenati e il compimento di un dovere nei confronti della nostra famiglia o, in prospettiva, il lascito per i nostri figli. In qualsiasi posizione si trovi il significato della runa non cambia.

Dagaz è una runa speculare per cui il significato è uno. Qual è? Indica la medaglia e il suo rovescio perciò funge da monito nelle scelte o l’accettazione di un equilibrio precario fra due forze dirompenti.

Othala è il lascito della nostra anima al mondo, richiama l’attenzione alla spiritualità e alla testimonianza che vogliamo lasciare. Ci invita a vivere nella rettitudine dei nostri valori così da rappresentare il nostro spirito autentico. Il rovescio indica che non stiamo seguendo il nostro destino, che ci siamo persi o che non stiamo accettando il cammino a noi assegnato.

 

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