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Le Ephèsia gràmmata sono una sequela di parole pronunciate per creare una barriera magica contro gli influssi negativi. Difficile stabilire una data di origine: quello che sappiamo è che questa formula veniva pronunciata in età antichissima.

Gli unici a conoscere il significato e il modo corretto per formulare le parole erano gli dèi e gli stregoni, detentori assoluti del potere. Si narra, infatti, che le parole risalgano a una lingua speciale, conosciuta da pochi eletti, di cui si sono perse le tracce.

Le Ephèsia gràmmata erano conosciute anche con il nome di “lettere efesine” mentre i più le indicavano come “parole senza senso”, perché non ne riconoscevano il significato.

E non le capivano non perché fossero incomprensibili, ma piuttosto inaccessibili ai profani. Si vociferava, infatti, che le parole fossero incise da mani divine nel Tempio di Artemide a Efeso. Una versione della formula venne ritrovata in parte danneggiata a Himera in Sicilia.

scrittura di incantamenti

 

Le parole di Ephèsia gràmmata

 

Le parole erano una sorta di mantra e potevano proteggere solo chi le pronunciava in maniera corretta. In caso contrario, risultavano inefficaci. Il potere riguardava in esclusiva il suono e, secondo Plutarco, erano consigliate anche dai Magi per liberarsi dalla possessione demoniaca.

Immagino crescere il tuo interesse nel conoscere quali siano queste parole, giusto? Ebbene, la sequenza dell’Ephèsia gràmmata è composta dalle parole:

  • àskion;
  • katàskion;
  • lix;
  • tètrax;
  • damnamenèus;
  • aìsion (aìsia).

lettere efesine: ephèsia gràmmata

ΑΣΚΙ(ΟΝ) ΚΑΤΑΣΚΙ(ΟΝ) ΛΙΞ ΤΕΤΡΑΞ ΔΑΜΝΑΜΕΝΕΥΣ ΑΙΣΙΟΝ (o ΑΙΣΙΑ )

 

La formula magica era recitata per agire da talismano contro gli influssi negativi e si presupponeva creasse una barriera magica a protezione di chi la formulava.

Oppure poteva essere lo stregone a recitare le parole per dare protezione a qualcun altro. In questo caso l’effetto era maggiore perché le lettere erano pronunciate con maggiore frequenza.

L’intensità rafforzata era dovuta proprio alla conoscenza arcana del significato, volta a potenziarne gli effetti.

Un altro modo per ricevere un’adeguata protezione dall’Ephèsia gràmmata era quella di scrivere le lettere efesine in una striscia di papiro cucita all’interno di piccole borse di cuoio.

Le borse dovevano sempre essere portate e fungevano da amuleto. Chi costruiva l’accessorio lo personalizzava, affinché agisse nello specifico per le esigenze del destinatario.

Pertanto, l’operazione di cucitura e di realizzazione era compiuta dal mago, il quale si preoccupava di rendere la borsa sigillata magicamente da una protezione personale.