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L’importanza della magia è assodata: data la sua diffusione millenaria e arcaica non può che svolgere un ruolo importante. E lo fa non solo per gli individui ma anche per la cultura stessa.

La sua pratica non si limita a una comprensione intellettuale ma richiama emozioni, sensazioni e percezioni. Combina ciò che la cultura occidentale ha spesso sottovalutato, ovvero la profondità psicologica ed emotiva.

In Europa, e più tardi negli Stati Uniti, le credenze magiche sono sempre state etichettate come stoltezza o superstizione. Senza considerare la sua stretta relazione con la scienza e la religione, e in modo più ampio, con la filosofia e la mitologia.

Cambiano i punti di vista. Nella magia l’uomo può influenzare gli eventi e i processi con le sue azioni. Nella scienza, invece, vediamo l’universo funzionare come un essere a sé stante, in cui l’uomo non ha alcuna influenza. Nella religione, infine, l’uomo è succube del volere di un Dio e per essere ‘salvato’ deve seguire in modo rigoroso le sue regole.

 

L’idea che l’avvento della modernità abbia in pratica sradicato le credenze magiche è palesemente sbagliata.

Un mondo senza magia è un posto freddo, povero di emozioni e di stupore, dominato da tecnici senz’anima e da specialisti senza cuore.

 

L’individuo si approccia la magia in tre modi, con:

  • la trascendenza: quando si sente influenzato ma non può agire sulle forze agenti (per esempio l’astrologia);
  • la trasformazione: quando si adopera in un processo di cambiamento (per esempio l’alchimia);
  • le transazioni: quando si stringono patti con energie o forze occulte (per esempio le pratiche della divinazione).

 

L’importanza della magia benevola e malevola

 

La magia benevola è utilizzata da maghe e stregoni per proteggere o rendere il mondo migliore. Fanno parte di questa categoria anche le varie forme di divinazione o di lettura del passato, del presente e del futuro. Con gli incantesimi e i rituali magici si aiutano le persone e la natura. Ed è questa la linea di demarcazione fra magia nera e magia bianca.

Tutte queste pratiche possono essere viste dagli scettici come una forma di magia malevola. E talvolta è così. Quando il mago o la strega utilizzano la magia contro le persone o contro la natura stanno esercitando la magia malevola. Chi usa la magia per compiere azioni malvagie evoca presenze tenebrose che possono essere paragonate alle armi.

Degli strumenti che servono a colpire, soggiogare o vincolare qualcuno ma che lasciano degli strascichi ben visibili. Per questo la magia malevola è da sempre ostentata e combattuta.

Fare un sortilegio malevolo a qualcuno non è da considerarsi come un attacco personale. Ma un gesto compiuto contro l’immagine (l’imago) della persona o l’impressione che ha lasciato.

Un desiderio di togliere quella brutta sensazione che percepiamo quando qualcuno ci ha in qualche modo ferito o umiliato. Eliminare dalla radice l’influsso negativo che questa persona proietta su di noi.

L’importanza della magia raggiunge il suo apice quando questa concorre a far prosperare e non a distruggere o a danneggiare. A prosperare, infatti, non è solo l’uomo e la sua cultura ma l’universo intero.