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Acutomanzia è il nome di una mantica antica e particolare, fatta risalire agli arbori del Settecento in Europa. Si tratta di una pratica la cui divinazione avviene attraverso lo studio e l’uso di spilli.

In alternativa, vengono utilizzati gli aghi con la medesima finalità. Esistono diverse soluzioni di lettura, ciascuna richiamante un ambito specifico e con una tecnica mirata nel rispondere a una domanda.

La simbologia dell’ago

 

Fin dall’antichità, l’ago è reputato uno strumento magico ma dall’aurea malefica. Non a caso, se si pensa anche alle favole, scopriamo che generalmente l’ago è usato dalle matrigne o dalle streghe per far cadere in sonno la malcapitata rivale.

La colpa è da imputarsi all’oggetto in sè, in quanto si identifica con il genere femminile (forse a causa della sua conformazione longilinea) e i fori da cui passa il filo viene visto come qualcosa di anormale e quindi facente parte dell’oltretomba.

Secondo la tradizione folcloristica, e in particolare nella sua interpretazione medievale e rinascimentale, l’ago è strettamente collegato alle streghe, le quali a detta dell’Inquisizione pungevano sotto le unghie dei bimbi per succhiar loro via il sangue.

Ma lo stesso strumento veniva utilizzato a ritorsione delle streghe, poiché venivano punte con insistenza dagli inquisitori per localizzare il “Marchio del diavolo” laddove primeggiava un’inconsueta insensibilità alla puntura.

Tuttavia, se cambiamo continente e ci spostiamo in Oriente, scopriamo che gli aghi assumono un importante valenza terapeutica, come per l’agopuntura.

Questa tecnica di medicina alternativa è stata qualificata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) solo nel 1977 e oggi è praticata dai medici certificati in tutto il mondo.

acutomanzia: divinare con gli spilli o con gli aghi

Acutomanzia: spilli e aghi per fare una divinazione

 

Tra le tecniche pervenute risultano alcune piuttosto particolari. Per esempio, la più semplice è quella di gettare tredici aghi o spilli all’interno di una bacinella riempita di acqua.

Se gli aghi o gli spilli galleggiano, significa che il futuro del richiedente sarà roseo e felice. Invece, se gli aghi o gli spilli si intrecciano, in base al groviglio si distingue il grado di complessità del periodo futuro.

Un’altra tecnica usata è quella nella quale la persona che legge il futuro è tenuta a gettare sul tavolo sette spilli di colore chiaro assieme a un altro spillo spezzato a metà di colore scuro.

Secondo la figura che si viene a creare, in seguito al lancio, il divinatore fornisce il responso. Il praticante tiene conto di alcuni aspetti determinanti, ossia interpreta la linea:

  • verticale, indica la provvidenza;
  • orizzontale, indica il destino;
  • spezzata, è sinonimo di viaggio;
  • obliqua, sottintende un ritorno;
  • parallela, indica il denaro.

Un’altra divinazione tramite acutomanzia richiede un insieme di ventiquattro aghi per realizzare un cerchio appoggiato a una superficie dove far scorrere una pallina.

Gli aghi che escono dal cerchio sono gli unici a dover essere interpretati e quelli responsabili di un responso positivo o negativo a seconda della nuova posizione assunta.

Austromanzia significa possedere facoltà divinatorie nel distinguere le caratteristiche dei venti e non degli astri, come parrebbe. Difatti, il nome trae in inganno, portando la lettura a decifrare un codice connesso al cielo notturno.

Invece, si parla di venti che spirano con forte o debole intensità, verso destra o verso sinistra, in alto e in basso, e con il loro creare correnti ispira il veggente a decifrare il futuro.

Il perno su cui si districa il professionista, parte dalla Rosa dei Venti: il simbolo grazie al quale si diramano le varie letture e interpretazioni della mantica.

Inoltre, è importante anche saper distinguere le varie fasi che precedono o antecedono il buio e la luce del giorno, suddivise in alba, tramonto, crepuscolo e aurora.

Rosa dei Venti

Cos’è la Rosa dei Venti?

 

Il simbolo della Rosa dei Venti sottintende diversi significati. Le quattro punte principali indicano le coordinate del nord, sud, est e ovest. Tuttavia, ricordano anche i quattro elementi principali, i quattro umori, le stagioni, eccetera.

A quali venti corrispondono i punti cardinali? Il nord è la Tramontana, il sud è l’Ostro, l’est è il Levante e l’ovest il Ponente. Le quattro punte mediane corrispondono a: Maestrale, Grecale, Scirocco e Libeccio.

Tra la Tramontana e il Grecale figurano altri tre tipi di vento: Aquilone, Bora e Bacio. Scendendo, tra Grecale e Levante figurano: Volturno Schiavo e Garigliano.

Est e sud contengono i venti Coro, Solano e Altano tra Levante e Scirocco, mentre tra Scirocco e l’Ostro figurano Euro, Alfrico ed Eolo. In successione abbiamo l’asse sud-ovest con Carbino, Cauro e Favorino tra Ostro e Libeccio, ed Espero, Etesia e Gallico fra Libeccio e Ponente.

Infine, l’asse ovest e nord contiene i venti Cecia, Traversone e Vespero nella sfera Ponente e Maestrale, in opposizione alla sfera Maestrale e Tramontana che comprende i venti Cauro, Zefiro e Brunale. In totale sono trentadue venti.

Lista completa dei venti: 32

Suddivisione tra luce e ombra

 

Al limitare della luce solare o del buio delle tenebre vengono distinti i periodi in alba, tramonto, aurora e crepuscolo. L’imbrunire è un altro termine inflazionato, il quale indica il momento in cui il cielo si tinge di tinte scure, all’approssimarsi del tramonto.

E quando avviene il tramonto? Nel momento in cui il sole si spegne all’orizzonte. Per dirlo da un punto di vista astronomico, quando l’astro si dissolve al di sotto dell’orizzonte.

A seguito dell’evento cala la notte, ammantandosi di una coperta di stelle e della presenza vigile di Ecate la luna, in fase calante o crescente. Subito dopo giunge l’alba, quello spazio sovrapposto tra notte e giorno.

Si tratta dei primi bagliori di luce, i quali si distinguono dalle nuance del tramonto poiché diventano meno appariscenti a causa di una minore quantità di particelle. Infatti, presenziano in numero più basso per colpa del freddo e delle temperature poco elevate (soprattutto in inverno).

L’alba culmina con l’aurora ed appare qualche attimo prima del sorgere del sole all’orizzonte. Il passaggio di testimone avviene nello spazio di alcuni minuti e non sempre è semplice da distinguere.

Il crepuscolo si destreggia tra il mattino e la sera: nel cielo compare un numero esiguo di stelle e la sua durata varia in base alla stagionalità. Nelle altitudini elevate il crepuscolo ha una durata più lunga, così come durante i solstizi. Mentre nell’equatore la durata è costante.

In pratica, si presenta al sorgere o al tramontare del sole in concomitanza con la linea dell’orizzonte. Perciò, a differenza dell’aurora si verifica due volte al giorno.Divinare i venti con l'austromanzia

Austromanzia: come leggere le caratteristiche dei venti?

 

A questo punto, sarà chiaro comprendere quanto fosse complicata l’arte divinatoria dell’austromanzia. Il veggente doveva essere in grado di leggere le caratteristiche intrinseche di ciascun vento, e dipanare la profezia.

Le richieste erano di ordine pratico e non sentimentale o casalingo. Perlopiù, si consultava l’esperto per il settore agrario, così da considerare il tempo delle semine e dei raccolti.

In ogni caso, era difficile raccogliere i capricci dei venti, i quali spiravano in qualsiasi direzione, quasi in maniera irregolare.

Ciononostante con l’esperienza, la pratica e una buona dose di invettiva, il divinatore specializzato in austromanzia riusciva a decifrare il codice comunicativo dei venti e parlare attraverso la natura.

L’aritmomanzia, come si può facilmente estrapolare dal nome, è la facoltà di leggere il futuro riflesso sui numeri. Questa pratica era molto usata in Cina, sebbene abbia sortito effetto anche in Occidente, e più precisamente tra gli Ebrei e i Caldei.

Tuttavia, anche l’Antica Grecia e la Civiltà Romana ponevano attenzione alla numerologia. I maggiori esponenti della pratica furono i Pitagorici e i Platonici, i quali sostennero che alcune sequenze numeriche portavano a delle congiunzioni virtuose pressoché straordinarie.

Avendo sempre affascinato i popoli per la loro essenza misteriosa, i numeri non potevano che diventare degli strumenti di mantica e diffondersi come elemento divinatorio.

Divinare con l'aritmomanzia

 

Aritmomanzia: al di là della lettura dei numeri

 

Nonostante i vari influssi esercitati dai popoli antichi nella pratica della divinazione, la maggior resa nella lettura dei numeri venne data dal popolo ebraico, per mezzo della Cabala.

Ma che cos’è di preciso la Cabala? Si tratta della conoscenza spirituale che Mosè ricevette in dono da Dio. Tale spiritualità venne suggerita per via orale, ma non venne mai messa a disposizione del volgo.

Pertanto, l’interpretazione venne svelata solo tramite messaggi criptici ed ermetici, riservati agli studiosi della materia, ovvero i Cabalisti. Il loro studio affascina tutt’ora e ancora oggi la conoscenza è riservata in via esclusiva a pochi eletti.

Fra gli altri popoli confinanti, e in contatto con la conoscenza della Cabala, si diffuse la stessa come mantica pagana e spirituale, fino a sfociare nella più prosaica numerologia.

La disciplina trae nutrimento dall’antichità, sebbene i numeri abbiano preso consistenza dalle trame della cultura. Per esempio, il numero tre rappresenta la triade in ciascuna religione.

Invece, il numero cinque è diventato l’emblema della libertà, dell’intraprendenza e dell’audacia. Non a caso, secondo il folklore britannico abitare in una casa dal numero civico 5, rappresenta un buon auspicio.

L’aritmomanzia si sottoponeva alle diverse formulazioni matematiche per mezzo della somma, della sottrazione, della moltiplicazione e della divisione.

Non a caso, si tratta di metodi differenti volti a ottenere delle informazioni dal futuro. Così come i riferimenti personali, una volta trasformati in numeri, svelano dei segreti reconditi sulla nostra identità e sulla nostra vocazione.

Per esempio, sommando la nostra data di nascita si può risalire a ciò che il cielo ha previsto per noi nei mesi a venire.

 

Cabala e numerologia

Conosci i Caldei?

Sono un popolo affascinante che ci ha lasciato delle testimonianze di magia alquanto interessanti.

Per approfondire leggi l’articolo degli Oracoli Caldaici.

Tarocchi Sibille e Oracoli sono delle mantiche che prevedono la lettura di carte, nondimeno il loro responso assume diverso significato. Il nome delle carte genera spesso confusione che desidero confutare, così da selezionare la giusta forma di divinazione.

Quando si parla di Tarocchi Sibille e Oracoli si entra nel territorio misterioso e occulto della cartomanzia. In questo contesto, il divinatore deve leggere il simbolismo collegato al richiedente.

Non è di facile interpretazione, soprattutto se non si conosce il passato, il presente e le ispirazioni future del richiedente. Difatti, ognuno di noi dovrebbe imparare a maneggiare le proprie carte così da fare un auto-consulto.

In tale ottica, l’auto-consulto riprende quasi una forma di autoanalisi, la quale facilita il districarsi dei dubbi e delle incertezze pronte ad assalirci in qualsiasi ambito della nostra vita.

divinazione con Tarocchi Sibille e Oracoli

Tarocchi Sibille e Oracoli: quali scegliere?

 

Tarocchi

I Tarocchi sono delle carte dall’origine antica e fumosa. Si pensa addirittura possano risalire dalla Civiltà Egizia, sebbene non ci siano notizie certe in merito.

Quello che si sa, è che i Tarocchi hanno avuto una diffusione soprattutto in Italia, in Francia e in Inghilterra nel Quattrocento. Sono diversi gli approfondimenti esoterici contenuti nei Tarocchi.

I riferimenti certi sono legati all’astrologia, alla numerologia e anche alla Cabala ebraica (dalla quale si pensa possano discendere). La loro componente emblematica permette di entrare in connessione con il nostro inconscio.

Si tratta di un tramite tra noi e l’inconscio, grazie al quale possiamo risalire alle risposte che desideriamo ottenere. Per fare ciò, però, dobbiamo entrare prima in confidenza con le carte ed esercitarsi con una certa frequenza nella pratica della divinazione.

carta da divinazione

Sibille

Le carte delle Sibille rappresentano le sapienti dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, le quali rivestivano i panni di sacerdotesse grazie alle loro stupefacenti qualità divinatorie.

Ma le richieste che vengono fatte alle Sibille differiscono per gravità rispetto a quelle dei Tarocchi. Difatti, sono comunemente riconosciute come carte confidenziali, le quali risolvono dubbi di bassa entità e spessore.

Si può chiedere alle Sibille un consulto di tipo confidenziale, riguardo le relazioni o per ottenere delle informazioni riservate legate ai problemi della quotidianità.

Essendo una forma di divinazione antica, sebbene non sia conosciuto il momento in cui le Sibille vennero rappresentate dalle carte, vanno consultate solo per risolvere problemi di relazione e di rapporti umani.

cartomanzia

 

Oracoli

Gli oracoli sono i corrispettivi maschili delle Sibille, i quali captavano i messaggi mandati dalle divinità per rispondere alle domande posti dagli esseri umani.

Per questo motivo gli Oracoli si rivolgono a un pubblico specifico: non solo divinità dunque ma anche personaggi legati alla Natura, agli angeli, al mondo del Sidhe o ad altre figure elementali.

Ciò significa che non esiste un solo mazzo di carte relativo agli Oracoli, bensì un’infinità di varianti diverse utili per comunicare con le figure a noi più vicine.

Insieme alla carte differiscono anche le regole di lettura, perciò non si possono riassumere in un unico compendio. Possiamo considerare gli Oracoli come una rappresentazione della nostra intima spiritualità e appoggiarci a loro per risolvere i dubbi di origine personale.

La divinazione con le rune prevede diverse tecniche sebbene l’originale sia pervenuta fino a noi grazie al contributo dello storico Tacito. Le rune sono anche un alfabeto per cui la pratica divinatoria e la scrittura differiscono nell’applicazione.

L’elemento affine rimane la connessione con Odino. Secondo la mitologia norrena Odino era una divinità saggia, simbolo della conoscenza, perciò la lettura delle rune avrà un tono consigliere piuttosto che un’imposizione.

L’aiuto dei bastoncini ci arriva quando abbiamo un quadro confusionario della nostra vita e del nostro futuro e non riusciamo a trovare la chiave di lettura.

Pertanto, avviciniamoci alla divinazione con le rune avendo rispetto della saggezza antica, altrimenti Odino non tenderà le mani della conoscenza in nostro favore.

Le rune possono essere usate anche come talismano, così avremo sempre una suggerimento da parte di Odino per affrontare con determinazione la quotidianità.

Metodi di divinazione con le rune

Divinazione con le rune

 

METODO NUMERO 1 DIVINAZIONE CON LE RUNE

Il metodo classico di divinazione con le rune, giunto fino ai giorni nostri tramite la descrizione dello storico romano Tacito, è quello chiamato delle “Tre Norne”. Le Norne sono le custodi del fato: le uniche in grado di rivelare il nostro futuro.

Dobbiamo mescolare le rune all’interno di un sacchetto e prenderne a caso tre alla volta. Adagiamo le rune sopra un panno bianco o chiaro e procediamo alla lettura del significato da sinistra verso destra.

Prima di proseguire dobbiamo formulare una domanda specifica e precisa al fine di ottenere una risposta altrettanto ficcante.

Le rune sono le seguenti: Urd, Verdandi e Skuld. Urd è il passato e simboleggia l’origine del nostro problema. Verdanti è il presente e suggerisce i riferimenti da cui trarre nutrimento oggi. Skuld è il futuro e offre una panoramica su ciò che ci attende.

La lettura va fatta seguendo la naturale direzione delle rune: perciò se risultano capovolte non dobbiamo girarle ma accogliere il messaggio così come arriva.

Per ottenere un responso completo continuare a leggere le rune secondo la metodologia spiegata per altre otto volte.

DIVINAZIONE CON LE RUNE RUOTA COSMICA: METODO NUMERO DUE

La ruota cosmica richiede l’estrazione di quattro rune così da completare il ciclo stagionale. La posizione delle rune differisce dal metodo delle Norne poiché vanno collocate a formare un rombo.

Il nord corrisponde alla mezza estate (solstizio d’estate), il sud rileva il solstizio d’inverno, l’est corrisponde all’equinozio d’autunno e, infine, l’ovest simboleggia l’equinozio di primavera.

La divinazione con le rune secondo il metodo della ruota cosmica è ottima per iniziare un nuovo anno così da avere una prospettiva completa sulle stagioni presenti e a venire.

La lettura va eseguita seguendo questa direzione:

  • solstizio d’estate (nord);
  • equinozio d’autunno (est);
  • solstizio d’inverno (sud);
  • equinozio di primavera (ovest).

simbologia nordica

TERZO METODO: A CASO

Su un panno bianco o chiaro vengono lanciate tutte le rune. Quelle che rimangono capovolte e non si possono leggere i simboli verranno ignorate. Se la posizione delle rune imita uno dei simboli va tenuto come tema centrale.

In caso contrario, semplicemente si legge il significato di ciascuna runa legandola all’altra. Quelle che si trovano in posizione centrale hanno maggiore rilevanza in termini di divinazione.

Le rune più distante fungono da suggerimento ma non hanno un’estrema importanza. Quando la runa assume una posizione intermedia (né dritta, né capovolta) bisogna capirne il significato. Si avvicina più a una soluzione negativa o positiva?

L’ULTIMO METODO: UN’UNICA RUNA

Una domanda per una sola risposta: questo è l’ultimo metodo di lettura delle rune. In questo modo andiamo a riproporre il sacrificio di Odino quando gettò il suo occhio nel pozzo di Mimir della conoscenza.

La domanda che faremo riveste una certa importanza in quanto dovrà essere definita, senza che possano comparire delle incomprensioni. La risposta anche se capovolta avrà sempre una voce suggeritrice e mai un responso netto e tagliente.

Perciò, non spaventiamoci a testare questo metodo di lettura!

 

Letture di approfondimento:

La alomanzia è la lettura divinatoria per mezzo del sale come strumento di interpretazione dei fenomeni passati, presenti e futuri. Il nome deriva dalla parola greca che combinata assieme forma il significato di sale-divinazione e dalla parola latina halomatia che ripropone lo stesso significato.

La sua diffusione è piuttosto antica e se vogliamo anche naturale, poiché il sale era un elemento piuttosto importante sia per il cibo sia per la cura del corpo.

Il primo a citare questa pratica fu Omero, definendo non solo il potere divinatorio della pratica, ma anche sottolineando il fattore divino del materiale impiegato.

Come si praticava l’alomanzia

 

L’alomanzia in realtà non era una pratica difficile da fare poiché richiedeva un elemento abbastanza usato e una lettura piuttosto semplice. Però, bisognava essere in grado di leggere i risultati ottenuti. Senza questa conoscenza la formula di divinazione non funzionava.

Il metodo più utilizzato e quello pervenuto fino a noi è quello in cui si buttava un certo quantitativo di sale sopra una superficie piana, per esempio un tavolo, e si studiavano le forme assunte dal caso.

Alomanzia, divinazione del sale

Non è stata tramandata la chiave di lettura ma sicuramente le forme che richiamavano simboli esoterici non erano di buon auspicio. Quelli invece che sembravano rappresentare eventi lieti come il viso di un bambino o forme di grano, mandavano degli eloquenti messaggi di buona sorte.

Un altro metodo era quello di gettare il sale nel fuoco: in base al modo in cui questo sale scoppiettava si potevano comprendere e interpretare i risultati della divinazione.

Ma era anche la relazione nei confronti del materiale a rimandare ai segni di lettura divinatoria. Rovesciare del sale, oppure addormentarsi prima che la saliera fosse stata tolta dal tavolo erano tutti presagi maligni.

Lo stesso succedeva nel caso in cui veniva presa per sbaglio in mano la saliera senza che ve ne fosse alcun desiderio o necessità. Il messaggio era palese: ben presto la situazione del malcapitato sarebbe stata interrotta da un evento sfortunato.

In questo contesto è ben identificabile la superstizione che vive ancora oggi: rovesciare il sale porta sfortuna e per rimediare è utile gettare alle spalle una manciata di sale.

Funziona? E da cosa deriva questa consuetudine? Forse è nata per bloccare il maleficio e da allora pare continui a funzionare in questo strano modo.

Tutte le altre divinazioni che non rientrano in una categoria specifica sono illustrate all’interno di questo articolo. Sono delle pratiche piuttosto insolite che venivano praticate fin dai tempi più antichi e ancora oggi alcune di queste sono ricordate.

Ma più spesso ritroviamo le pratiche divinatorie più moderne, quelle che si sono affermate a seguito della conoscenza del mondo. Come se avessero voluto affiancare la scienza e, in qualche modo, ostacolarla.

O meglio, possiamo dire che queste arti vogliono lanciare un messaggio subliminale: c’è dall’altro oltre la cortina della semplice conoscenza che abbraccia il mistero e l’incomprensibile.

Altre divinazioni

 

Una forma di divinazione ancora usata è l’aritmomanzia o, il suo omonimo, aritmanzia. Si tratta di una forma di lettura divinatoria di numeri e lettere. Attraverso la successione delle lettere e il significato intrinseco dei numeri si possono scoprire delle verità altrimenti nascoste.

La numerologia non si discosta molto dalla precedente mantica ma è più specifica nella divinazione dei numeri. A questa pratica possiamo associare la cleromanzia, una mantica specifica per le estrazioni a sorte e la cledonomanzia o cledonismanzia dedita all’ascolto delle parole.

Un’altra famosa pratica che si riferisce alle lettere e alle parole è la grafologia, grafomanzia o chirogrammatomanzia, due omonimi che indicano entrambi la lettura della propria grafia come forma di divinazione. Mentre la onomanzia oppure la onomatomanzia è l’arte divinatoria dei nomi.

La divinazione dei bioritmi è una pratica piuttosto recente presa in prestito dalla filosofia olistica che vede l’uomo non solo come un corpo ma un canale comunicativo con l’universo.

 

negromanzia in altre divinazioni

Mantiche particolari

 

Altre divinazioni alquanto particolari sono quelle che si riferiscono al mondo dei morti o gli spiriti dell’aldilà. Come esempio, possiamo citare la demonomanzia che dal nome si può dedurre si riferisce alla divinazione dei demoni e la più famosa e tanto osteggiata negromanzia.

Questa pratica si riferisce, in particolare, all’invocazione dei morti e fa parte della magia nera. Gli altri nomi con i quali questa forma di arte divinatoria è conosciuta sono: necromanzia, nigromanzia, psicomanzia o sciamanzia.

Altre divinazioni sono le più caratteristiche, poco usate ma ugualmente riconosciute. Fra queste citiamo la:

  • caomanzia: divinazione delle visioni aeree;
  • geloscopia: divinazione delle risa;
  • giromanzia: divinazione delle vertigini;
  • moleosofia: divinazione delle imperfezioni.

Un’altra sfera che non compete il mondo dei morti ma quello immaginifico dei sogni è completata dalle pratiche che riportano il nome di oniromanzia oppure oneiromanzia e latromanzia.

Attraverso lo studio dei sogni possiamo ricevere messaggi dal futuro o risolvere un conflitto interiore in fase di sviluppo.

Le divinazioni delle parti anatomiche degli animali e degli umani nonché dei sacrifici sono fra le più antiche forme di mantiche al mondo. Le loro origini risalgono ai tempi delle civiltà mesopotamiche nonché dagli Egizi.

Le arti divinatorie e quindi la lettura del futuro da parte dell’indovino veniva fatto con viscere animali e parti anatomiche umane oppure avveniva successivamente un sacrificio.

Non si hanno notizie sulla metodologia applicata per reperire informazioni sul futuro della comunità o di una persona se non la traccia di risposta in base alla conformazione della carne e la disposizione delle membra.

Divinazioni delle parti anatomiche

 

Non potendo esaudire le richieste di una risposta esaustiva sulle varie mantiche, non rimane che presentare una scarna lista delle pratiche divinatorie.

La più usata era la geromanzia o geroscopia che prevedeva la lettura del futuro tramite le interiora di animali sacrificati alla pratica. Gli altri nomi che riportano alla stessa arte divinatoria sono: estispicina, extispicina, Ieromanzia e Ieroscopia.

L’epatoscopia o l’epatomanzia era la lettura divinatoria per mezzo del fegato degli animali mentre la scapulomanzia prevedeva la divinazione delle scapole di bovini e caprini.

Una pratica particolare è la cefalomanzia, ovvero la divinazione delle teste. Non si sa esattamente se le teste erano reperite tramite sacrificio o in seguito alla morte.

Si conosce, invece, ahimè, la antropomanzia: la divinazione dei sacrifici umani. Avveniva nelle epoche storiche più antiche e si è trovata traccia della pratica anche nei paesi Mesoamericani. Così come la aruspicina, una divinazione che analizzava le vittime dei sacrifici.

 

divinazioni delle parti anatomiche come le mani

 

Le altre parti anatomiche le possiamo elencare all’interno di una lista:

  • oculomanzia: divinazione degli occhi;
  • odontomanzia: divinazione dei denti;
  • metoposcopia: divinazione della fronte;
  • omfalomanzia: divinazione del cordone ombelicale;
  • onicomanzia: divinazione delle unghie;
  • podomanzia: divinazione dei piedi.

 

Le divinazioni più particolari

 

Alcune divinazioni sono veramente particolari. Tra queste figurano la causimomanzia che studiava le bruciatura e la gastromanzia o engastrimanzia capace di interpretare i suoni provenienti dallo stomaco dell’indovino.

Nelle tradizioni olistiche, fanno ancora la loro comparsa la fisionomanzia o fisiomanzia che studia le proporzioni e la fisionomia di una persona.

Nonché la chiromanzia, conosciuta anche con i termini di chirognomia, chirologia o chiroscopia. Diverse forme che rappresentano la divinazione dei palmi delle mani, usata ancora oggi.

Le ultime due divinazioni riguardano la uroscopia, la divinazione dell’urina a scopo diagnostico e la scatomanzia, la divinazione delle feci animali. Entrambe usate in antichità e che prevedevano l’assaggio da parte dell’indovino.

La divinazione con oggetti raccoglie una serie numerosa di mantiche in cui gli oggetti supportano il mago nella conoscenza del futuro. È una categoria di arti divinatorie conosciuta in tutto il mondo che affonda le sue radici in un passato indefinito.

Raccoglie al suo interno diversi oggetti e spesso sono proprio gli strumenti più usati a caratterizzare le diverse epoche storiche. Oppure, più semplicemente, sono degli orpelli casalinghi con i quali si condivide la quotidianità.

Divinazione con oggetti casalinghi

 

La ceromanzia o ceroscopia era una pratica casalinga piuttosto usata: il suo funzionamento consisteva nel versare la cera in un bacile di acqua fredda. Attraverso la forma che assumeva la persona poteva rispondere a una domanda specifica.

La cleidomanzia, la divinazione delle chiavi, si occupava di tradurre il futuro attraverso la lettura di chiavi che venivano poste su una superficie piana e studiate attraverso le malformazioni del tempo.

La libanomanzia o la lebanomanzia, invece, era la divinazione dell’incenso. Un’arte usata più in regioni nord africane e asiatiche come suggerisce il nome di origine (Libano, appunto). Successivamente l’incenso è diventato una componente fondamentale per le pratiche magiche e la lettura divinatoria.

La ciclomanzia è la divinazione delle ruote ma si hanno poche notizie in merito al suo funzionamento. Forse le persone che si dedicavano alla pratica leggevano le storture sulle ruote causate dall’uso e gli eventuali segni identificavano dei responsi chiari.

Tra questi possiamo enunciare la sfera degli oggetti personali, in cui rientrano le pratiche della:

  • resmanzia: arte divinatoria degli oggetti appartenuti a una persona;
  • stolisomanzia: divinazione degli abiti personali.

Infine, c’erano le manifestazioni evanescenti che rispondevano attraverso la sciomanzia, la lettura degli spiriti, la sideromanzia, i responsi della paglia bruciata, la capnomanzia, divinazione del fumo e la spodomanzia o tefromanzia per mezzo della lettura delle ceneri.

 

ciclomanzia

L’arte divinatoria delle armi

 

L’assinomanzia è un particolare tipo di arte divinatoria eseguita con l’uso delle asce mentre la belomanzia si contraddistingue per lo studio divinatorio delle frecce.

Come possiamo vedere entrambi erano strumenti di guerra piuttosto diffusi e utilizzati in diversi periodi storici quando ancora la polvere da sparo non era ancora comparsa.

Nella categoria rientra anche l’empiromanzia, ovvero la divinazione della fiamma sacrificale. L’indovino si posizionava nel luogo di morte per controllare la successione di gesti e comportamenti sia del morente che della fiamma.

 

cartomanzia: divinazione con oggetti

Mantiche con oggetti vari

 

Il tipo di mantiche con oggetti più vasta è quella per mezzo di oggetti vari che non sono riconducibili alle categorie precedentemente illustrate.

Tra queste figurano l’astragalomanzia, più conosciuta come la divinazione dei dadi che si usa ancora oggi: la possiamo vedere nelle fermate della metropolitana o negli angoli seminascosti delle vie cittadine.

La domino è la divinazione delle tessere del domino, il Mahjong sono delle particolari tessere di origine cinese dalla lettura univoca e originale.

Entrambi sono anche dei giochi da tavolo ma le loro tessere dai simboli così caratteristici gli hanno fatti diventare degli strumenti di lettura del futuro. Le tavole di Ouija fungevano da piano di divinazione mentre l’I Ching è la divinazione per mezzo di tessere del famoso libro taoista.

Senza considerare i tarocchi che rientrano nella sfera della taromanzia o della cartomanzia. Fra tutti forse i più famosi e comunemente usati ancora oggi. Come la radioestesia o radiomanzia, la divinazione col pendolino o strumenti simili.

L’avvento della tecnologia ha poi mutuato la cartomanzia con la cybermanzia: che permette la lettura degli oracoli elettronici per mezzo di prodotti tecnologici come lo smartphone o il computer.

La bibliomanzia o la sticomanzia sono un tipo di divinazione che richiama la lettura dei libri o della Bibbia. Il funzionamento è piuttosto semplice e lo possiamo provare subito.

Basta prendere un libro e aprirlo su una pagina a caso: ciò che leggeremo e salterà subito agli occhi sarà una predizione del nostro prossimo futuro. Prima di fare ciò, però, dobbiamo porci una domanda ben specifica. Uno spettro più specifico della sticomanzia è la divinazione della poesia.

La catottromanzia o catoptromanzia concerneva la divinazione degli specchi o di altri orpelli riflettenti.

Fra i tipi di lettura divinatoria con preziosi troviamo la:

  • coscinomanzia: divinazione dei setacci pendenti;
  • cristallomanzia: divinazione dei cristalli;
  • litomanzia: divinazione delle pietre preziose;
  • margaritomanzia divinazione dei rimbalzi delle perle.

La scaramanzia è la divinazione degli oggetti e dei gesti scaramantici: una pratica ben radicata nel tessuto culturale che si presenta ancora oggi in una pletora pressoché infinita di manifestazioni.

Le divinazioni di alimenti e piante è una sfera delle mantiche collegate alla stretta unione tra uomo e natura. Rispetto ad altri tipi di arti divinatorie non sono presenti in grande numero ma si caratterizzano per l’atmosfera casalinga e la relazione con i prodotti della terra.

Divinazioni di alimenti e piante

 

Il cibo è da sempre considerato un dono da parte degli dei o dalle divinità e non poteva che essere ammantato da una veste sacra. Le divinazioni di alimenti e piante si suddividono in piante vere e proprie e prodotti generati dalle piante che poi vengono regolarmente consumati dall’uomo.

Le uniche due mantiche specifiche delle piante sono la botanomanzia, la pratica che studia le piante bruciate e la xilomanzia che invece si occupa di leggere il futuro attraverso il legno bruciato.

In questo contesto rientra anche la dafnomanzia, ovvero la divinazione di corone di alloro bruciate. Il nome Dafne si rifà al mito greco della ninfa che pur di non cedere alle grazie di Zeus si fa trasformare in una pianta di alloro.

divinazioni di alimenti e piante

Cibi lavorati e pezzi di pianta

 

Per quanto riguarda il cibo, in veste di alimento, bisogna citare la tiromanzia, pratica specifica per la lettura dei formaggi. Non si conosce il funzionamento della mantica ma probabilmente veniva fatta nel momento della lavorazione dei formaggi.

Alla stregua della tiromanzia possiamo citare l’aleuromanzia, la divinazione della farina. Questa arte divinatoria comprende anche la sticomanzia meglio conosciuta come la lettura dei biscotti della fortuna.

L’alomanzia si preoccupava, invece, della lettura dei granelli di sale e di tutte le sue sfumature nella vita quotidiana della comunità. Per esempio la caduta della saliera e il suo avvertimento di sventura, ben noto ancora oggi come forma di superstizione.

I semi di orzo occupavano lo spazio dell’alfitomanzia mentre i germogli di cipolla interessavano gli studiosi della crommiomanzia. Le due mantiche sono piuttosto arcane e la pratica si disperde nella notte dei tempi.

Ciò che è rimasto ancora oggi è la caffeomanzia, ovvero lo studio dei fondi di caffè e la tasseomanzia o tasseografia, la lettura delle foglie di tè.

Completamente perduta nelle pieghe del tempo l’enomanzia o l’oinomanzia, la pratica che studiava il vino e, più probabilmente, la sua fermentazione e la trasformazione alcolica.