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Il mondo dei Sidhe è dove vivono gli esseri fatati secondo la mitologia celtica irlandese, scozzese e inglese. Un sinonimo di esseri fatati è Piccolo Popolo, il quale comprende gli elfi, le fate, gli gnomi, eccetera.

Si trovano sotto le collinette di erba fitta o i tumuli di terra e sono visibili solo in particolari periodi dell’anno, oppure in seguito a un avvicinamento delle barriere dimensionali.

Di norma, riaffiorano con la bruma, con la nebbia o con tutte quelle condizioni atmosferiche che non permettono la piena visibilità. Questo perché rimangono dei regni segreti, il cui accesso è negato alla maggior parte degli umani.

bosco e magia fatata

Il mondo dei Sidhe: l’origine e i vocaboli collegati

 

Secondo la mitologia celtica, i Sidhe sono il luogo in cui sono stati relegati i Tuatha Dé Danann una volta sconfitti dai milesi, un popolo giunto dalla Spagna.

In realtà, ai Tuatha Dé Danann venne concesso metà regno d’Irlanda, il quale corrispondeva all’altra dimensione. Per cui si ritrovarono a vivere al di là dei confini terrestri tradizionali. Ma sono pronti a riappropriarsi dell’isola di Smeraldo non appena giungerà una nuova opportunità.

Alcuni vocaboli sono strettamente collegati con i Sidhe. Per questo ho pensato di lasciarti una lista utile da consultare:

  • Sid o Sidh: singolare di Sidhe;
  • bruthain: sono le porte di accesso alle collinette dei Sidhe;
  • Sithean: è il nome della collina in cui si nascondono, la traduzione corrisponde a “la collina del popolo fatato”;
  • Sitheach: essere fatato maschile;
  • Bean Sidhe o Banshee (termine anglicizzato): essere fatato femminile;
  • Siodha o siodhach: è il folletto;
  • Fairy: il popolo fatato in inglese.

Questi sono i vocaboli più comuni usati in riferimento al Piccolo Popolo, ma di norma tutti i termini che comprendono una desinenza in Sidh- si riferiscono agli esseri fatati e al loro mondo.

 

Trovare il mondo dei Sidhe

 

Come capire se ti trovi in prossimità dei Sidhe

 

Quando ti trovi in prossimità di un Sid percepisci l’energia diventare più sottile, come se il tuo corpo perdesse peso e intensità. Ma è lo spazio a palesarsi in maniera più particolare.

Come ho già anticipato, il calo delle barriere dimensionali avviene in concomitanza con l’insorgere di nebbia o con particella di acqua e di umidità che si propagano in modo bizzarro.

I rumori appaiono attutiti e la mente è come rapita dalle circostanze. Può essere che tu non scorga alcun essere fatato, poiché raramente si manifestano.

Ma se qualche strano avvenimento entra nel tuo campo d’azione puoi ben pensare di essere a contatto con essere magico. E se sei proprio fortunato quell’essere si palesa nella sua forma naturale.

In quest’ultimo caso non agitarti ma cerca di trovare un punto di accordo: vivrai un’esperienza magica e inimitabile.

 

Approfondimento mitologia celtica e correlata:

Affrontare la mitologia celtica in sintesi non è semplice poiché convivono diversi eroi, miti e avventure narrate dagli antenati. I racconti mitologici provengono dalle informazioni dei monaci date a San Patrizio, o attraverso gli echi distanti delle storie riportate dai celti ai popoli romani.

L’Irlanda possiede tre testi inerenti alla sua mitologia:

  • il Lebor Gabála Érenn, o libro delle invasioni, in cui vengono narrate le battaglie dei Tuatha Dé Danann per colonizzare l’isola;
  • l’Acallam na Senórach presenta gli eroi irlandesi Fianna presentati nella loro veste originale a San Patrizio;
  • il Ciclo dell’Ulster narra le gesta di Cú Chulainn nella corte del re Conchobar mac Nessa.

Un altro testo di origine gallese, invece, nasconde fra l’intreccio dei suoi racconti l’origine delle leggende sul Santo Graal e Re Artù.

Mitologia celtica in sintesi

 

La prima a calpestare il suolo irlandese fu Cessair, la nipote di Noè che viveva in Egitto. Arrivò prima del diluvio universale in compagnia di soli tre uomini: Ladra, Fintan e Bith.

A resistere al diluvio fu solo Fintat poiché si rifugiò in una caverna. Di lui si persero le tracce ma con un balzo di trecento anni approdò in terra irlandese un nuovo personaggio.

Partholan, originario della Scizia, quando scese si trovò a combattere con una stirpe di giganti, i Fomori, poco propensi a nuovi incontri. A vincere a colpi di incantesimi fu il nuovo arrivato.

Si stabilì in quei luoghi, lavorò la terra e la vita prosperò fino all’avvento di una pestilenza in cui morirono tutti tranne Tuan mac Carrell (da notare la similitudine con Fintan).

Tuan raccontò questi fatti a un monaco molto tempo dopo. Come fece? Aveva il dono di trasformarsi in un animale al sopraggiungere della morte. Si trasformò in cervo, cinghiale e in aquila.

Fu grazie a queste trasformazioni se poté vedere lo scorrere del tempo in terra irlandese. Vide arrivare dalla Grecia i Fir Bolg e poi i Tuatha Dé Danann, che sconfissero i primi grazie ai preziosi manufatti in possesso.

Si stabilirono a Tara e a causa della scomunica del re Nuada che aveva perso una mano in battaglia e non poteva governare se non integro, prese il suo posto Bres.

Però le genti d’Irlanda non erano felici di Bres perciò lo scacciarono. Solo Nuada sapeva governare in modo impeccabile. Bres si risentì della cacciata e mentre Nuada ritornò a governare con una nuova mano in ferro, Bres gridò vendetta.

Facendo presa sulla sua origine per metà gigante ingaggiò il famigerato Balor: il gigante dall’occhio che al solo sguardo poteva uccidere. Si organizzò per dare battaglia alla corte di Tara.

Nuada perì sotto lo sguardo di Balor ma venne vendicato da Lugh, il quale prese possesso del regno. La stirpe dei Tuatha Dé Danann però era destinata a perire come le precedenti.

Perciò, Tuan mac Carrell si trasformò in salmone per farsi mangiare da una regina. La donna rimase incinta e partorì il nostro eroe che si stabilì a Tara come nuovo governatore.

Mitologia celtica in sintesi: il popolo dei Sidhe

Il regno dei Sidhe

Il re spagnolo Ith un giorno si innamorò dell’isola di Smeraldo e volle conquistarla. Partì con le sue navi ma trovò la strenua opposizione dei Tuatha Dé Dannan.

Decise così di chiedere aiuto a suo figlio Miled e a suo nipote Amergin, i quali arrivarono con le nave gremite di combattenti. I milesi si insinuarono nel regno di Tara e sconfissero i proprietari.

A questo punto Miled fu generoso e concesse ai Tuatha Dé Danann metà del regno d’Irlanda. Il suo però fu un inganno in quanto concesse la parte inferiore dell’isola sotto le colline.

In quella landa di terra esisteva il mondo parallelo dei Sidhe, un mondo magico in cui viveva il Popolo Fatato. Solo in particolari congiunzioni atmosferiche e quando la nebbia diventava così fitta da non vedere nulla.

Solo allora e in prossimità dei tumuli di pietre si aprivano i passaggi per il mondo terrestre. In questo modo, i vecchi regnanti vennero segregati in questo mondo parallelo a loro insaputa.

La prospettiva del mondo fatato e quello terrestre differivano pesantemente. La stirpe dei Tuatha Dé Danann vivevano in palazzi lussuosi sebbene al mondo terrestre apparivano come tumuli di roccia ricoperti da fitta edera.

A questi racconti se ne accompagnano altri inerenti a Taliesin, alle gesta di Cú Chulainn e i racconti degli eroi irlandesi Fianna, nonché i primi accenni gallesi alla leggenda di Re Artù.

 

Letture di approfondimento sulla mitologia celtica in sintesi:

Le nove sacerdotesse di Avalon o le nove Morgen sono le consorelle che si trasmettono i saperi della tradizione britannica. Il regno ultraterreno di Avalon è il luogo in cui vengono custodite le spoglie di Re Artù e dove, nel fondo del lago, giace la spada di Excalibur.

L’isola è collocata in una dimensione estemporanea nella cittadina rurale di Glastonbury contornata dalle valle e dalle pianure delle Summerlands. Un luogo evocativo ed energetico.

Il primo a nominare le nove Morgen fu Geoffrey di Monmouth che abbiamo già conosciuto come promotore del revival druidico. Il poeta racconta che le nove sorelle governano nell’Isola delle Mele (Avalon) mentre Thomas Mallory cita la presenza di Morgen la Fey, il cui significato corrisponde a Morgana la fata.

Proprio Morgana è considerata una delle prime dee delle isole della Britannia. Assieme a lei governano l’isola le sorelle: Thitis, Cliton, Thetis, Gliten, Glitonea, Moronoe, Mazoe e Tyronoe. Questi nomi compaiono a volte con altre variabili, poiché poco si sa delle sacerdotesse.

 

donne corvo le nove sacerdotesse di Avalon

 

Le nove sacerdotesse di Avalon

 

Thitis è la Morgen più giovane figlia di Imbolc. I suoi simboli sono rispettivamente: la neve, il bucaneve, il fuso e il filatoio, il cigno, la fenice e l’unicorno. Rappresenta l’inizio e la sua età oscilla intorno ai dodici anni non ancora compiuti.

La sacerdotessa della profezia cura le ferite interiori e sradica i sensi di colpa, portando dolcemente la mente a trastullarsi nella spensieratezza. Inoltre è una guaritrice, una poetessa e un’erborista.

La sua finalità è quella di redimere le ferite più antiche, quelle che ci accompagnano fin dall’infanzia. Grazie a lei possiamo sciogliere quel ghiaccio che ci stringe nella sofferenza e tornare a scaldare la nostra anima di sentimenti felici.

Invochiamo Thitis per soffocare le sofferenze radicate così da continuare il nostro cammino spirituale. Possiamo richiamare la sua attenzione indossando qualcosa di bianco, dirigendo le nostre preghiere in direzione nord-est e, infine, regalandole un rametto di salice.


Cliton è la Morgen del fuoco, figlia di Ostara, l’equinozio di primavera. Il suo colore è il verde-oro. Il suo bastone è realizzato con il legno di nocciolo. I suoi simboli sono: la bacchetta, il bastone, il raggio di sole, il tarassaco, la lepre, il gatto, il drago e il picchio verde.

Simboleggia l’energia impetuosa del fuoco e la rinascita. La sua età si aggira tra i tredici e i venticinque anni e la sua finalità è quella di dissipare l’ignoranza profondendo luce e conoscenza.

Tra le nove sacerdotesse di Avalon è quella in grado di regalare lucidità e chiarezza. Aiuta a curare gli stati emotivi depressioni, la mancanza di energia e l’immobilità.

Possiamo invocarla per sviluppare la nostra creatività e stimolare le nostre passioni. Possiamo richiamare la sua attenzione con un fuoco sacro predisposto a est, realizzato con rametti, carta e foglie secche. Ci aiuterà a uscire dall’isolamento che abbiamo creato.


Thetis è la Morgen di Beltane. Il suo colore è il rosso e i suoi simboli sono le nuvole, il fiore di biancospino, lo specchio, la cetra, il pettine, la puledra, il cavallo e i piccoli volatili.

Rappresenta l’amore e la sua età si aggira tra i venticinque anni fin oltre la trentina. È anche la Regina della Terra feconda e potente. Pertanto, la sua finalità è quella di annientare le paure e i timori collegati alla sessualità e far sentire le donne finalmente libere dalle costrizioni.

Cura le ferite del cuore e quelle familiari, addolcendole con il balsamo del perdono. La possiamo invocare per equilibrare dei rapporti traballanti o per trovare maggiore fiducia nella nostra intimità.

Basterà richiamare la sua attenzione durante la meditazione, nel sicuro della nostra casa, per ottenere subito un’iniezione di fiducia e di maggior sicurezza.


Gliten è la Morgen dell’acqua e di Litha. Si trova in prossimità delle fonti di acqua ed è la donna quercia. I suoi simboli sono la pioggia, la borragine, il calice, l’airone cinerino, la ninfa, gli spiriti, le silfidi e le sirene.

Il suo colore è il verde azzurro, la direzione è il sud e rappresenta il solstizio d’estate. L’età di riferimento è tra i trenta e i quarant’anni. Rappresenta il passaggio e assorbe le esperienze positive e negative, come le radici assorbono l’acqua.

Si tratta di una delle nove sacerdotesse di Avalon in grado di incarnare meglio la fluidità, fatalmente richiamata in questa specifica epoca storica.

Richiamiamo la sua presenza per lasciare andare sentimenti di infelicità passeggera, passioni infrante, speranze fallite, persone sparite o animali che se ne sono andati, lasciandoci inevitabilmente tristi e perdute. Per invocare Gliten scegliamo un posto vicino all’acqua, sarà più facile attirare la sua attenzione.


Glitonea è la Morgen madre di Lammas. La sua età sfiora la decade tra i quaranta e in cinquant’anni. Il suo colore è l’oro e il suo albero di riferimento è il frassino.

Rappresenta il caldo estivo, la camomilla, il telaio, la spoletta, la cerbiatta bianca e il tordo bottaccio. Quando vedi uno di questi elementi sappi che Glitonea è accanto a te.

Simboleggia l’equilibrio, l’ordine e l’armonia. Si tratta di una delle nove sacerdotesse di Morgen che esprime più di tutte la generosità.

Favorisce la prosperità intellettuale, fisica e monetaria, nonché dissolve le paure collegate ai soldi, alle instabilità emotive e dipana la sua leggerezza attraverso l’arricchimento spirituale.

Invochiamo la sua attenzione quando non sappiamo quale sentiero prendere nella vita, realizzando un piccolo tempio in cui offrire alla Morgen cibo e altri regali così da dimostrarle la nostra gratitudine e generosità.


 

nove morgen

 

Moronoe è la Morgen di Terra, figlia di Mabon. Il suo colore è il marrone e l’arancio ed è la Signora dei Frutteti. Il suo legno è il Faggio mentre il suo elemento è il vento.

I suoi simboli sono: la volpe, la talpa, il tasso, il drago di Terra, il merlo, la pietra e il cristallo. La sua età è intorno ai sessant’anni. Per invocare la Dea avviciniamoci a delle piante da frutta.

Le nove sacerdotesse di Avalon rappresentano le fasi lunari e Moronoe è il crepuscolo, il tramonto e la luna calante.

Giunge quando è tempo di prendersi cura del proprio corpo, della mente o dello spirito. Il suo punto cardinale è l’ovest e rappresenta l’espressione della terra su questo pianeta.

Potenzia l’energia trasformatrice, cancellando il timore dell’insuccesso o del fallimento. Spinge ad addentrarsi nell’inconscio: il luogo in cui risiedono le nostre autentiche pulsioni.

Dedichiamo del tempo alla dea per proteggere noi, i nostri cari, gli animali e le piante. Prendendoci cura del pianeta alimentiamo il benessere di Moronoe e lei ci sarà grata.


Mazoe la Morgen di Crona, figlia di samhain. La sua età vacilla intorno ai settantacinque anni e il suo colore è il nero. Si trova a nord-ovest ed è considerata la donna tasso, del tuono e del lampo.

Ombra morale della notte i suoi simboli sono il falco lo sparviero, il falcetto e le cesoie. Se Moronaoe ti invita a scendere negli inferi del nostro inconscio è Mazoe ad accoglierti.

Impone scariche di elettricità che spaventano ed eccitano allo stesso tempo. Non è ordine è caos: ma in questo disordine possiamo trovare il filo della nostra esistenza.

Dobbiamo ricorrere all’audacia per incontrare Mazoe, in cambio otterremo autenticità e dinamismo. Detesta l’ipocrisia, l’egocentrismo, l’ottusità e la meschinità.

Perciò se vogliamo approcciarci alla Morgen dobbiamo abbandonare queste zavorre e riferirci a lei intatte. Poiché la sua prima richiesta sarà quella di abbandonare tutto ciò che appare gravoso e vetusto.

Richiamiamo la sua attenzione la notte, nel silenzio della nebbia o nella pioggia. Meglio se saliamo in cima a una collina così da essere più vicine alla sua presenza.


Tyronoe è la Morgen dell’aria, figlia di Yuletide. Tra gli ottanta e i novant’anni, il suo colore è l’argento o il grigio. I suoi simboli sono il gufo, lo storno, il drago d’acqua, il gelo e il ghiaccio, il vischio e l’agrifoglio.

Si trova a nord e rappresenta il solstizio d’inverno.

Trasporta i messaggi piacevoli o spiacevoli attraverso le sue manifestazioni di vento e di aria, nonché i messaggi dei nostri antenati. Conosce il passato e il futuro e ci guida attraverso l’uso dei sensi.

Ci invita al riposo così da avere la forza per rinnovarci nel periodo del risveglio. È il seme pronto a germogliare, riparatrice del karma e del nostro essere ferito.

Possiamo invocare Tyronoe per ricevere un’iniezione di fiducia o per ritrovare riposo da un periodo burrascoso e difficile.


Morgana è la Morgen del centro, matrice della vita. Lei è la custode dei segreti, la donna dei meleti, l’incantatrice. I suoi simboli sono il calderone, la tavola dei banchetti, la corona, il corvo e la cornacchia.

Il suo colore è il viola, la sua età indefinita. Regina della magia e dell’energia, in grado di sanare le ferite dimenticate e i dolori che non conosciamo poiché li abbiamo seppelliti nel profondo della nostra anima.

Abbraccia luce e oscurità, proprio come la dea Ecate, e dobbiamo invocare Morgana per la ricerca di completezza del nostro spirito. Le nove sacerdotesse di Avalon si manifestano per proteggere e curare il sacro femminile che è in noi.

 

portale o altra dimensione

 

Per conoscere le festività celtiche, approfondisci in questo articolo: