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La presenza del Windigo affetta l’aria, trasformandola in una cappa pesante carica di un forte senso di oppressione alla mente e al petto. Pare quasi che il nostro istinto sia ricettivo al pericolo. E non un allarme qualunque, bensì un rischio diretto alla nostra stessa vita.

Difatti, il Windigo è un personaggio diabolico, famelico e senza scrupoli. Il suo obiettivo è quello di cibarsi e se entriamo nel suo radar, quel pasto diventiamo noi.

Il personaggio rientra all’interno della mitologia e del folklore dei nativi americani con uno scopo ben preciso, ossia educare le tribù a non commettere atti di cannibalismo.

La presenza del Windigo

 

Perché parliamo di presenza? In realtà, non è così semplice scorgere la figura del Windigo dato che i suoi passi sono talmente veloci da bruciare i suoi stessi piedi (per poi ricomporsi).

Tuttavia, il nostro istinto ci guida e ci avvisa siamo siamo al cospetto di un pericolo. Pertanto, l’aria si carica di elettricità, preludio di una presenza nemica da cui dobbiamo difenderci.

Quindi, è più semplice percepire la presenza del Windigo piuttosto che vederla. Anche se chi ha avuto la sfortuna di incrociare l’essere demoniaco ne ha tracciato un’illustrazione alquanto caratteristica.

Il suo corpo è affusolato, quasi scheletrico. Al posto delle mani ha degli artigli lunghi e sul capo ha un paio di corna. Le labbra sono quasi inesistenti, tanto da mostrare dei denti anch’essi piuttosto affilati.

I suoi occhi possono illuminarsi, riverberandosi del chiarore della luna piena, andando ad assorbire la sua magia.

La sua velocità è disumana, così come la sua fame insaziabile di esseri umani. In quanto figlio della fame e del periodo invernale, vive con un bisogno impellente di nutrirsi che, ahimè, non si esaurisce mai.

Incontra le sue vittime nei luoghi isolati, soprattutto nei boschi, di notte, nascondendosi dietro a versi animali o sussurri umani. Quando il malcapitato sente questi rumori viene immediatamente aggredito dalla paura, si blocca e il Windigo entra in azione.

Se la vittima scappa, la rincorre fino allo sfinimento e quando arriva il momento la uccide per poi divorarla all’interno della sua tana. È quasi impossibile uccidere un Windigo se non sciogliendo il suo cuore di ghiaccio con il fuoco.

 

Presenza del windigo in un bosco

 

L’evoluzione del Windigo

 

Purtroppo, Windigo non si nasce ma si diventa. Succede a chi si nutre di carne umana per un lungo periodo di tempo, o anche per una sola volta.

L’essere umano cannibale assume forza e imbattibilità, benché venga divorato da una fame insaziabile che lo costringe a cacciare. La sua libagione non contempla più gli animali, in quanto poco nutrienti, bensì richiede un contributo sempre maggiore di carne umana.

Talvolta, come avviene per il lupo mannaro, anche il Windigo diventa tale a seguito di un morso. Di rado però, l’uomo riesce a scappare vivo da un attacco, e una volta divorato, la sua vita si spegne per sempre.

Per questo motivo la presenza del Windigo è qualcosa di inquietante, com’è stata spiegata alla perfezione da Stephen King nel suo libro ‘Pet Sematary’ – di cui hanno tratto anche il film – e rende l’aria quasi irrespirabile.

Per le popolazioni native americane, l’essere diabolico può arrivare ad assumere delle sembianze umane, anche se la figura disarmonica nel suo complesso dovrebbe far drizzare le antenne a chiunque ne entri in contatto.