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La lista delle festività pagane riassume le celebrazioni dell’anno e la loro trasformazione nel corso dei secoli. Innanzitutto bisogna considerare il nome di richiamo alle festività: il sabba o sabbat.

Per come lo intendiamo oggi, o meglio – per come ci è stato tradotto il termine dalla religione cristiana – il sabba è una riunione fra streghe, le uniche detentrici della religione pagana.

Tutto ciò che riguardava il paganesimo, ricordava gli echi di una religione barbarica e preistorica. Pertanto, la Chiesa fece di tutto per estirpare queste rimembranze dalla popolazione rurale così da avanzare in direzione della cosiddetta ‘civiltà’.

Lista delle festività pagane

 

Le festività pagane sono rappresentate dalla Ruota dell’anno e si evidenziano nella mitologia celtica sotto forma di ringraziamenti nei confronti della Terra e dei suoi frutti. Nelle otto celebrazioni si fondono le divinità maschile e femminile in un movimento perpetuo di nascita e morte.

Lista delle festività pagane:

  •  Samhain: notte del 31 ottobre. Oggi è riconosciuta come la festa di Halloween ma in antichità era festeggiata poiché segnava la fine della raccolta e l’inizio del riposo invernale. Il terreno aveva così il tempo per prepararsi alla prossima semina e dare i frutti desiderati. Da un punto di vista spirituale, invece, la notte segnava un ponte di passaggio fra il mondo dei vivi e quello dei morti: era il momento in cui si potevano rincontrare i propri antenati.

  • Yule o Yuletide, Mōdraniht o Modranicht, Alban Arthuan: la notte del 21 dicembre. La festa cade con il solstizio di inverno ed era festeggiata per ingraziarsi la Madre Terra e pregarla che rendesse fecondi i raccolti nell’anno a venire. Modranicht è l’equivalente germanico della festa celtica e anglosassone, in cui venivano fatti anche dei sacrifici con animali e, forse, anche umani. In questo periodo venivano festeggiate anche le feste di Saturnalia, da metà dicembre al primo gennaio, dalle popolazioni romane per ingraziarsi i favori del dio Saturno. i Romani festeggiavano il Dio Saturno con le Saturnalia, che avevano inizio a metà dicembre per finire il primo gennaio. La naturale evoluzione della festa coincide con il nostro Natale.

  • Imbolc, Candelora: il primo o il due febbraio. La festa corrisponde anche alla celebrazione di Santa Brigida ed era il momento in cui si invocavano le nascite, il latte e la realizzazione del formaggio. La festa è di origine celtica sebbene anche in epoca Romana la dea Februa o Giunone, durante il periodo delle calende, adottate poi dalla cristianità come festa della Candelora. Da un punto di vista spirituale in ogni sua declinazione la festa ha conservato il valore di purificazione della propria anima dai peccati e dalle malvagità.

  • Ostara, Alban Eiler: festa che intercorre tra i 20 e il 23 marzo. È il momento in cui la natura si risveglia, le piante iniziano a germogliare e il ciclo della vita ricomincia il suo corso. Nascono in questo contesto le nuove opportunità, si diramano potenti energie che, se indirizzate bene, offrono valide possibilità. Periodo di rinascita che si contrappone al periodo di morte dell’inverno.

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sabba e celebrazioni

  • Beltaine, Calendimaggio: festa del primo maggio. Oggi è stata sostituita dalla festa dei lavoratori forse anche in senso simbolico, in quanto il lavoro è il motore di una società. Mentre nel paganesimo si festeggiava il sabba per invocare la fecondità della terra affinché garantisse un buon raccolto nei mesi estivi a venire. Il femminile e il maschile si incontravano e davano vita a questa possibilità. Ragazze e ragazzi seguivano l’esempio delle divinità e si offrivano per il benessere del villaggio.

  • Litha e Alban Heruin: la festa del 21/22 giugno coincideva con il solstizio d’estate. Il prodotto della fecondazione cominciava a svilupparsi e a crescere secondo le volontà delle divinità maschile e femminile. Si celebravano i frutti e le lunghe giornate di luce che portavano le persone a ritrovarsi fino a tardi per convivialità e comunione. Era il momento propizio per consolidare i rapporti e far sì che la comunità crescesse anche in seno a questa unione.

  • Lammas, Lughnasadh, Lughnasa o Lunasa: coincideva con la notte del 31 luglio. Rappresentava il momento in cui i raccolti erano iniziati e si gioiva della generosità degli dei o si pregava affinché giungessero maggiori prodotti dalla terra. In ogni caso, la festa rappresentava l’abbondanza e la prosperità. Allo stesso modo le persone dovevano ringraziare per ciò che possedevano e soprattutto per il dono più grande: la vita.

  • Alban Elued, Modron, Mabon: tra il 21 e il 23 settembre. Le festività segnavano una sorta di declino della vita. Era il tempo di raccogliere gli ultimi frutti della terra e fare dei bilanci. La stessa produttività della terra iniziava ad assottigliarsi in vista della stagione più fredda e segnava l’inizio di una parte più distensiva e introspettiva per le persone, le quali iniziavano a dedicare più tempo alla famiglia.

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