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SatoR ArepO TeneT OperA RotaS è un’antica formula magica palindroma, scritta in lingua latina e ritrovata come effige in diversi monumenti. Purtroppo, il significato autentico è sconosciuto, sebbene siano riconoscibili l’etimologia dei vocaboli impiegati.

Si tratta probabilmente di una frase propiziatoria, assoggettata alla proprietà magica del poter leggere le parole sia da destra, sia da sinistra, senza che il risultato cambi.

D’altronde un tempo si dava molto importanza all’uso delle parole, come sottolinea Platone in uno dei suoi scritti, in cui sottolinea come il nome proprio di persona sia un presagio del proprio destino.

Formula magica sator arepo tenet opera rotas

SatoR ArepO TeneT OperA RotaS: a ciascuno il suo significato

 

La formula magica in questione è conosciuta come “Il quadrato di Sator” ed è stata ritrovata in diverse parti in Europa. Per fare un esempio, qui in Italia si trova inscritta sul fianco nord del Duomo di Siena.

Vanta una composizione quasi aritmetica, al pari della celebre formula dell’Abracadabra, anch’essa trascritta all’interno di un triangolo ascendente.

Sator significa agricoltore, in particolare il seminatore. Invece, in senso figurato vuol dire genitore o creatore. Il vocabolo può essere inteso anche come riferimento alla Natura o alla divinità di Saturno, responsabile proprio del mondo agricolo.

Invece, Arepo ha una connotazione arcaica e misteriosa, difatti non si trova alcuna corrispondenza in vocaboli o in nomi propri. Esistono varie teorie in merito e associazioni di parola, ma tutte ancora da confutare.

Secondo Silvana Zanella, l’arepo è un attrezzo agricolo, lo stesso che oggi chiamiamo roncola. In tal senso Sator Arepo è l’equivalente del seminatore con la roncola.

Inoltre, la falce o la roncola è un attributo di Saturno, e si ricollega alla figura responsabile del mondo agricolo e della natura più in generale.

Tenet come parola centrale indica guida, ma altresì i verbi tenere e reggere. Per cui potrebbe collegarsi anch’essa alla roncola o a chi la tiene in mano.

Opera viene tradotta al pari di “con cura“, mentre Rotas corrisponde a ruote, le quali potrebbero riferirsi a quelle di un carro, al destino o alle sorti della civiltà o della storia.

Quadrato di Sator

Altre chiavi di lettura della formula magica

 

Secondo alcune ipotesi, leggendo in maniera bustrofedica, ossia cambiando la lettura delle righe, si ottiene la frase: “Sator Opera Tenet Arepo Rotas” il cui significato è “Il seminatore decide i suoi lavori quotidiani, ma il tribunale supremo decide il suo destino”.

In pratica, si sottintende che l’uomo è libero di scegliere le sue gesta, le sue parole e le sue azione, ma solo Dio è responsabile del suo destino.

In contrapposizione, un’altra teoria sostiene che il significato delle parole arriva per gradi, fin dove arriva la conoscenza individuale. Ciascuna visione religiosa, filosofica, numerica o civile fornisce una lettura diversa, suddivisibile per la profondità dello studio dell’essere umano.

Lo spered gouez nella tradizione bretone equivale allo spirito indomito e selvaggio affine e corrispondente alla natura. In pratica, chi ne viene pervaso, agisce secondo saggezza e sensibilità.

A possedere la qualità erano perlopiù i saggi, gli indovini o gli stregoni. Per quale motivo? Merito della loro capacità di sentire e di percepire l’etereo e l’immanente.

Una volta catturato questo valore il fortunato, o la fortunata, acquisivano le facoltà di comunicare con gli animali selvatici o domestici, nonché di poter attingere alle antiche fonti del sapere.

In pratica, diventavano consapevoli del mondo magico e potevano interagire con esso con estrema facilità. Oggi lo spirito selvaggio è quasi dimenticato, sebbene si riveli ancora in certi atteggiamenti o prese di posizioni insospettabili.

spered gouez e la connessione con la natura

L’antico spered gouez: quando il confine tra essere umano e natura era labile

 

Spiritualità e filosofia sono strettamente interconnesse con il mondo magico. In passato, erano argomenti correlati e quasi indistinguibili. La conoscenza e la consapevolezza sbocciava dal contatto con il divino, in veste di Madre Natura.

Lo spered gouez non era un’attitudine spontanea, bensì una conquista, riservata a pochi eletti. La sua presenza bastava a fortificare la persona, ad affinare la sua acutezza mentale e a liberare le sue facoltà percettive.

Uno spirito indomito e selvaggio che non aveva alcuna connotazione, se non quella di fiorire come un dono o un’intercessione della natura.

Mago Merlino era spesso posseduto dallo spered gouez, soprattutto quando soggiornava nel suo Esplumoir nella Foresta di Brocéliande. Difatti, in quel frangente il mago si era trasformato in un uccello e all’interno della sua capanna riprendeva le sembianze umane.

Invece, per tutti gli altri, lo spirito selvaggio avvicinava l’essere umano alla natura, lasciandogli intendere i suoi bisogni.

spirito indomito e selvaggio

Come riconoscere lo spirito indomito e selvaggio

 

Oggi è ancora possibile avvicinarsi allo spirito indomito e selvaggio, basta prestare attenzione ai messaggi della Natura, i quali sono molteplici e variegati.

Per esempio, potrebbe avvenire la caduta di una ghianda proprio mentre stiamo passando sotto una quercia. In quel caso, l’albero ci vuole comunicare qualcosa.

Oppure, un vento spingente verso una certa direzione sta tentando di indicarci la via da percorrere. Allo stesso modo, un animale selvatico che si presenta con una certa frequenza è indice di un messaggio che deve essere consegnato.

Si tratta di evenienze a cui prestiamo poca attenzione, e che invece desiderano instaurare quel collegamento tra il mondo magico e quello razionale oramai spezzato.

Pertanto, riappropriamoci del nostro spirit gouez attraverso l’ascolto attivo, la meditazione e la concentrazione. Quel potere vive dentro di noi e attende solo di poter essere espresso con pienezza.

Le varianti Wicca comprendono le correnti spirituali che si sono succedute nel corso del tempo, ovvero dall’avvento del neopaganesimo. Fu in occasione dell’abolizione della Legge sulla Stregoneria in Inghilterra nel 1951 a dare adito a nuove visioni religiose di stampo magico, esoterico e pagano.

E in particolare, furono un gruppo di teosofici tra cui Gerald Gardner e Doreen Valiente a spingere la formazione di una formula pagana ben specifica, denominata Wicca.

Ma possiamo risalire a filosofie neopagane ben più radicate nel tempo come ci ha dimostrato il filone neopagano del druidismo, sviluppatosi sempre in Inghilterra.

Le varianti Wicca: ecco quali sono

 

Le varianti Wicca le trovi riassunte nello schema che all’occorrenza puoi scaricare. Negli anni Cinquanta si sono succedute le varianti Wicca Gardneriana e Wicca Celtica.

In successione, sono nate la Wicca Alexandriana negli anni Sessanta, l’Algard Wicca, la Seax Wicca e la Wicca Dianica negli anni Settanta. Negli anni Ottanta comparve la Reclaiming Wicca e infine la Pop Culture Wicca.

L’evoluzione non è terminata poiché la Wicca sta diventando sempre più un culto da seguire in solitaria, ascoltando ciascuno le proprie necessità e suggestioni mistiche.

riassunto schema varianti Wicca

Gardneriana

La Wicca Gardneriana è la variante Wicca più seguita. Fu proprio il fondatore di questa nuova corrente neopagana a dare vita ai testi a cui fanno riferimento gli adepti.

In particolare, scrisse dei libri di spiegazione e introduzione alla Wicca, nonché il famosissimo ‘Libro delle Ombre‘ in cui si ritrovano i rituali e incantesimi della pratica magica. I testi non sono pervenuti in forma originale poiché il culto venne tramandato in via esoterica.

Celtica

Come si può dedurre facilmente dedurre dal nome, la variante corrisponde a una commistione tra mitologia celtica e culto della Wicca. Gli adepti sono devoti alle divinità che hanno corollato i racconti mitologici celtici, ognuno finendo per scegliere la propria divinità.

In questo ambito esiste una suddivisione della Wicca Celtica tra quella americana, fondata da Jessie Bell o Lady Sheba e l’originale celtica fondata da Gavin Frost. Quest’ultimo diede vita, assieme alla moglie, alla prima Chiesa Wicca ufficialmente riconosciuta.

Alexandriana

La corrente prende il nome dal suo fondatore Alex Sanders, il quale volle abbinare al nome anche il ricordo della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, per imprimere consistenza al culto.

Il suo culto si diffuse soprattutto in Canada e in America e la sua particolarità è quella di aver introdotto le pratiche di stregoneria e la Cabala, come forma di divinazione.

Tuttavia, le differenze con le altre varianti non finiscono qui, poiché la Wicca Alexandriana richiede un processo di iniziazione molto lungo al fine di testare la vera dedizione degli adepti.

Algard (varianti Wicca)

Fu Mary Nesnick a fondare nel 1972 l’Algard Wicca con l’intento di unire le sfaccettature della proposta Gardneriana con quella Alexandriana. Lei stessa seguì entrambe le correnti prima di cercare un punto di unione in grado di assorbire i diversi precetti.

In qualche modo, Mary voleva appianare le rivalità tra le due varianti Wicca e rendere, di conseguenza, il culto adattabile a qualsiasi esigenza spirituale.

simboli del paganesimo

Seax

Dopo dieci anni di professione alla Wicca Gardneriana, il sacerdote e saggista Raymond Buckland decise di formare la sua personale visione sacra. E creo quindi la Seax Wicca che può essere tradotta come la Tradizione della Stregoneria Sassone.

Il fondatore scelse di non creare un percorso iniziatico troppo complesso bensì introdusse quasi un auto approccio alla disciplina spirituale. L’adepto poteva così immergersi nel culto seguendo riti e cerimonie tradizionali, ma secondo i suoi tempi.

Un’altra differenza è la scelta di invocazione alle divinità che non erano più il Dio Cornuto e la Dea Madre come richiesto da Gardner, bensì con le divinità norrene Woden e Freya.

Wicca Dianica (varianti Wicca)

In questa variante Wicca viene venerata la Dea Madre, seguendo un’accezione femminista, che viene declinata all’invocazione della Dea della caccia Diana.

È interessante notare che già negli anni Settanta era radicato il concetto di cisgender, inteso come femminilità innata e identificata con il sesso biologico indicato dalla nascita.

Pertanto la sua fondatrice, l’attivista Zsuzsanna Budapest volle rafforzare il potere femminino per erigerlo contro il patriarcato.

Reclaiming

Anche per Starhawk Backer e Diane Baker il ruolo della donna rivestiva un ruolo di estrema importanza nella società e andava migliorata e valorizzata l’immagine femminile.

Nacque così nella Baia di San Francisco la Reclaiming Wicca con l’obiettivo di promuovere l’emancipazione femminile. Pertanto, il culto lasciava le porte aperte a chiunque volesse studiare, senza vincoli di iniziazione o gerarchia.

Un fattore estremamente importante per questa corrente è l’attivismo declinato alla politica, all’ambiente, al sociale, alla comunità, eccetera.

Pop culture 

In questo fervente periodo storico impregnato di New Age, la Wicca assume un carattere polivalente introducendo tecniche di respirazione, di meditazione e altre discipline olistiche.

Ad amplificare il culto della Wicca furono i media con i prodotti editoriali e televisivi, i quali destarono interesse soprattutto nelle giovani generazioni.

Ai praticanti di vecchio stampo l’avvento di questo nuovo approccio culturale faceva storcere il naso ma nonostante ciò, la professione della Wicca venne completamente ridisegnata.

correnti spirituali

Approfondimenti sul tema:

La lista delle festività pagane riassume le celebrazioni dell’anno e la loro trasformazione nel corso dei secoli. Innanzitutto bisogna considerare il nome di richiamo alle festività: il sabba o sabbat.

Per come lo intendiamo oggi, o meglio – per come ci è stato tradotto il termine dalla religione cristiana – il sabba è una riunione fra streghe, le uniche detentrici della religione pagana.

Tutto ciò che riguardava il paganesimo, ricordava gli echi di una religione barbarica e preistorica. Pertanto, la Chiesa fece di tutto per estirpare queste rimembranze dalla popolazione rurale così da avanzare in direzione della cosiddetta ‘civiltà’.

 

feste pagane lista

 

Lista delle festività pagane

 

Le festività pagane sono rappresentate dalla Ruota dell’anno e si evidenziano nella mitologia celtica sotto forma di ringraziamenti nei confronti della Terra e dei suoi frutti. Nelle otto celebrazioni si fondono le divinità maschile e femminile in un movimento perpetuo di nascita e morte.

Lista delle festività pagane:

  •  Samhain: notte del 31 ottobre. Oggi è riconosciuta come la festa di Halloween ma in antichità era festeggiata poiché segnava la fine della raccolta e l’inizio del riposo invernale. Il terreno aveva così il tempo per prepararsi alla prossima semina e dare i frutti desiderati. Da un punto di vista spirituale, invece, la notte segnava un ponte di passaggio fra il mondo dei vivi e quello dei morti: era il momento in cui si potevano rincontrare i propri antenati.

  • Yule o Yuletide, Mōdraniht o Modranicht, Alban Arthuan: la notte del 21 dicembre. La festa cade con il solstizio di inverno ed era festeggiata per ingraziarsi la Madre Terra e pregarla che rendesse fecondi i raccolti nell’anno a venire. Modranicht è l’equivalente germanico della festa celtica e anglosassone, in cui venivano fatti anche dei sacrifici con animali e, forse, anche umani. In questo periodo venivano festeggiate anche le feste di Saturnali, da metà dicembre al primo gennaio, dalle popolazioni romane per ingraziarsi i favori del dio Saturno. i Romani festeggiavano il Dio Saturno con le Saturnali, che avevano inizio a metà dicembre per finire il primo gennaio. La naturale evoluzione della festa coincide con il nostro Natale.

  • Imbolc, Candelora: il primo o il due febbraio. La festa corrisponde anche alla celebrazione di Santa Brigida ed era il momento in cui si invocavano le nascite, il latte e la realizzazione del formaggio. La festa è di origine celtica sebbene anche in epoca Romana la dea Februa o Giunone, durante il periodo delle calende, adottate poi dalla cristianità come festa della Candelora. Da un punto di vista spirituale in ogni sua declinazione la festa ha conservato il valore di purificazione della propria anima dai peccati e dalle malvagità.

  • Ostara, Alban Eiler: festa che intercorre tra i 20 e il 23 marzo. È il momento in cui la natura si risveglia, le piante iniziano a germogliare e il ciclo della vita ricomincia il suo corso. Nascono in questo contesto le nuove opportunità, si diramano potenti energie che, se indirizzate bene, offrono valide possibilità. Periodo di rinascita che si contrappone al periodo di morte dell’inverno.

sabba e celebrazioni

  • Beltaine, Calendimaggio: festa del primo maggio. Oggi è stata sostituita dalla festa dei lavoratori forse anche in senso simbolico, in quanto il lavoro è il motore di una società. Mentre nel paganesimo si festeggiava il sabba per invocare la fecondità della terra affinché garantisse un buon raccolto nei mesi estivi a venire. Il femminile e il maschile si incontravano e davano vita a questa possibilità. Ragazze e ragazzi seguivano l’esempio delle divinità e si offrivano per il benessere del villaggio.

  • Litha e Alban Heruin: la festa del 21/22 giugno coincideva con il solstizio d’estate. Il prodotto della fecondazione cominciava a svilupparsi e a crescere secondo le volontà delle divinità maschile e femminile. Si celebravano i frutti e le lunghe giornate di luce che portavano le persone a ritrovarsi fino a tardi per convivialità e comunione. Era il momento propizio per consolidare i rapporti e far sì che la comunità crescesse anche in seno a questa unione.

  • Lammas, Lughnasadh, Lughnasa o Lunasa: coincideva con la notte del 31 luglio. Rappresentava il momento in cui i raccolti erano iniziati e si gioiva della generosità degli dei o si pregava affinché giungessero maggiori prodotti dalla terra. In ogni caso, la festa rappresentava l’abbondanza e la prosperità. Allo stesso modo le persone dovevano ringraziare per ciò che possedevano e soprattutto per il dono più grande: la vita.

  • Alban Elued, Modron, Mabon: tra il 21 e il 23 settembre. Le festività segnavano una sorta di declino della vita. Era il tempo di raccogliere gli ultimi frutti della terra e fare dei bilanci. La stessa produttività della terra iniziava ad assottigliarsi in vista della stagione più fredda e segnava l’inizio di una parte più distensiva e introspettiva per le persone, le quali iniziavano a dedicare più tempo alla famiglia.

Fare un approfondimento sulla wicca significa andare a scoprire una branca del paganesimo piuttosto moderna e ricercata nel mondo. Il libro a cui faccio riferimento per questo articolo è wicca di Scott Cunningham.

L’autore è forse fra i più famosi promotori del movimento wicca, in quanto le tecniche da lui insegnate permettono un approccio alla spiritualità solitaria e personale.

Ma nel mondo esistono diversi gruppi di wicca che richiedono una preparazione e una formale iniziazione. Senza conoscere un membro del gruppo, la persona non può entrare e praticare la religione pagana.

In tal senso, Cunningham sostiene che l’ingresso sia una forma di limitazione per chi vuole praticare una religione alternativa rispetto a quella imposta dallo stato, e questo motivo l’ha spronato a scrivere una sorta di manuale per favorire la conoscenza della wicca a tutti.

Ciò comporta che nel mondo non esista una forma autentica di wicca ma una visione di spiritualità portata avanti da ciascuno di noi adepti. Una liberazione spirituale che ci permette di intraprendere un cammino intimo e solitario.

 

dualismo dio dea wicca

Approfondimento sulla wicca: i principi di base

 

Come abbiamo anticipato, molti gruppi wicca richiedono la conoscenza di un membro del gruppo, la richiesta di partecipazione, una preparazione adeguata e una formale iniziazione.

Secondo Scott Cunningham questa soluzione è limitativa poiché taglia buona parte delle persone che non riescono a entrare in contatto con un gruppo (chiamato in gergo coven), occludendo loro la possibilità di frequentare un sentiero spirituale pagano.

Per questo motivo ha deciso di pubblicare un libro che indica le direttive da seguire per diventare un wiccan praticante autonomo.

Se andiamo a svelare l’approfondimento sulla wicca, vediamo che di base sono tre i pilastri che sorreggono l’intera linea spirituale:

  • il rispetto per la Natura;
  • il duplice culto della Dea e del Dio;
  • l’uso degli strumenti magici e della magia.

La Natura è simboleggiata dal culto della dea e del dio, forze generatrici e distruttrici del mondo. Le origini della wicca sono sciamaniche e quindi non può mancare la componente magica come tessuto a sostegno della spiritualità inconscia.

Solo che, con il trascorrere del tempo, la wicca si è distaccata dalle forme allucinogene o dalle prove di dolore arcaiche, aggiungendo componenti che raggiungono lo stato di alterazione psicologica attraverso la meditazione, la danza, la concentrazione e la visualizzazione.

la natura secondo la wicca

La natura e le divinità secondo la wicca

Uno dei principi fondamentali della religione pagana è il rispetto per la natura, per sé stessi e, di riflesso, anche verso gli altri. Nessuna azione deve danneggiare il contesto e le persone con cui viviamo.

Per consolidare il rapporto con la Natura i wiccan parlano con le piante, con i fiori, con gli animali e percepiscono le energie sottili con gli elementi naturali. Ciò richiede un conseguente impegno ecologico.

L’approfondimento sulla wicca richiede la sovrapposizione della natura con le divinità, immagini speculari degli aspetti maschili e femminili. Non esiste contrapposizione o superiorità di valore: uomo e donna sono uno lo spettro dell’altra.

In particolare la Dea è spesso raffigurata in una triplice forma: la Fanciulla, la Madre e l’Anziana. Queste 3 forme rappresentano le fasi della luna e le successioni agricole di semina, crescita e raccolta. Lo stesso il Dio nasce in inverno, cresce in primavera e muore in inverno.

Il Dio è il sole che nutre e fornisce energia. Senza di lui il raccolto sarebbe compromesso perciò è necessario che ci sia una continua e perpetua collaborazione fra le due divinità.

Il culto del Dio e della Dea favorisce il wiccan nell’arte magica intervenendo a portare luce, energia e sostegno nelle buone intenzioni. A questo proposito Cunninghan dice:

 

«Sia il potere personale che quello della Terra sono manifestazioni del potere divino. Questa è un’energia che esiste nella Dea e nel Dio – la forza vitale, la fonte del potere universale – che ha creato tutto ciò che esiste. Durante i rituali, i wiccan possono dirigere il potere personale verso una divinità, chiedendo che esaudisca un bisogno specifico. Questa è veramente magia religiosa».

 

strumenti magici per wiccan

 

L’uso degli strumenti magici

Durante l’esecuzione dei rituali magici o nella creazione di incantesimi, i wiccan utilizzano diversi strumenti magici. Non è necessario avere tutti gli utensili a disposizione, ciò che è importante è l’esecuzione delle azioni.

Di solito, ogni rituale o incantesimo deve seguire la richiesta di sostegno da parte di entrambe le divinità, le quali sapranno guidare la persona verso la corretta esecuzione e la riuscita del proposito magico.

Per fare ciò saranno necessari:

  • una scopa per la pulizia dei luoghi in cui si compie la magia;
  • una bacchetta magica per invocare le divinità o per tracciare dei segni sul terreno;
  • un incensiere per creare l’atmosfera giusta;
  • un calderone o una coppa in cui preparare le nostre pozioni magiche;
  • il coltello da rituale con il manico nero per catturare le energie;
  • la sfera di cristallo come supporto alla divinazione e una campana di accompagnamento;
  • il pentacolo come amuleto.

Alla collezione di strumenti magici vanno aggiunti due libri di estrema importanza per il praticante: il libro delle ombre, il manuale che raccoglie tutte le informazioni per creare sortilegi, divinazioni e rituali magici, e il libro dello specchio, un semplice diario in cui registrare la nostra raccolta personale di pratiche magiche e i nostri progressi. Il libro è conosciuto anche con il nome di grimorio.

 

pentacolo

 

Approfondimento sulla wicca: i rituali da rispettare

Le festività della wicca corrispondono alle festività celtiche. Pertanto, ogni praticante può ritrovarsi a festeggiare 4 sabbat: Imbolc (2 febbraio), Beltane (30 aprile), Lughnasadh (1 agosto) e Samhain (31 ottobre).

I sabbat sono riti solari, in quanto corrispondono all’evoluzione solare. Ma nella pratica wicca sono compresi anche gli esbat, legati indissolubilmente al ciclo della luna e alle sue variazioni. In questo modo vengono celebrati sia la divinità femminile sia quella maschile.

Anche i solstizi e gli equinozi sono motivo di celebrazione. Secondo la mitologia della wicca la dea e il dio ebbero un figlio di nome Yule nato il 21 dicembre.

Il solstizio di inverno è il momento più buio e più corto dell’anno, però allo stesso tempo, è anche il momento che segna l’allungamento delle giornate e quindi il ritorno del sole. In questo frangente, la Deo dopo il travaglio si riposa.

La Dea ritrova le sue energie in prossimità di Imbolc ed è pronta per dar vita al terreno e far germogliare le nuove sementi. Ma è quando arriva Olstara, il 21 marzo, nell’equinozio di primavera, che la fertilità si manifesta in tutta la sua esplosione.

Ora le forze vitali del Dio e della Dea si equilibrano così come le ore di luce e di buio. Il figlio, che si sovrappone alla figura del padre, a Beltane diventa adulto ed è pronto per giacere di nuovo con la Dea al fine di perpetrare la nuova vita/l’anno nuovo.

La Dea rimane incinta e a Litha, nel solstizio di mezza estate il 21 giugno, la terra trabocca di fertilità tanto quanto la Dea stessa.

Lughnasadh le giornate si accorciano e le forze del Dio decadono: la parte maschile sta morendo ma rivivrà nella nascita del figlio. Infatti, a Mabon, il 21 settembre durante l’equinozio di autunno, le ore del sole e della luna tornano ad eguagliarsi.

La natura torna a riposarsi e a prepararsi per il parto mentre il Dio sole sta terminando i suoi giorni. Samhain segna il giorno di congedo dal Dio sole, sebbene sia momentaneo. Il giorno dei morti indicava nel culto pagano il tempo del sacrificio e simboleggiava la morte.

In questo momento così solenne i wiccan ricordano gli antenati pur sapendo che i morti non se ne sono andati per sempre ma stanno continuando il loro viaggio, attraverso la reincarnazione, per imparare le lezioni che non hanno ancora terminato di studiare.

Gli uomini seguono lo stesso percorso delle divinità, in un perenne nascere, crescere e morire.

La seconda triade della filosofia druidica contempla in maniera specifica il simbolismo legato alla pratica pagana. In particolare, si sviluppano i temi legati alle energie primarie, alle stazioni dell’anno e all’alfabeto oghamico.

Dalla fusione di questi elementi deriva la creazione del cosmo secondo il modello druidico.

Seconda triade della filosofia druidica

 

Le energie primordiali

L’elemento di base, in comune, che interagisce con le energie primarie è nwyfre, ovvero la forza e il potere stesso della vita.

Nelle altre tradizioni nwyfre è riconosciuta come prana, qi, eccetera. Sebbene sia una forza che pervade l’intero cosmo è presente in misura maggiore in alcune forme rispetto ad altre.

La nwyfre del sole parte dall’alto per dirigersi verso il basso e si percepisce in maniera più potente nelle cime delle montagne rispetto alle valli. I suoi emblemi animali sono rappresentati dalle aquile, dai falchi e dagli aironi. La dicitura che identifica questa forza e sottoscritta nella parola aud oppure od.

Dalla Terra verso l’alto passando per le pietre si muove la nwyfre della terra. Si manifesta con una grande potenza in prossimità di piante e vegetazione, sorgenti, cascate e fonti di acqua risorgiva.

I suoi simboli animali corrispondenti sono il serpente e il drago. Ed è riconosciuta con la sillaba aub oppure ob.

 

“Queste due correnti di energia sono l’ordito e la trama da cui i Druidi ricavano la loro magia”.

 

L’energia solare stimola petto, gola e mani rinforzando le qualità intellettive ed emozionali. È definita corrente della saggezza e ha una forza maschile.

La corrente tellurica stimola pancia, bacino e piedi generando passione, vita ed energia. Rappresenta il femminile ed è chiamata anche corrente del potere.

Le due correnti devono scorrere assieme per generare forza e scaturire un processo di creazione. Esistono in tutti gli esseri umani sotto forma distinta di energia.

In tal senso, possiamo dire che l’essere umano è il terzo elemento che equilibra le due correnti, andandone a formare una terza chiamata aur oppure or che racchiude il segreto della magia druidica.

I nomi più comuni di questo tipo di magia sono: Raggio Verde o corrente lunare, data la sua capacità intermediatrice proprio come fa la luna con la Terra e il Sole. I suoi simboli sono l’uovo, il gioiello e il bambino.

La corrente tellurica e quella lunare esistono da sempre mentre quella lunare è nata dalla relazione dell’essere umano con gli elementi naturali. Quando si manifesta in una persona genera una forte consapevolezza ed energia intellettuale e creativa.

Come generare questa spinta creativa è il segreto racchiuso dagli insegnamenti druidici. Non a caso, il simbolismo di questi tre elementi rientra in uno più noto e famoso. Sto parlando della leggenda del Santo Graal.

La corrente tellurica è rappresentata da un triangolo di fuoco, la corrente solare da un cerchio di luce e la corrente lunare da una mezza luna rivolta verso l’alto. I tre simboli collocati assieme suggeriscono questa figura, che forse farà risuonare il campanello di allarme a più di qualcuno.

Secondo la seconda triade della filosofia druidica il Santo Graal è l’emblema dell’essere umano, in scala maggiore è la rappresentazione della Terra.

 

correnti primordiali e Santo Graal

 

Le stazioni dell’anno nella seconda triade della filosofia druidica

La ripartizione dell’anno ha preso forma solo in epoca moderna. Lo scorrere del tempo era regolamentato dagli equinozi e dai solstizi. In pratica, ogni sei settimane e mezzo c’è una festività.

Le festività che vengono ancora oggi festeggiate dagli iniziati druidi sono:

  • Samhuinn, 1° novembre;
  • Alban Arthuan, 21 dicembre;
  • Imbolc, 2 febbraio;
  • Alban Eiler, 21 marzo;
  • Belteinne, 1° maggio;
  • Alban Heruin, 21 giugno;
  • Lughnasadh, 1° agosto;
  • Alban Elued, 22 settembre.

È interessante notare come le stesse festività pagane siano oggi state tramutate in festività cristiane, sebbene sotto altre spoglie.

La ruota dell’anno rappresenta una sorta di cosmogramma tracciato nel tempo anziché nello spazio. Il festeggiamento dei rituali sono un passaggio attraverso il quale l’individuo ritrova il suo centro e la sua piena consapevolezza spirituale.

calendario pagano e la seconda triade della filosofia druidica

Ogham, l’alfabeto degli alberi

In questa sezione parleremo in maniera superficiale dell’Ogam perché sarà approfondito nel corso di altri articoli più specifici.

Lo studio dell’alfabeto è importante per gli aspiranti druidi, in quanto agisce in sintonia e armonia con la ruota dell’anno e le correnti energetiche.

Le più antiche iscrizioni dell’alfabeto ogamico risalgono a una pietra eretta nel III secolo d.C. ma secondo gli studiosi i riferimenti sono antecedenti.

È composto da venti lettere di base, chiamate Feda e da cinque lettere aggiuntive chiamate forfeda. Le lettere sono racchiuse in gruppi da cinque chiamati aicme.

Ogni feda è collegato a un albero, un uccello, un attrezzo agricolo, un colore e un’arte. L’alfabeto funge da veicolo di comunicazione, nonché pratica divinatoria, conosciuta solo dai praticanti e dagli studiosi della seconda triade della filosofia druidica.

Lo studioso britannico Robert Graves ci ha aggiunto un calendario e altri addirittura uno zodiaco celtico di 13 segni.

 

Approfondisci la filosofia druidica: