Articoli

L’effetto apotropaico è un fenomeno osservato in diverse culture del mondo e manifestatosi in differenti periodi storici. Si riferisce alla capacità di alcuni oggetti, simboli o rituali di allontanare il male o le influenze dannose.

Il termine “apotropaico” deriva dalla parola greca apotropaios, che significa “allontanare” o “scongiurare”. Il concetto di apotropaismo è strettamente legato alla pratica della magia e alla superstizione.

Non a caso, riflette il desiderio profondo dell’umanità di proteggere se stessa e la propria comunità dalle minacce percepite.

Esempi di apotropaismo

 

Uno degli esempi più comuni dell’effetto apotropaico è l’uso di amuleti e talismani. Si ritiene che questi oggetti possiedano proprietà magiche in grado di proteggere chi li indossa da eventuali danni.

Per esempio, nell’antico Egitto si indossavano amuleti come l’Occhio di Horus o il simbolo dell’Ankh per allontanare gli spiriti maligni e assicurarsi la buona sorte.

Allo stesso modo, nell’Europa medievale si portavano talismani come le medaglie di San Cristoforo o le croci per proteggersi da pericoli e malattie. Un altro esempio di effetto apotropaico può essere visto nell’uso di simboli e gesti.

Molte culture hanno sviluppato gesti o simboli specifici che si ritiene abbiano poteri protettivi. Per esempio, nell’Induismo il gesto del mudra è usato per allontanare gli spiriti maligni e attirare energia positiva.

Nel cristianesimo, il segno della croce è spesso usato come simbolo di protezione e di fede. Oltre agli oggetti e ai simboli, l’apotropaismo si esprime anche attraverso vari rituali e pratiche.

Questi possono includere cerimonie di purificazione, esorcismi o preghiere. Per esempio, nell’antica Grecia si eseguivano rituali di purificazione per ripulirsi dalle impurità e allontanare gli spiriti maligni.

effetto apotropaico rock

Effetto apotropaico moderno

 

L’effetto apotropaico è presente ancora oggi in molte culture, laddove si prega o si medita per proteggersi dalle energie negative e promuovere risultati positivi.

Ma è anche nascosto in gesti insospettabili. Hai presente l’indice e il mignolo alzati a simboleggiare la musica rock? Pare sia stato adottato da Ronnie James Dio, un cantautore statunitense famoso per essere stato uno dei protagonisti del genere heavy metal.

Fu il frontman di band iconiche come i Black Sabbath e nel palco si esibì spesso con il gesto delle corna, a imitazione dalla nonna italiana.

Non a caso, la donna faceva quel gesto per allontanare le energie negative e il male, e nel mentre diventò l’emblema di quel genere musicale.

Invece, il gesto a tre corna si è diffuso grazie a John Lennon dei Beatles, lo fece nella copertina del 45 giri dell’LP Yellow Submarine del 1966 nella versione inglese. Il significato è diverso rispetto a quello con le sole due corna, e significa semplicemente ‘I love you’.

In conclusione, l’effetto apotropaico è un fenomeno affascinante che riflette il desiderio profondo dell’umanità di proteggere sé stessi e la propria comunità dalle minacce percepite.

Sebbene gli oggetti, i simboli e le pratiche specifiche associate all’apotropaismo possano variare da una cultura all’altra, e da un periodo storico all’altro, il principio di fondo rimane lo stesso: allontanare il male e invitare la buona sorte a palesarsi.

Hocus Pocus è una formula magica senza senso o le due parole messe insieme assumono un significato ben specifico?

Secondo l’idioma britannico odierno la frase assume un valore di “stupidaggini inventate”, in associazione alla locuzione It is all a load of Hocus Pocus, il cui significato letterario è : “Sono tutte sciocchezze”.

Eppure da qualche parte il termine è stato generato, e a quanto pare nasconde delle velleità magiche. Il suo significato intrinseco pare essere una formulazione in grado di far accadere qualcosa.

Data la generalità del termine, si presuppone che questo ‘qualcosa’ possa essere di componente magica. Difatti, in passato venne usato dai maghi, dagli illusionisti e dai giocolieri.

 

hocus pocus formula magica

 

L’origine di Hocus Pocus

 

Le origini delle parole Hocus Pocus sono evanescenti e sfumate. Le testimonianza più accreditate spingono verso una contrazione della liturgia cattolica legata all’eucarestia, in cui veniva pronunciata la frase Hoc est enim corpus meum.

Hoc est corpus, in sostanza, sarebbe diventato Hocus Pocus, secondo la teoria di John Tillotson, un prelato britannico anglicano. Il sacerdote sostenne nel 1694 che i maghi presero in giro la transustanziazione, trasformando il processo in un incantesimo satirico.

In pratica, il mondo magico voleva prendere in giro i prelati per la loro capacità di tramutare il corpo di Cristo in una particola durante il periodo dell’eucaristia.

Ma c’è anche chi accredita la formula all’associazione dei termini ungheresi hőcseré e pokol, i quali significano rispettivamente ‘scambio di calore e inferno’.

Le due parole erano associate alla negromanzia e alla stregoneria, sotto forma di incantesimo folkloristico e familiare. La sua funzione era quella di assorbire energia dagli inferi per poi utilizzarla a proprio piacere.

Un’altra ipotesi arriva dal contesto gallese e, in particolare, in relazione al folklore nordico. Il mago Ochus Bochus ne sarebbe l’artefice, anche se può riferirsi alla frase di origine gallese hovea pwca, la quale descrive uno scherzo con intenti fraudolenti.

Possiamo quindi evincere che il contenuto autentico della formula rimane pressoché oscuro, sepolto sotto la polvere del tempo e nello sfavillare delle epoche remote. Dal termine sono stati tratti due film, uno originale del 1993 e l’ultimo del 2022.

Le Ephèsia gràmmata sono una sequela di parole pronunciate per creare una barriera magica contro gli influssi negativi. Difficile stabilire una data di origine: quello che sappiamo è che questa formula veniva pronunciata in età antichissima.

Gli unici a conoscere il significato e il modo corretto per formulare le parole erano gli dèi e gli stregoni, detentori assoluti del potere. Si narra, infatti, che le parole risalgano a una lingua speciale, conosciuta da pochi eletti, di cui si sono perse le tracce.

Le Ephèsia gràmmata erano conosciute anche con il nome di “lettere efesine” mentre i più le indicavano come “parole senza senso”, perché non ne riconoscevano il significato.

E non le capivano non perché fossero incomprensibili, ma piuttosto inaccessibili ai profani. Si vociferava, infatti, che le parole fossero incise da mani divine nel Tempio di Artemide a Efeso. Una versione della formula venne ritrovata in parte danneggiata a Himera in Sicilia.

scrittura di incantamenti

 

Le parole di Ephèsia gràmmata

 

Le parole erano una sorta di mantra e potevano proteggere solo chi le pronunciava in maniera corretta. In caso contrario, risultavano inefficaci. Il potere riguardava in esclusiva il suono e, secondo Plutarco, erano consigliate anche dai Magi per liberarsi dalla possessione demoniaca.

Immagino crescere il tuo interesse nel conoscere quali siano queste parole, giusto? Ebbene, la sequenza dell’Ephèsia gràmmata è composta dalle parole:

  • àskion;
  • katàskion;
  • lix;
  • tètrax;
  • damnamenèus;
  • aìsion (aìsia).

lettere efesine: ephèsia gràmmata

ΑΣΚΙ(ΟΝ) ΚΑΤΑΣΚΙ(ΟΝ) ΛΙΞ ΤΕΤΡΑΞ ΔΑΜΝΑΜΕΝΕΥΣ ΑΙΣΙΟΝ (o ΑΙΣΙΑ )

 

La formula magica era recitata per agire da talismano contro gli influssi negativi e si presupponeva creasse una barriera magica a protezione di chi la formulava.

Oppure poteva essere lo stregone a recitare le parole per dare protezione a qualcun altro. In questo caso l’effetto era maggiore perché le lettere erano pronunciate con maggiore frequenza.

L’intensità rafforzata era dovuta proprio alla conoscenza arcana del significato, volta a potenziarne gli effetti.

Un altro modo per ricevere un’adeguata protezione dall’Ephèsia gràmmata era quella di scrivere le lettere efesine in una striscia di papiro cucita all’interno di piccole borse di cuoio.

Le borse dovevano sempre essere portate e fungevano da amuleto. Chi costruiva l’accessorio lo personalizzava, affinché agisse nello specifico per le esigenze del destinatario.

Pertanto, l’operazione di cucitura e di realizzazione era compiuta dal mago, il quale si preoccupava di rendere la borsa sigillata magicamente da una protezione personale.