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La divinazione con le rune prevede diverse tecniche sebbene l’originale sia pervenuta fino a noi grazie al contributo dello storico Tacito. Le rune sono anche un alfabeto per cui la pratica divinatoria e la scrittura differiscono nell’applicazione.

L’elemento affine rimane la connessione con Odino. Secondo la mitologia norrena Odino era una divinità saggia, simbolo della conoscenza, perciò la lettura delle rune avrà un tono consigliere piuttosto che un’imposizione.

L’aiuto dei bastoncini ci arriva quando abbiamo un quadro confusionario della nostra vita e del nostro futuro e non riusciamo a trovare la chiave di lettura.

Pertanto, avviciniamoci alla divinazione con le rune avendo rispetto della saggezza antica, altrimenti Odino non tenderà le mani della conoscenza in nostro favore.

Le rune possono essere usate anche come talismano, così avremo sempre una suggerimento da parte di Odino per affrontare con determinazione la quotidianità.

Metodi di divinazione con le rune

Divinazione con le rune

 

METODO NUMERO 1 DIVINAZIONE CON LE RUNE

Il metodo classico di divinazione con le rune, giunto fino ai giorni nostri tramite la descrizione dello storico romano Tacito, è quello chiamato delle “Tre Norne”. Le Norne sono le custodi del fato: le uniche in grado di rivelare il nostro futuro.

Dobbiamo mescolare le rune all’interno di un sacchetto e prenderne a caso tre alla volta. Adagiamo le rune sopra un panno bianco o chiaro e procediamo alla lettura del significato da sinistra verso destra.

Prima di proseguire dobbiamo formulare una domanda specifica e precisa al fine di ottenere una risposta altrettanto ficcante.

Le rune sono le seguenti: Urd, Verdandi e Skuld. Urd è il passato e simboleggia l’origine del nostro problema. Verdanti è il presente e suggerisce i riferimenti da cui trarre nutrimento oggi. Skuld è il futuro e offre una panoramica su ciò che ci attende.

La lettura va fatta seguendo la naturale direzione delle rune: perciò se risultano capovolte non dobbiamo girarle ma accogliere il messaggio così come arriva.

Per ottenere un responso completo continuare a leggere le rune secondo la metodologia spiegata per altre otto volte.

DIVINAZIONE CON LE RUNE RUOTA COSMICA: METODO NUMERO DUE

La ruota cosmica richiede l’estrazione di quattro rune così da completare il ciclo stagionale. La posizione delle rune differisce dal metodo delle Norne poiché vanno collocate a formare un rombo.

Il nord corrisponde alla mezza estate (solstizio d’estate), il sud rileva il solstizio d’inverno, l’est corrisponde all’equinozio d’autunno e, infine, l’ovest simboleggia l’equinozio di primavera.

La divinazione con le rune secondo il metodo della ruota cosmica è ottima per iniziare un nuovo anno così da avere una prospettiva completa sulle stagioni presenti e a venire.

La lettura va eseguita seguendo questa direzione:

  • solstizio d’estate (nord);
  • equinozio d’autunno (est);
  • solstizio d’inverno (sud);
  • equinozio di primavera (ovest).

simbologia nordica

TERZO METODO: A CASO

Su un panno bianco o chiaro vengono lanciate tutte le rune. Quelle che rimangono capovolte e non si possono leggere i simboli verranno ignorate. Se la posizione delle rune imita uno dei simboli va tenuto come tema centrale.

In caso contrario, semplicemente si legge il significato di ciascuna runa legandola all’altra. Quelle che si trovano in posizione centrale hanno maggiore rilevanza in termini di divinazione.

Le rune più distante fungono da suggerimento ma non hanno un’estrema importanza. Quando la runa assume una posizione intermedia (né dritta, né capovolta) bisogna capirne il significato. Si avvicina più a una soluzione negativa o positiva?

L’ULTIMO METODO: UN’UNICA RUNA

Una domanda per una sola risposta: questo è l’ultimo metodo di lettura delle rune. In questo modo andiamo a riproporre il sacrificio di Odino quando gettò il suo occhio nel pozzo di Mimir della conoscenza.

La domanda che faremo riveste una certa importanza in quanto dovrà essere definita, senza che possano comparire delle incomprensioni. La risposta anche se capovolta avrà sempre una voce suggeritrice e mai un responso netto e tagliente.

Perciò, non spaventiamoci a testare questo metodo di lettura!

 

Letture di approfondimento:

La mitologia norrena in sintesi (nordica o scandinava) comprende le credenze delle popolazioni dell’Europa del nord e dei popoli germanici. I racconti fanno parte del periodo vichingo, quel lasso di tempo che attraversa i periodi del 790 d.C. fino al 1100 d.C.

A terminare il culto fu l’avvento dei cristiani, sebbene le radici spirituali fossero più difficili da estirpare.  Le testimonianze della mitologia norrena arriva ai posteri sotto forma di poesia.

I testi di riferimento sono l’Edda poetica e le Prose Edda, comunemente conosciute come l’Edda di Snorri Sturluson.

La prima è una racconta di testi e miti germanici scritta probabilmente intorno al 1270 d.C., mentre la seconda raccoglie i miti vichinghi ma rielaborati in chiave cristiana per conformarsi al contesto storico di allora.

Inoltre, la poesia scaldica e le storie legate al folklore sono state in grado di trasmettere i miti nella loro complessità e creare un quadro più o meno completo delle loro vicissitudini nel regno di Asgard.

I vichinghi avevano un approccio alla religione alquanto intima. Difatti, conducevano rituali e pratiche in maniera arbitraria così da rendere la propria spiritualità aderente al tessuto personale.

Mitologia norrena in sintesi: le divinità

 

Le due principali stirpi divine erano gli Aesir e i Vanir, i quali non andavano d’accordo e spesso si scontravano. Entrambi i gruppi vivevano nel regno di Asgard, considerata la dimora degli dei. Asgard si trovava sopra i nove mondi, sul ramo più alto del Yggdrasil, il frassino del mondo.

Le due fazioni rivestivano ruoli differenti: gli Aesir dominavano i cieli e sovraneggiavano la guerra, la forza e la sapienza. I Vanir presiedevano la terra e i loro ambiti di interesse virano  verso la fertilità, il piacere e la magia.

Pertanto, chi aveva bisogno di un consiglio sulla direzione da prendere o riguardo delle sfide da affrontare invocava gli Aesir. Chi era maggiormente in contatto con la terra e viveva dei suoi frutti invocava i Vanir.

A causa dei continui battibecchi le due distinte famiglie di divinità si scontrarono per poi mescolarsi, dando vita a una sola stirpe divina. Erano venticinque le divinità appartenente alla famiglia degli Aesir, il cui capo indiscusso era Odino.

mitologia norrena in sintesi e le divinità

 

Gli Aesir: ODINO e FRIGG

Odino veniva soprannominato ‘Il terribile’ segno che la sua sanità mentale non fosse delle più equilibrate. Infatti, amava incoraggiare gli uomini a fare guerra o a creare conflitti.

Ma il dio non interagiva mai con i semplici soldati bensì con chiunque detenesse il potere. I suoi simboli erano l’orso e il lupo, ed erano ricercati sia dai nobili sia dai banditi, i quali si ritrovavano nel desiderio di caos insita nella divinità.

Le scorribande di Odino sono magistrali. Rubò l’idromele ai giganti per ottenere il dono della poesia, si tolse un occhio con la sua lancia per offrirla al guardiano Mímisbrunnr e ottenere così la visione di saggezza.

Ma forse l’atto più memorabile fu quello di rimanere impiccato per nove giorni al ramo dell’Yggdrasil al fine di raggiungere la suprema conoscenza definita dalla lettura delle rune.

Frigg era la moglie di Odino e madre di Baldur, la quale veniva spesso scambiata per Freya, una divinità Vanir. Possedeva il seidr, ovvero la magia di alterare gli eventi intervenendo sul futuro.

THOR e BALDUR

Thor è noto per essere il dio del fulmine e del tuono, il quale incarnava i valori di un combattente: lealtà, onore e forza. Difendeva Asgard dagli attacchi dei giganti.

La divinità era figlio di Odino e della gigantessa Jörð ed era sposato con Sif, la dea del grano e delle messi, anch’essa grande combattente. Viene raffigurato su un carro magico trainato da capre, le quali venivano mangiate per poi rinascere al tocco del suo magico martello, il Mjolnir.

Il martello veniva lanciato contro i nemici e poi ritornava indietro al legittimo proprietario. Thor però non era solo un combattente bensì anche un protettore del raccolto e della fertilità, grazie alle sue capacità di far piovere contro la siccità.

Baldur era il figlio di Odino e di Frigg, fratellastro di Thor e sposo delle della Nanna, divinità collegata ai cicli lunari, dalla quale ebbe il figlio Forseti, dio della giustizia e della pace.

Era protettore e guardiano dei nove mondi ed era associato ai simboli del mare e dell’oro, del gallo e dell’ariete. Venne ucciso per colpa di Loki, il quale venne esiliato da tutti.

LOKI e TYR (mitologia norrena in sintesi)

Loki è la divinità più contestata di Asgard. Simbolo dell’inganno, delle bugie e dei misfatti e figlio di due giganti, ricorreva a continui espedienti per sovvertire l’ordine di Asgard.

Fu lui a causare Ragnarok, l’ultima battaglia che frantumò il mondo norreno e a uccidere l’amato Baldur. Uno dei suoi figli fu Fenrir, capostipite dei lupi mannari.

Tyr fu dio della guerra solo per mantenere l’ordine e la giustizia. Il suo braccio destro venne mutilato da Fenrir quando venne incatenato con l’inganno.

IDUN e BRAGI, VILI e VE, FORSETI

Idun era la divinità femminile guardiana dei frutti dell’immortalità, sposa di Bragi, capace di donare giovinezza e bellezza in fase di invecchiamento. Bragi era il menestrello di corte e la sua lingua era ricoperta dalle rune. Forse anche divinità collegata alla musica e all’arte.

Vili e Ve, invece, sono fratelli di Odino e vengono collegati alla creazione del Cosmo e della vita in generale. Purtroppo erano poco venerati e si conosce poco del loro culto.

Forseti è figlio di Baldur e Nanna ma di anch’esso sono rimaste poche testimonianze se non che fosse un giudice imparziale e retto, tale da garandire l’ordine e la giustizia.

GEFJUN e divinità minori della mitologia norrena in sintesi

Gefjun è la dea dell’abbondanza e della fertilità, simile alla dea Freya, per cui si pensa fosse la stessa dea solo conosciuta con un nome differente.

Altre divinità minori erano presenti nel pantheon norreno, delle quali sono rimaste pochi e frammentari accenni. Tra questi ricordiamo: Vali, Hoenir, Hodr, Sigin, Vidar, Sol e Mani, Jord, Ullr, Fjorgynn e Fjorgyn.

vichingo

I Vanir: FREYA e FREYR

Prima di insediarsi ad Asgard, i Vanir vivevano nel Vanaheim, uno dei nove mondi. La principale divinità dei Vanir è Freya che a seguito dei conflitti tra le due stirpe si trasferì dagli Aesir.

Freya è la dea indiscussa della fertilità, tacciata da Loki di essere fin troppo libertina. Viene raffigurata su un carro trainato da due gatti o linci, nonché adornata da Brisingamen, la magica collana realizzata per lei dai nani.

La divinità era una volva, ovvero una strega poiché praticava le arti magiche. Veniva accompagnata da un famiglio, sotto forma di maiale ed era una mutaforma. Controllava gli aspetti della vita di chiunque, perché ne conosceva i segreti più reconditi.

Freyr era il fratello di Freya, anch’esso libertino e simbolo di fertilità e di virilità, rappresentato appunto da un grande fallo. Si muoveva su un carro trainato da cinghiali e viveva ad Alfheim, il regno degli elfi.

Possedeva la nave magica Skidbladnir che poteva essere rimpicciolita fino a entrare in una borsa. Altri due elementi accompagnavano Freyr: la spada magica che come il martello di Thor ritornava indietro e il cinghiale meccanico che illuminava il cammino ed era dotato di una sorprendente velocità.

NERTHUS e GULLVEIG (mitologia norrena in sintesi)

Nerthus era considerata alla stregua della Madre Terra e forse era la madre di Freya e Freyr. Il suo carro era guidato dalle mucche e risolveva le richieste degli umani.

Di tutt’altra pasta era Gullveig, la quale deteneva il Seidr, la magia norrena. Alcuni credono fosse la stessa Freya poiché non sono rimaste molte testimonianze di racconti attorno a questa figura.

Un’altra figura da nominare è Odr, il quale pare prendesse il posto di Odino all’interno della famiglia Vanir sebbene non ci siano molte notizie a riguardo per approfondire. Era il marito di Freya e un giorno sparì senza lasciare tracce.

 

elfo

Mitologia norrena in sintesi: le altre figure correlate

 

Altre figure correlate si muovevano nella mitologia norrena. Come per esempio gli elfi, i nani e i giganti. Ma in uno dei nove regni si muovevano anche le Valchirie, guerriere e portatrici dei caduti nel Valhalla.

Garm, invece, era un cane associato al mondo degli inferi, al caos e al disordine. I Draugr erano i fantasmi dei morti capaci di portare malattia e pazzia alle persone che li percepivano. Si contraddistinguevano per essere malvagi e insoddisfatti della loro precedente esistenza terrena.

Ma c’erano anche gli Spiriti della Terra, nascosti fra i sassi e le rocce. Di indole gentile diventavano feroci contro chi disprezzava e insozzava la terra e i luoghi in cui dimoravano. Una roccia sacra, Grimsborg che si trova in Islanda, racconta proprio la loro presenza e il loro dominio sulla terra.

 

Letture di approfondimento: