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Acutomanzia è il nome di una mantica antica e particolare, fatta risalire agli arbori del Settecento in Europa. Si tratta di una pratica la cui divinazione avviene attraverso lo studio e l’uso di spilli.

In alternativa, vengono utilizzati gli aghi con la medesima finalità. Esistono diverse soluzioni di lettura, ciascuna richiamante un ambito specifico e con una tecnica mirata nel rispondere a una domanda.

La simbologia dell’ago

 

Fin dall’antichità, l’ago è reputato uno strumento magico ma dall’aurea malefica. Non a caso, se si pensa anche alle favole, scopriamo che generalmente l’ago è usato dalle matrigne o dalle streghe per far cadere in sonno la malcapitata rivale.

La colpa è da imputarsi all’oggetto in sè, in quanto si identifica con il genere femminile (forse a causa della sua conformazione longilinea) e i fori da cui passa il filo viene visto come qualcosa di anormale e quindi facente parte dell’oltretomba.

Secondo la tradizione folcloristica, e in particolare nella sua interpretazione medievale e rinascimentale, l’ago è strettamente collegato alle streghe, le quali a detta dell’Inquisizione pungevano sotto le unghie dei bimbi per succhiar loro via il sangue.

Ma lo stesso strumento veniva utilizzato a ritorsione delle streghe, poiché venivano punte con insistenza dagli inquisitori per localizzare il “Marchio del diavolo” laddove primeggiava un’inconsueta insensibilità alla puntura.

Tuttavia, se cambiamo continente e ci spostiamo in Oriente, scopriamo che gli aghi assumono un importante valenza terapeutica, come per l’agopuntura.

Questa tecnica di medicina alternativa è stata qualificata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) solo nel 1977 e oggi è praticata dai medici certificati in tutto il mondo.

acutomanzia: divinare con gli spilli o con gli aghi

Acutomanzia: spilli e aghi per fare una divinazione

 

Tra le tecniche pervenute risultano alcune piuttosto particolari. Per esempio, la più semplice è quella di gettare tredici aghi o spilli all’interno di una bacinella riempita di acqua.

Se gli aghi o gli spilli galleggiano, significa che il futuro del richiedente sarà roseo e felice. Invece, se gli aghi o gli spilli si intrecciano, in base al groviglio si distingue il grado di complessità del periodo futuro.

Un’altra tecnica usata è quella nella quale la persona che legge il futuro è tenuta a gettare sul tavolo sette spilli di colore chiaro assieme a un altro spillo spezzato a metà di colore scuro.

Secondo la figura che si viene a creare, in seguito al lancio, il divinatore fornisce il responso. Il praticante tiene conto di alcuni aspetti determinanti, ossia interpreta la linea:

  • verticale, indica la provvidenza;
  • orizzontale, indica il destino;
  • spezzata, è sinonimo di viaggio;
  • obliqua, sottintende un ritorno;
  • parallela, indica il denaro.

Un’altra divinazione tramite acutomanzia richiede un insieme di ventiquattro aghi per realizzare un cerchio appoggiato a una superficie dove far scorrere una pallina.

Gli aghi che escono dal cerchio sono gli unici a dover essere interpretati e quelli responsabili di un responso positivo o negativo a seconda della nuova posizione assunta.