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Chi è Inanna è una domanda che nessun sumero si sarebbe mai posto, poiché la divinità era così abbagliante da abbracciare l’intera civiltà. Noi la conosciamo grazie agli inni della Gran Sacerdotessa Enheduanna, la quale descrisse il potere della dea.

Secondo la Gran Sacerdotessa, Inanna era la Signora dal cuore immenso, in grado di amare i suoi devoti come fosse una madre divina e ineffabile.

Nel periodo del Paleolitico vigeva la credenza che le divinità fossero immanenti e appartenessero all’essenza stessa della natura, grazie alla quale si potevano riflettere.

Non a caso, la mitologia ha come perno principale l’emblema del ciclo vitale che segue la nascita, la crescita, la morte e di nuovo a ripetersi il ciclo per l’eternità.

divinità sumera

Chi è Inanna: la divinità primordiale femminile

 

Inanna è la divinità che incarna la fecondità, le relazioni amorose di tipo prettamente sessuale e non coniugali, e la bellezza. Quando la società sumera iniziò il suo lento declino, Inanna venne sostituita da Ištar, mantenendo la stessa connotazione divina.

Essendo di origini paleolitiche, Inanna si legava al ciclo vitale della terra e perciò anche all’agricoltura e alla natura. Ma essendo una delle maggiori divinità, era anche dedita alla guerra e al mantenimento della giustizia.

Come per la maggior parte delle dee paleolitiche, aveva una componente duplice di luce e ombre. Difatti, si caratterizzava per la sua immensa bontà, così come per una spietata risoluzione delle controversie.

Chi è Inanna lo sappiamo grazie alla testimonianza di una poetessa Enheduanna, devota al culto di Inanna, la quale la elevò a divinità superiore dell’intero pantheon sumero.

E di ciò, ne abbiamo preso atto a seguito del ritrovamento di un numero elevato di tavolette in argilla, pronte a omaggiare l’Esaltazione di Inanna.

Il legame tra Enheduanna e Inanna è di reciprocità: la divinità sumera è la sacerdotessa in cielo, mentre la poetessa è la sacerdotessa sulla terra.

chi è Inanna

Le parole di Enheduanna

 

Secondo la poetessa Enheduanna, la divinità sumera assumeva quattro aspetti principali: guerriera, sacerdotessa, amante e androgino. Infatti, non possiamo considerare la dea come una donna del focolare, addomesticata e portata alla vita coniugale.

Tutt’altro, Inanna è indomita, ribelle, passionale e coraggiosa. Talvolta è assetata di sangue e la sua ferocia sconvolge la poetessa stessa, la quale cerca di blandirla con i suoi inni.

In uno dei suoi versi leggiamo: “Combatte corpo a corpo, o scatenando venti di uragano, lei sola incute timore“. In un altro verso Enheduanna ricorda: “Combattere è il suo gioco, non ne è mai stanca, lei esce correndo, legandosi i sandali“.

In veste di sacerdotessa la divinità sumera assumeva tutti i poteri collegati al mondo ordinario nonché all’oltretomba. Era lei il fulcro della forza mitologica capace di generare vita e, al contempo, la morte.

Nella sua attitudine da amante metteva al mondo un figlio, il quale diventava poi il suo amante, proseguendo il ciclo in un moto perpetuo, a rappresentare il meccanismo naturale della vita e della morte.

Inanna ha un me (in sumero significa potere) di far esplodere la passione anche tra amanti dello stesso genere. L’amore è considerato un sentimento ineffabile e ineludibile, perciò non categorizzabile.

Oggi si potrebbe considerare fluido e non incasellabile. Per questo il quarto aspetto citato da Enheduanna è quello androgino. Assume delle sembianze maschili per onorare il rito dell’amore e officiare la vita in ogni suo aspetto.