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L’Uomo Verde è un insieme di manifestazioni mitologiche che fanno riferimento a diverse culture e società europee e mondiali. Per comodità, raccolgo le sue infinite declinazioni in una singola figura conosciuta e rinomata.

In particolare, l’Uomo Verde deriva dalla mitologia celtica, ma la sua presenza intacca altre società contemporanee e antiche. Si tratta dell’altra faccia della Dea Madre, investita del potere maschile, custode della natura selvaggia.

 

Uomo verde: immagine

 

Uomo Verde, chi è?

 

Non si hanno molte notizie in merito. Il cosiddetto Uomo Verde rappresenta un semidio scivoloso, evanescente e mimetizzabile nel fondo boscoso.

Non a caso, viene raffigurato con un corpo legnoso, a sequenze sovrapposte di corteccia, mentre i capelli e altre parti del corpo sono ricoperte da fogliame.

Bocca, sopracciglia e peluria in generale si presenta sotto forma di muschio, tanto da rilasciare un sentore selvatico che si fonde con l’ambiente circostante. Pertanto, è difficile da scovare e da vedere nel bosco fitto.

Si erge come protettore degli alberi, soprattutto quelli sacri e antichi. Qualora un malcapitato dovesse ferire la pianta, si troverà al cospetto di un nemico giurato, che non sarà imparziale.

La natura ha il suo protettore, suddiviso equamente con la Dea Madre, come forma maschile dello stesso potere generativo ed energetico. Nella storia di Re Artù compare la figura del Cavaliere Verde che ha molti elementi in comune con il  semidio.

Le declinazioni della figura mitologica

 

Tra le figure di rilievo che si contendono lo scettro di protettori della natura, o elementi di parte, figurano il:

  • Fauno;
  • Sileno;
  • Satiro;
  • Silvano.

Il fauno protegge il gregge dai lupi

Fauno

Appartiene alla mitologia romana e protegge la campagna, l’agricoltura e le greggi. Il suo aspetto classico segue le fattezze umane, se non per i piedi e le gambe caprine e le corna da montone.

Ama corteggiare le ninfe e suonare il flauto, quando non deve occuparsi di scacciare i forestieri malintenzionati o di preservare il gregge dagli attacchi del lupo. In suo onore si trova un tempio edificato nell’Isola Tiburtina a Roma.

Ma soprattutto, viene ricordato in qualità di pastore e abitante del territorio su cui poi venne edificata l’imperiosa Città di Roma. A lui erano state dedicate due festività: il Faunàlia, il 5 dicembre e i Lupercalia nel mese di febbraio. Non a caso, il nome del Fauno era altresì Luperco.

Essendo una divinità pagana nel corso del Medioevo – al pari delle altre divinità – il fauno venne demonizzato dalla Chiesa perché prossimo al malefico. Nondimeno, alcuni studiosi fanno assurgere la festività di San Valentino a sostituzione del Lupercalia.

Sileno protettore greco del vino e dell'uva

Sileno, l’Uomo Verde greco

Il Sileno è l’Uomo Verde della mitologia greca, il quale precedette Dionisio come divinità collegata al vino e al processo di vinificazione.

Il suo aspetto si discosta completamente dal Fauno, in quanto appare privo di capelli ma peloso, di età avanzata ma corpulento, con varianti di attributi animaleschi.

Invece, la sua attitudine rivela doti di divinazione e di profonda saggezza, che lo porta a odiare tutto ciò che richiama il possesso di beni terreni.  Alcune fonti fanno discendere dal Sileno i Satiri e le Ninfe.

Nelle raffigurazioni storiche appare con una lunga barba, un grappolo di uva in mano e un calice di vino in un’altra.

Satiro: Uomo Verde in versione greca

Satiro

Si tratta di una divinità greca minore, connesso con il culto dionisiaco e contenitore della forza generatrice della natura. Al pari del Fauno, viene dipinto con un corpo slanciato, costituito da arti inferiori caprini e corna.

Sebbene nel corso del tempo perse questi elementi animaleschi, diventando una figura dissoluta, dedita al vino e alla farneticazione. Non a caso, si iniziò a rappresentarlo con il membro eretto.

In pratica, può essere considerato un incrocio tra il fauno e il sileno. La divinità venne usata come espediente da Nietzsche per denunciare la civiltà quale forma di illusione collettiva.

Suonatore di flauto, viene spesso confuso con il Dio Pan, il quale possiede il suo stesso aspetto. Tuttavia, si pensa che sia più simile a un Silvano piuttosto che a un Satiro.

Silvano

Silvano

Il Silvano è forse la figura meno caratterizzata. Talvolta assume una forma corporea umana, altre volte rassomiglia al Fauno. Discende dalla mitologia etrusca, sebbene sia stato rinvenuto anche all’interno della mitologia romana.

È il Dio delle campagne e, di conseguenza, delle selve. Invece, in veste etrusca protegge la natura e la produzione agreste. Difatti, i contadini prima di dissodare il terreno, placavano la divinità per mezzo di una cerimonia.

Un altro aspetto del divino, era quello di rappresentare il Silvano come nemico delle partorienti e dei neonati. Per questo i Romani invocavano i numi tutelari Pilumno, Intercidona e Deverra a protezione.

 

Assieme a queste divinità si fonde l’Uomo Verde. In qualsiasi mitologia si voglia identificare, il suo sguardo è quello rassegnato della Natura, che accoglie le nefandezze degli esseri umani, pur senza giudicarli.

Ciononostante, è pronto a intervenire in sua difesa non appena la situazione diventa critica e viene ricattata la salvaguardia ambientale.

Un monito diretto a noi contemporanei: facciamo attenzione a non tirare troppo la corda pelosa dell’Uomo Selvatico: potrebbe risentirne e agire di conseguenza.