Il vampiro nel folklore europeo

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Vampiro nel folklore

Il vampiro è una figura che compare un po’ in tutto il folklore europeo con nomi diversi e assumendo differenti forme. A volte si sovrappone ad altre figure che incarnano personalità differenti rispetto al conte Dracula di Stoker. Per esempio, in Portogallo il vampiro si riconosce nella Bruxa: una creatura animalesca che si nutre di bambini.

Già nell’antica Grecia comparivano dal panorama slavo le prime apparizioni di vampiri. La Vrykolaka o Brucolaca è un personaggio che si intreccia a quella del non morto.

Secondo la tradizione richiama le vittime designate a gran voce o bussando direttamente alla porta della sua casa ma non può entrare. Per farlo deve essere invitato altrimenti dovrà cambiare vittima e dimenticarsi di chi non lo vuole invocare o richiamare.

I preti locali quando sospettavano casi di vampirismo scoperchiavano le bare e impalavano i morti, procedendo anche alla decapitazione. Come possiamo notare la figura del conte Dracula ha radici storiche profondissime che si tramandano di generazione in generazione.

Il vampiro in Europa

 

Nel XVIII secolo l’arcivescovo Giuseppe Davanzi scrisse l’opera “Dissertazione sopra i vampiri” in seguito agli innumerevoli viaggi che aveva fatto in giro per l’Europa centrale ed entrando spesso in contatto con i racconti folkloristici sui vampiri.

Era nota a quell’epoca, infatti, l’avversione delle comunità, soprattutto quelle rurali, sui fenomeni del vampirismo che si ipotizzava provocassero scorribande durante la notte nei cimiteri.

Inoltre, i vampiri si rendevano colpevoli di attacchi al bestiame per succhiarne il sangue e fare dei banchetti improvvisati. In Germania i vampiri erano conosciuti con tre nomi differenti:

  • il Blautsauger o succhiasangue: un corpo senza ossa e ricoperto di peli che si nutre di sangue fresco. Il corrispettivo della tradizione zingara è il Mullo: ma, a differenza del Blautsauger è sia maschio che femmina e sfinisce le prede sessualmente, fino a quando non muoiono;
  • l’Alp: una sorta di demone della categoria Incubus che entrava in case nelle sembianze di una falena e si appoggiava al petto del dormiente per succhiarne il sangue;
  • il Nachzehrer o masticatore di sudari: assomiglia al Ghoul per la sua tendenza a cibarsi di cadaveri (vive nei cimiteri), tanto da mangiare anche il suo. Diffonde la peste e preleva l’energia degli esseri vivi solo con la sua vicinanza;
  • la Mora, Mara: uno spirito che addormenta le sue vittime prima di soffocarla e succhiarle il sangue dal petto.

Gli zingari serbi e bosniaci combattono contro il Dampyr: un essere nato da una donna e un Vampir maschio (un altro tipo di vampiro). I dampyr sono anche quelle donne che hanno resistito alla prepotenza sessuale del Mullo e non sono quindi morte.

Il suo nemico è il Lampir – il portatore di peste – un incrocio fra un vampiro e un lupo mannaro.

 

bara e pipistrelli

 

E la vampira

 

La vampira è la Kudlak che è anche una strega che può assumere diverse sembianze. Il suo rivale, il Kresnik, rappresenta la luce. Questi due esseri si contrappongono perché Kudlak è vestita di nero e rappresenta il male mentre Kresnik veste di bianco e incarna il bene.

In Ungheria esiste anche il cacciatore di vampiri conosciuto con il nome di Talbó che li uccide piantando un chiodo nella tempia. Il vampiro russo, invece, è l’Upyr: possiede due zanne che gli servono per attaccare prima i bambini e poi a salire di età il resto della famiglia.

Si muove in contesti rurali solitari e ha la particolarità di non soffrire la luce del sole tanto che si può cacciare di notte, quando riposa, spruzzando dell’acqua benedetta sopra la sua tomba. Per finire la sua esistenza una volta per tutte bisogna poi piantare un paletto di legno sul cuore e, infine, decapitarlo.

Le Wieszcz, sono un altro tipo di vampire-streghe con la faccia rossa e l’occhio sinistro sempre spalancato. Si nutrono del proprio corpo, del bestiame e delle persone, succhiando loro il sangue. Si uccidono solo seppellendo il corpo con un mattone sotto il mento che tenga bloccata la mascella.

L’Erestun è una donna che appare vecchia perché ha venduto l’anima al diavolo trasformandosi dopo la morte in vampira. Celebra sabba e uccide i vivi solo guardandoli.

Chi uccide solo il bestiame, invece, è l’Ustrel bulgaro, che appartiene alla famiglia delle Wieszcz. La sua origine è quella di un neonato morto prima di aver ricevuto il sacramento del battesimo. Si allontana se gli viene mostrato il fuoco e cade spesso vittima dei lupi.

L’Ubour è ciò che rimane di una persona morta in modo violento: il corpo dopo il decesso si gonfia diventando una massa gelatinosa. Solo dopo 40 giorni si forma lo scheletro e si ricompongono le carni ma la lingua retrattile possiede un pungiglione utile a succhiare il sangue.

Per ucciderlo bisogna chiamare il Vampirdzhija, il cacciatore professionista di vampiri, che riempie la bara di erbe velenose e poi fa un foro sopra la tomba. In questo modo riesce a perforare il corpo con un ramo, raccoglie il gas che fuoriesce in una bottiglia, che sarebbe l’anima, e poi gli dà fuoco.

 

Scopri le differenze tra i vampiri del folklore e il conte Dracula:

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